Fonte: Sole 24 Ore

di Enrico Miele e Cheo Condina

Salgono i timori per l’incertezza Covid e le campagne di vaccinazione che procedono a singhiozzo. Pesa sui mercati anche la vicenda della società di videogiochi che, secondo gli operatori, potrebbe mettere a rischio la stabilità di alcuni hedge fund. Spread resta “freddo” a crisi governo sui 116 punti

Seduta in “rosso” per i listini europei in una giornata, quella del 29 gennaio, che si annuncia negativa anche per Wall Street. A penalizzare le Borse, con quelle asiatiche proiettate verso una chiusura in territorio negativo, è soprattutto la “guerra dei vaccini”, con alcuni dubbi legati all’efficacia degli stessi contro alcune varianti del Covid. Pesa sull’umore dei mercati anche il caso Gamestop, in continua evoluzione ma che, secondo gli operatori, è potenzialmente un rischio per la stabilità di alcuni hedge fund. Su Piazza Affari aleggia anche la crisi di Governo, che al momento non ha trovato una soluzione, anche se lo spread resta “freddo” in area 116 punti. Sul fronte macro, nelle prossime ore sono attesi una serie di dati chiave sia in Europa sia in Usa (spese e redditi personali, Pmi Chicago, fiducia del Michigan).

A Piazza Affari svetta Leonardo, giù le banche
Leonardo dopo la conferma da parte del consiglio di amministrazione della guidance 2020. Tengono le utiliy con Terna, Italgas e A2A. A Piazza Affari continuano i ribassi, invece, per bancari e industriali, più sensibili alla fase di instabilità. Anche Stellantis perde terreno, mentre tra le peggiori di seduta c’è Amplifon.

Spread con Bund poco mosso a 116 punti
Poco mosso lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato: il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco risulta in lieve calo, a 116 punti base, dai 117 punti della chiusura del 28 gennaio. In calo frazionale anche il rendimento del BTp decennale benchmark che è indicato in apertura allo 0,63%, dallo 0,64% del riferimento della vigilia.
Sul mercato valutario l’euro vale 1,21 dollari e 125,7 yen giapponesi. Dollaro/yen a 104,56. Petrolio invece stabile con il Brent attorno a 55 dollari al barile e il Wti a 52 dollari.

Listini “perplessi” da campagne vaccinali
Il 2021 era iniziato con una grande speranza per le Borse (e per tutti): che i vaccini avrebbero riportato il mondo alla normalità nella seconda metà dell’anno. Sulla base di questa scommessa, i listini da novembre (quando i vaccini di Moderna e Pfizer hanno terminato i test) hanno messo in scena un gigantesco rally. Ecco perché, spiegano gli analisti, ora qualunque cosa possa andare storto sul fronte dei vaccini ha un forte impatto, visto che dall’esito della campagna anti-Covid dipende la ripresa economica globale.

Il “caso” italiano
In Italia a questa incertezza si somma quella politica. In queste ore continueranno le consultazioni al Quirinale, per cercare di ridare un Governo al Paese. Questo per ora ha pesato poco sui mercati (il 28 gennaio lo spread tra BTp e Bund ha chiuso a 117 punti base), ma di certo in una fase così incerta per la pandemia una crisi politica, secondo molti osservatori, non giova.

Borsa Tokyo ancora debole, Nikkei perde l’1,89%
Secondo calo consecutivo alla Borsa di Tokyo, poco rassicurata dal parziale rimbalzo di Wall Street e condizionata dal ribilanciamento degli investitori a fine mese. Così, al termine delle contrattazioni l’indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso con un calo dell’1,89% (-534 punti) a 27.663,39 punti e il più ampio indice Topix ha perso l’1,64% a 1.808,78 punti.

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