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Il contributo che gli Stati Uniti riusciranno a fornire all’Italia sarà fondamentale nel medio lungo/periodo nella politica di diversificazione energetica che Roma sta perseguend

Uniti e compatti nel sostegno a Kiev e al popolo ucraino. Ma anche una strategia comune – è il messaggio che il premier Mario Draghi ha consegnato al presidente Usa Joe Biden, in occasione del faccia a faccia nello studio Ovale – per ricercare ogni “canale” utile a portare Vladimir Putin al “cessate il fuoco” e al tavolo del negoziato.
Tra i temi al centro del bilaterale, oltre alle ripercussioni sul piano della sicurezza – a cominciare dalla fornitura di armi a Kiev per resistere all’invasione russa, fino alle sanzioni nei confronti di Mosca – anche il rischio di una crisi alimentare innescata dalla frenata dell’esportazioni di grano e mais da parte dell’Ucraina, dovuta al blocco dei porti da parte di Mosca. Non ultimo, il tema della corsa italiana all’indipendenza dal gas russo nella quale anche gli Stati Uniti, nel medio periodo, potranno giocare un ruolo fondamentale.

Draghi a Biden, ogni canale per cessate fuoco e negoziati credibili
Prima del bilaterale i due leader hanno rilasciato brevi dichiarazioni alla stampa nello Studio ovale. «Putin pensava di dividerci, ha fallito», ha sottolineato il presidente del Consiglio. «Siamo uniti nel condannare l’invasione dell’Ucraina, uniti nelle sanzioni e nell’aiutare l’Ucraina come ci ha chiesto il presidente Zelensky. In Italia e in Europa le persone vogliono la fine di questi massacri, di questa violenza, di questa macelleria. Le persone pensano che cosa possiamo fare per portare la pace. Le nostre nazioni sono unite in modo forte e la guerra in Ucraina le ha ulteriormente rafforzato l’unione. Dobbiamo utilizzare ogni canale per la pace, per un cessate il fuoco e l’avvio di negoziati credibili», ha aggiunto il capo del Governo italiano. L’ex presidente della Bce ha posto l’accento sul fatto che il conflitto ha determinato dei cambiamenti nella Ue. «Quello che sta succedendo in Ucraina ha portato un drastico cambiamento nell’Unione europea – ha detto Draghi -, eravamo vicini e ora siamo ancora più vicini e so che possiamo contare sul tuo sostegno come un sincero amico dell’Ue e dell’Italia. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per abbassare il costo dell’energia, per evitare il rischio di crisi alimentari nei Paesi poveri».

Il presidente Usa: sei riuscito a unire Nato e Ue
«Sei stato un buon amico e un grande alleato – è stata la risposta di Biden -. La cooperazione dell’Italia è fondamentale. C’è una cosa che appezzo di te, il tuo sforzo sin dall’inizio di aver unito la Nato e l’Ue e ci sei riuscito. Era difficile credere che andassero di pari passo, era più probabile che si dividessero ma tu sei riuscito a farle andare all’unisono. Una Ue forte – ha spiegato Biden – è nell’interesse degli Stati Uniti. Abbiamo molte cose di cui parlare», ha poi concluso il presidente degli Stati Unti. Non è prevista una conferenza stampa al termine dell’incontro.

Al bilaterale presente anche Yellen
C’è anche la segretaria al Tesoro Janet Yellen nella delegazione che accompagna Biden nell’incontro alla Casa Bianca con Draghi. Ci sono poi Jon Finer, assistente del presidente e primo vice consigliere per la sicurezza nazionale americana, Wendy Sherman, vice segretario di Stato, Thomas Smitham, incaricato d’affari all’ambasciata americana a Roma, Karen Donfried, assistente del segretario di Stato per agli Affari europei ed euroasiatici, Amanda Sloat, direttore per l’Europa del Consiglio per la sicurezza nazionale, e Joanna Pritchett, direttore per gli affari dell’Ue del Consiglio di sicurezza. All’incontro Draghi è accompagnato dall’ambasciatrice italiana a Washington, Mariangela Zappia, Antonio Funiciello, capo di gabinetto, Luigi Mattiolo, consigliere diplomatico, Luigi De Leverano, consigliere militare, Francesco Giavazzi, consigliere economico, Paola Ansuini, portavoce, e Ferdinando Giuliano, consigliere per l’informazione.

Il dossier energia
Il contributo che gli Stati Uniti riusciranno a fornire all’Italia, osservano fonti diplomatiche, sarà fondamentale nel medio lungo/periodo nella politica di diversificazione energetica che Roma sta perseguendo. Gli States ad oggi forniscono all’Italia il 10% delle importazioni di Gnl, un volume che il governo intende aumentare. Uno dei temi è quello delle capacità di rigassificazione, che l’Italia conta di aumentare con l’installazione di due rigassificatori galleggianti, uno da attivare già a inizio 2023 e l’altro entro la fine del prossimo anno, come ha garantito il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

Il sostegno militare a Kiev
All’alleato il presidente del Consiglio garantisce una nuova tranche di aiuti economici a Kiev e un impegno maggiore delle forze armate a difesa del fianco Est: la missione italiana in ambito Nato, come ha annunciato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini in Parlamento, sarà estesa a breve anche a Bulgaria e Ungheria per «rafforzare la postura di deterrenza e rassicurazione». Sulle armi, su cui però si moltiplicano i mal di pancia della maggioranza che sostiene il governo a Roma, l’Italia si appresta a valutare un terzo decreto per l’invio di pezzi più “pesanti”. Si è parlato, tra l’altro, dei semoventi d’artiglieria M109. Non escluso che ci siano anche i blindati leggeri Lince.

Il nuovo stanziamento Usa
Intanto gli Stati Uniti hanno deciso di stanziare altri 20 miliardi di aiuti militari all’Ucraina. Il confronto tra il presidente Usa e il premier italiano arriva all’indomani del via libera di Biden a una legge per velocizzare e oliare la fornitura di armi a Kiev ispirata a una misura del 1941 che permise agli Stati Uniti di Roosevelt di armare l’esercito britannico contro Hitler.

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