Migliaia di persone hanno sfondato ieri le transenne e invaso gli edifici del potere, poi la polizia ha ripreso il controllo. Il bilancio attuale: 46 feriti, di cui sei gravi. Bolsonaro in Florida

ABrasilia la magistratura è al lavoro per capire come sia stato possibile l’assalto al Parlamento: ordina una serie di misure per identificare chi ha tollerato l’assalto dei manifestanti ai palazzi del potere, chi li ha protetti e chi finanziati. Rimossi subito il governatore e il responsabile sicurezza. Il giudice della Corte Suprema Federale Alexandre de Moraes ha, infatti, ordinato la rimozione del governatore del Distretto federale di Brasilia Ibaneis Rocha per un periodo di 90 giorni. Rimosso anche il segretario alla Sicurezza Pubblica Anderson Torres, già ministro della Giustizia nel governo Bolsonaro, nominato appena una settimana fa da Lula come responsabile della sicurezza nel Distretto Federale. Era lui a dover gestire la situazione. La decisione è arrivata dopo l’invasione degli edifici del Congresso, del Tribunale federale e del Palácio do Planalto, sede della Presidenza della Repubblica del Brasile. Lula convoca oggi una riunione di emergenza.

La Corte suprema ordina lo sgombero delle basi dei bolsonaristi
Nella risoluzione con cui ha ordinato la notte scorsa la sospensione per 90 giorni del governatore del distretto federale di Brasilia, Ibaneis Rocha, il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes ha anche disposto lo sgombero e lo scioglimento totale, entro 24 ore, degli accampamenti dei sostenitori di Jair Bolsonaro in prossimità dei quartieri generali e di altre unità militari. La polizia militare brasiliana, precisa il magistrato, dovrà inoltre procedere all’arresto delle persone che si trovano all’interno degli accampamenti per flagranza di reato. De Moraes ha poi chiesto, scrive il portale di notizie Uol, il sequestro e il blocco di tutti gli autobus individuati dalla polizia federale che hanno portato i seguaci di Bolsonaro a Brasilia. Altre indicazioni della risoluzione riguardano la liberazione entro 24 ore di tutte le vie di comunicazione e degli edifici pubblici statali e federali in tutto il Paese, nonché la proibizione fino al 31 gennaio dell’ingresso di autobus e autocarri con manifestanti nel Distretto federale di Brasilia.

“La Festa di Selma”, la parola d’ordine sui social per l’assalto al Governo
«La festa di Selma». Questa la parola d’ordine che si è fatta strada sui social media e che è stata usata dai sostenitori dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro per aumentare l’adesione all’azione che ha poi portato all’assalto ai palazzi del governo di Brasilia. Si tratta di un gioco di parole tra «Selma» e «selva», che in portoghese significa “giungla”. E che viene usata dai militari brasiliani sia come saluto, sia come avvertimento. Solo quattro giorni prima dell’attacco vero e proprio di ieri, quindi, su Telegram è diventato virale un video sul “Selma’s Party”. Nel filmato un uomo descriveva gli «ingredienti» necessari al «party»: unione e organizzazione.

Brasile: la Chiesa si schiera contro i rivoltosi
Dura presa di posizione della Chiesa brasiliana dopo l’assalto alle sedi dei poteri democratici a Brasilia, i cui protagonisti – chiede – devono essere perseguiti e puniti secondo tutti i rigori della legge. La Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), attraverso i propri profili social, ha espresso la sua «preoccupazione per i gravi e violenti eventi di Brasilia». Di fronte a questa situazione, i vescovi brasiliani chiedono «serenità, pace e l’immediata cessazione degli attacchi criminali contro lo Stato di diritto democratico». Inoltre, riferisce il Sir, i religiosi chiedono che «questi attacchi siano contenuti immediatamente e che i loro organizzatori e partecipanti siano ritenuti responsabili nella misura massima della legge», sottolineando che «i cittadini e la democrazia devono essere protetti».

La polizia è al campo dove da oltre sessanta giorni protestano i sostenitori dell’ex presidente Bolsonaro
La polizia è arrivata al campo dove da oltre sessanta giorni protestano i sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro e dove ieri l’accesso era stato bloccato dall’esercito. Lo riporta la Cnn Brasil. «Ricardo Cappelli, designato dal presidente Lula come responsabile dell’intervento del governo federale nel distretto di Brasilia, sta dando continuità al lavoro iniziato ieri, in relazione agli atti terroristici», ha dichiarato il ministro della Giustizia, Flávio Dino (PSB), su Twitter

Nyt: “Bolsonaro è a Orlando in una casa affittata per un mese”
L’ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro si trova a Orlando, in Florida, in una casa che ha preso in affitto da un professionista delle arti marziali vicino al Walt Disney World Resort. Lo scrive il New York Times ricordano che Bolsonaro ha lasciato il Brasile a fine dicembre, prima del giuramento del nuovo presidente, Luiz Inacio Lula da Silva. Da programma, Bolsonaro avrebbe voluto restare nella casa di Orlando per almeno un mese. Resta ora da vedere se l’assalto ai palazzi del governo di Brasilia da parte dei suoi sostenitori gli faranno cambiare programma.

Tajani: “L’assalto alle istituzioni democratiche non può che essere respinto con grande fermezza”
«L’assalto alle istituzioni democratiche non può che essere respinto con grande fermezza», lo ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani al Tg1. «I risultati elettorali si accettano sempre, questa è la democrazia. Il governo italiano sta dalla parte della democrazia».

Il vicepresidente del Senato e il capo del governo al Congresso del Brasile attendono il decreto Lula
Il vicepresidente del Senato del Brasile Veneziano Vital e il capo del governo al Congresso Randolfe Rodrigues sono arrivati al palazzo del Congresso nazionale all’alba di oggi dopo l’assalto dei sostenitori di Jair Bolsonaro: secondo la Cnn, stanno aspettando l’arrivo del decreto di intervento federale nel Distretto Federale da parte del presidente Luiz Inácio Lula da Silva in modo da poter programmare il voto. Il presidente del Senato, Rodrigo Pacheco arriverà a Brasilia nel pomeriggio e presiederà le votazioni. Il presidente Lula ha decretato un intervento federale nel governo di Brasilia e ha nominato Ricardo Cappelli, attuale segretario esecutivo del Ministero della Giustizia e della Pubblica Sicurezza. Capelli è il braccio destro del ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza Flavio Dino.

Ocasio Cortez: “Gli Usa cessino di dare asilo a Bolsonaro”
«A quasi due anni dal giorno in cui il Campidoglio degli Stati Uniti è stato attaccato dai fascisti, vediamo movimenti fascisti all’estero tentare di fare lo stesso in Brasile. Siamo solidali con Lula e con il governo democraticamente eletto. Gli Stati Uniti devono cessare di concedere rifugio a Bolsonaro in Florida». Lo ha scritto su Twitter la deputata democratica al Congresso degli Stati Uniti, Alexandria Ocasio-Cortez.

Amnesty: “È allarmante che organi del Distretto federale, quali la procura, il governo e la polizia, non siano stati in grado di identificare gli istigatori”
«È allarmante che organi del Distretto federale, quali la procura, il governo e la polizia, non siano stati in grado di identificare gli istigatori e i finanziatori dell’invasione e di impedire gli attacchi contro i palazzi istituzionali», ha denunciato Amnesty International in un comunicato.

Cremlino: condanniamo autori disordini
La Russia «condanna fermamente» gli autori dei disordini in Brasile. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Lo riporta Ria Novosti. «Sosteniamo assolutamente il presidente brasiliano Lula da Silva e le azioni volte a ripristinare l’ordine nel Paese e lo stato di diritto», ha aggiunto.

Rubata la Costituzione originale del 1988
I manifestanti che si sono introdotti negli edifici della Corte Suprema, del Congresso e nel palazzo presidenziale oltre ad aver rotto finestre, ribaltato mobili, distrutto opere d’arte, hanno rubato la Costituzione originale del 1988. Armi sono state prelevate da un ufficio di sicurezza del presidente. Lo riporta la Reuters.

Autorità indagano sui partecipanti alla rivolta e sui loro finanziatori
Il giudice della Corte Suprema brasiliana Alexandre de Moraes ha indicato quali saranno i prossimi passi per l’identificazione delle persone che hanno preso parte all’assalto dei palazzi istituzionali di Brasilia. Lo riporta O Globo. Tra le altre misure – viene spiegato – le autorità analizzeranno gli elenchi degli ospiti negli hotel e nelle locande della capitale, vaglieranno le immagini delle telecamere di sicurezza e i dati di geolocalizzazione oltre a mappare proprietari, passeggeri e finanziatori degli autobus che hanno portato i sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro a Brasilia.

Brasile: quasi 50 feriti durante l’assalto alle istituzioni a Brasilia
Almeno 46 persone, di cui sei in condizioni gravi, sono rimaste ferite nei disordini a Brasilia, dove migliaia di sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro hanno assaltato le sedi delle principali istituzioni del Paese. Lo riportano i media spagnaoli, citando i dati forniti dall’Ospedale di Brasilia.

Papa: preoccupato da quanto sta accadendo in Brasileù
Il Papa, nel discorso al corpo diplomatico, ha affermato di essere preoccupato per quanto sta accadendo in Brasile. «Penso alle varie crisi politiche in diversi Paesi del continente americano, con il loro carico di tensioni e forme di violenza che acuiscono i conflitti sociali. Penso specialmente a quanto accaduto recentemente in Perù, e in queste ultime ore in Brasile, e alla preoccupante situazione ad Haiti», ha sottolineato il Papa. «Desta preoccupazione l’affievolirsi, in molte parti del mondo, della democrazia e della possibilità di libertà che essa consente, pur con tutti i limiti di un sistema umano. Ne fanno tante volte le spese le donne o le minoranze etniche, nonché gli equilibri di intere società in cui il disagio sfocia in tensioni sociali e persino in scontri armati».

Anche il premier britannico condanna assalto al Congresso
Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha condannato l’assalto al Congresso brasiliano da parte dei sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro e ha criticato il tentativo di minare la democrazia del popolo brasiliano. «Condanno qualsiasi tentativo di minare il trasferimento pacifico del potere e la volonta’ democratica del popolo brasiliano», ha scritto Sunak su Twitter. «Il presidente Lula e il suo governo hanno il pieno sostegno del Regno Unito e sono ansioso di rafforzare ulteriormente gli stretti legami tra i nostri Paesi negli anni a venire», ha aggiunto.

Rutte: “In Brasile violenza inaccettabile”
«Ho guardato con sgomento le immagini dell’assalto agli edifici governativi a Brasilia. È una violenza inaccettabile contro le istituzioni che costituiscono il nucleo di uno stato democratico governato dallo stato di diritto. Sosteniamo Lula come presidente democraticamente eletto del Brasile». Così su Twitter il premier olandese, Mark Rutte.

Gentiloni: “Impressionanti analogie con Capitol Hill”
«Analogie impressionanti tra gli assalti al Parlamento brasiliano e al Congresso americano. La democrazia è sotto attacco ma è più forte dei suoi nemici. Le risposte alla guerra di Putin e alla pandemia lo confermano». Lo scrive in un tweet il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.

La Cina “si oppone fermamente all’attacco violento”

La Cina «si oppone fermamente al violento attacco» ai luoghi del potere in Brasile, presi d’assalto dai sostenitori dell’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri cinese. «La Cina segue da vicino e si oppone fermamente al violento attacco alle autorità federali in Brasile dell’8 gennaio», ha detto il portavoce Wang Wenbin durante un briefing con la stampa. Pechino «sostiene le misure adottate dal governo brasiliano per calmare la situazione, ripristinare l’ordine sociale e preservare la stabilità nazionale».

Spagna: gli estremismi maggior minaccia per la democrazia
Le «notizie in arrivo dal Brasile», relative a un’irruzione di bolsonaristi in sedi istituzionali del Paese, «ricordano qual è la maggior minaccia per la democrazia, la pace e la prosperità nel mondo, da nord a sud e da est a ovest: il risorgimento di movimenti estremisti disposti a travolgere tutto». È quanto sostenuto dal premier spagnolo, Pedro Sánchez, nel corso dell’inaugurazione della VII conferenza degli ambasciatori del Paese iberico. Sánchez ha sottolineato che i «metodi» di questi gruppi «sono replicati millimetricamente in tutti i Paesi in cui sono presenti» e sono basati sul coniugare «l’uso sistematico della menzogna», il «ricorso all’insulto e alla violenza verbale» e «un attacco alle istituzioni democratiche».

La condanna turca: rispettare l’esito elettorale
«Condanniamo gli atti di violenza contro il governo guidato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, il Congresso e la Corte Costituzionale in Brasile». Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri di Ankara in un comunicato che afferma come sia «importante rispettare i risultati delle elezioni e il processo democratico che riflette la volontà del popolo nel Paese».

Guterres (Onu): “Condanno l’assalto alle istituzioni democratiche”
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha condannato l’assalto odierno alle istituzioni democratiche brasiliane. «La volontà del popolo brasiliano e le istituzioni del Paese devono essere rispettate. Il Brasile è un grande paese democratico», ha scritto su Twitter.

Le autorità indagano su chi ha guidato le rivolte a Brasilia
Le autorità brasiliane hanno iniziato a indagare sul peggior attacco alle istituzioni del Paese da quando la democrazia è stata ripristinata quattro decenni fa, con il presidente Luiz Inacio Lula da Silva che ha promesso di assicurare alla giustizia i responsabili della rivolta. Lo riporta il sito dell’agenzia Reuters.

La Corte Suprema ordina ai sociale di bloccare la propaganda golpista
Il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes ha ordinato alle piattaforme di social media Facebook, Twitter e TikTok di bloccare la propaganda golpista in Brasile. Lo riportano i media brasiliani.

Scholz: “L’attacco alla democrazia che non può essere tollerato”
«Arrivano brutte immagini dal Brasile. I violenti attacchi alle istituzioni democratiche sono un attacco alla democrazia che non può essere tollerato. Siamo vicini al presidente Lula e ai brasiliani». Lo scrive su Twitter il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Da von der Leyen ferma condanna per l’assalto alla democrazia
«Condanno fermamente l’assalto alla democrazia in Brasile. È una grande preoccupazione per tutti noi, difensori della democrazia. Il mio pieno sostegno al Presidente Lula, che è stato eletto in modo libero e correttamente». Lo scrive su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Rischio proteste, Petrobras rafforza sicurezza alle raffinerie
La compagnia nazionale brasiliana di petrolio e gas, Petrobras, ha rafforzato la sicurezza nelle sue raffinerie a seguito di segnalazioni di possibili proteste che hanno bloccato le strade di accesso. Lo ha annunciato il senatore Jean-Paul Prates, da pochi giorni nominato a capo dell’azienda al presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva.

Bloccate le autostrade in diversi stati, Mato Grosso è il più colpito
In Brasile i manifestanti golpisti nella notte hanno bloccato autostrade e strade federali in almeno quattro stati. Lo stato del Mato Grosso è il più colpito dalle proteste dei sostenitori dell’ex presidente Bolsonaro. Lo riporta il sito online di Folha de S.Paulo.

Brasile, il ministro della Giustizia: “Molti arrestati, altri lo saranno”
In Brasile, il ministro della Giustizia, Flavio Dino, ha annunciato sono già stati emessi nuovi mandati di arresto in relazione all’assalto ai palazzi del potere, a Brasilia, domenica pomeriggio. Secondo il ministro, le indagini prendono di mira sia chi ha partecipato agli atti sia anche chi li ha finanziati. «È tempo di un’ampia unità nazionale in difesa della Costituzione e delle leggi», ha aggiunto Dino. Il ministro ha anche assicurato che il governo ha «tutte le targhe degli autobus che hanno portato i criminali a Brasilia». «Molti sono stati arrestati e altri lo saranno», ha aggiunto.

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