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L’Onu vota la risoluzione di condanna, Biden: «Messo a nudo l’isolamento di Putin». Mariupol senza acqua. Dagli Usa centinaia di Stinger a Zelensky. Grandi: «Già un milioni di rifugiati». Mosca minaccia: «La terza guerra mondiale sarebbe nucleare e devastante». Quattro caccia russi violano lo spazio aereo svedese. La Banca Mondiale: stop aiuti a Russia e Bielorussia

Un bagno di sangue. Da Kharkiv a Mariupol, dopo una settimana di guerra l’Ucraina è sepolta da un tappeto di bombe. Le città strategiche alle porte dei territori controllati dalla Russia sono assediate, la resistenza allo stremo. A Mariupol non c’è acqua. A Kherson mancano medicine e cibo. «Senza moriremo» dice il sindaco, chiedendo un corridoio umanitario e ammettendo che la città è controllata ormai dai russi. A ovest di Kiev, nella città di Zhytomyr, quattro persone, tra cui un bambino, sono state uccise da un missile, mentre un attacco nella piccola cittadina di Borodjanka ha distrutto due condomini. Intanto avrebbero dovuto riprendere le negoziazioni, ma la delegazione ucraina ha avuto problemi logistici ed è attesa solo per domani. Secondo i media ucraini l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovich sarebbe a Minsk: l’obiettivo di Mosca sarebbe di riportarlo al potere.
La Cina non si associa alle sanzioni, mentre Londra ne minaccia di più gravi. Il Vaticano manda aiuti sanitari. Zelensky annuncia che le truppe di Kiev avrebbero ucciso fino ad ora 6mila russi. Secondo l’Unhcr, sono almeno 874mila i profughi (per l’Alto commissario Filippo Grandi sono già un milione) in fuga dal conflitto, mentre le sirene dei bombardamenti continuano a suonare su Kiev e Mosca minaccia: «La terza guerra mondiale sarebbe nucleare e devastante». Stasera sono stati solo cinque i voti contrari all’Assemblea generale delle Nazioni Unite alla risoluzione di condanna dell’operazione militare russa in Ucraina. Oltre alla Federazione russa, hanno votato contro Corea del Nord, Siria, Bielorussia ed Eritrea. La Corte Penale Internazionale annuncia che ha avviato le indagini su presunti crimini di guerra commessi dalla Russia.

Gli aggiornamenti in diretta ora per ora:

06.00 – Niente tasse su tank russi in mano a cittadini ucraini
I cittadini ucraini che dovessero entrare in possesso di qualsiasi tipo di equipaggiamento militare russo non saranno tenuti a dichiararlo fiscalmente: lo ha reso noto l’Agenzia nazionale ucraina per la protezione contro la corruzione (Napc), secondo quanto riporta il Guardian. «Avete catturato un carro armato russo o un mezzo blindato per il trasporto delle truppe e siete preoccupati di come dichiararlo? Mantenete la calma e continuate a difendere la madrepatria!», ha fatto sapere la Napc. L’agenzia ha spiegato che «non c’è bisogno di dichiarare i carri armati russi catturati e altre attrezzature, perché il loro valore… non supera i 100 salari (248.100 grivnie) (8.298 dollari)», circa 7.440 euro.

05.50 – Anonymous: c’è un piano per uccidere Zelensky, lo dicono gli 007 russi. Ci aspettiamo una lotta di potere al Cremlino
I servizi segreti russi (Fsb) hanno fatto trapelare informazioni che hanno allertato l’Ucraina di un complotto per assassinare il presidente Volodymyr Zelenskiy: lo scrive in un tweet il gruppo di hacker Anonymous. «Informazioni trapelate dall’Fsb russo hanno allertato l’Ucraina di un complotto per l’omicidio del presidente Zelenskyy. Ora, possiamo aspettarci una lotta di potere interna al Cremlino per rovesciare il regime di Putin. Nel frattempo, continuiamo con gli attacchi», recita il tweet pubblicato dal Guardian.

05.05 – Dal Canada nuove sanzioni ai manager di Rosneft e Gazprom
Il Canada impone nuove sanzioni alla Russa in risposta all’invasione dell’Ucraina: il governo di Ottawa, riporta la Cnn, ha annunciato misure contro 10 persone chiave di due compagnie energetiche russe, la Rosneft e la Gazprom. Le «misure mirano ad aumentare la pressione sulla leadership russa per porre fine alla sua violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina», spiega il ministero degli Esteri in un comunicato. Le nuove sanzioni entreranno in vigore nei prossimi giorni, aggiunge la nota.

04.30 – La “lezione” di Mosca sulla “necessità” dell’invasione
Il ministero dell’Istruzione russo (tradotto anche come ministero dell’Illuminismo) ha annunciato che trasmetterà oggi in streaming una «Lezione Aperta» per spiegare perché «la missione di liberazione in Ucraina è una necessità»: lo riporta su Twitter il Kyiv Independent. La “lezione” sarà trasmessa a mezzogiorno ora di Mosca (le 10.00 in Italia).

04.25 – Il Giappone accoglierà rifugiati ucraini
Il Giappone accoglierà i rifugiati ucraini costretti a fuggire dalle loro case dall’invasione russa, l’ha annunciato il primo ministro, Fumio Kishida. La decisione rompe con la riluttanza del Giappone ad accettare rifugiati e richiedenti asilo – il Paese approva solo poche decine di richieste all’anno – con Kishida che ha descritto l’offerta come una «dimostrazione di solidarietà con il popolo ucraino in un momento cosi’ cruciale». Non è chiaro quanti ucraini prenderebbero in considerazione l’idea di rifugiarsi in Giappone o per quanto tempo sarebbe permesso loro di rimanere. Kishida, parlando ai giornalisti dopo una telefonata con il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha detto che quelli con parenti o amici in Giappone avrebbero avuto la priorità. «Ma non ci fermeremo qui e risponderemo [alle altre domande] da una prospettiva umanitaria – ha detto –. La situazione ucraina è tesa, e i rifugiati stanno crescendo in gran numero. Ci prepareremo a far fronte a questa situazione il più presto possibile». I rifugiati ucraini non verrebbero contati tra le 5.000 persone, compresi i cittadini di ritorno, autorizzati a entrare in Giappone ogni giorno sotto le sue restrizioni di confine Covid-19. Nel 2020, il Giappone ha accettato solo 47 rifugiati e 44 persone per motivi umanitari su quasi 4.000 richiedenti. I gruppi per i diritti hanno a lungo accusato Tokyo di fare troppo poco per aiutare coloro che fuggono dalle guerre.

04.15 – Variety: sospese 4 produzioni Netflix in Russia. Da Hollywood stop alla distribuzione
Netflix ha sospeso tutti i progetti futuri e le acquisizioni in Russia. La piattaforma in streaming aveva quattro originali russi in produzione – scrive Variety –, tra cui una serie thriller ambientata negli anni Novanta e diretta da Dasha Zhuk, le cui riprese sono state bloccate in seguito all’attacco e che sarebbe stata la seconda serie originale per Netflix dopo Anna K la cui lavorazione si e’ conclusa l’anno scorso. «Netflix sta valutando la situazione», ha detto una fonte di Variety. Negli ultimi giorni, a partire dalla Disney, le major di Hollywood hanno fermato la distribuzione dei loro film nelle sale cinematografiche russe per protestare contro l’invasione.

03.50 – Appello internazionale a Mosca: stop alla disinformazione
Il Canada guida l’appello internazionale alla Russia affinché Mosca metta fine alla sua campagna di disinformazione in Ucraina. Nella sua veste di presidente per il 2022 della Freedom Online Coalition, il governo di Ottawa ha pubblicato sul suo sito un documento sottoscritto da altri nove Paesi in cui si sottolinea che le «campagne di disinformazione sponsorizzate dallo Stato minano la pace, la prosperità e le libertà individuali, minacciando di destabilizzare il tessuto del nostro sistema internazionale basato sulle regole». «Chiediamo la cessazione della conduzione e della sponsorizzazione di campagne di disinformazione e sollecitiamo tutte le parti interessate ad adottare misure attive per affrontare la questione in un modo che rispetti i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto», prosegue il documento. Nell’appello si chiede anche la fine dei blocchi di internet e delle restrizioni sui contenuti, che violano le leggi internazionali sui diritti umani. «Gli Stati non devono limitare, moderare o manipolare indebitamente i contenuti online o interrompere le reti per negare agli utenti l’accesso alle informazioni, contravvenendo ai loro obblighi internazionali», precisano i Paesi. Il documento è stato sottoscritto da Austria, Danimarca, Estonia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Polonia, Stati Uniti e Regno Unito.

03.40 – Brent ai massimi dal 2013
Il petrolio continua a correre sulle piazze asiatiche: il Brent è salito a 116,83 dollari al barile, ai massimi da agosto 2013, prima di ripiegare a 116,46, mentre il West Texas Intermediate (Wti) si è portato a 113,31, con un rialzo di oltre 2 dollari, aggiornando i massimi degli ultimi 11 anni. L’impennata dei prezzi sconta gli effetti delle sanzioni sulla Russia per l’invasione dell’Ucraina che hanno alimentato i timori sull’offerta quando il cartello dell’Opec ha deciso di tenere il rialzo giornaliero della produzione fermo a 400.000 barili, malgrado la richiesta di maggiori sforzi.

03.30 – Cbs: enormi esplosioni fuori Kiev
«Le più grandi esplosioni da quando è cominciato». Lo dice l’inviato della Cbs in un video che la producer Justine Redman ha pubblicato su Twitter in cui si vedono le esplosioni che hanno illuminato il cielo notturno della capitale ucraina. Fra il lampo e il suono passano alcuni secondi.

03.15 – Kiev sotto attacco: allarme aereo e altre 4 esplosioni
Almeno quattro esplosioni sono state segnalate nella capitale dell’Ucraina intorno alle 3 del mattino. Anche il servizio statale di comunicazioni speciali dell’Ucraina ha lanciato un allerta poco prima delle 3 del mattino, scrivendo: «Allarme aereo, Kiev!». Due esplosioni sono state segnalate nel centro della citta’, seguite da altre due vicino a una stazione della metropolitana. Si sono sentite sirene d’allarme aereo. Il sindaco Vitali Klitschko ha ringraziato i cittadini per la loro resistenza e ha ricordato alla gente di rimanere a casa o nei rifugi. «In città, in alcune zone dei cortili, sono entrati diversi proiettili», ha detto Klitschko, aggiungendo che alcune persone sono rimaste ferite nelle esplosioni mentre le auto hanno preso fuoco. «I combattimenti hanno avuto luogo vicino a Kyiv – Bucha, Irpin, Gostomel. Il nemico sta cercando di entrare nella capitale».

03.10 – Cnn: a Kharkhiv colpite tre scuole e una cattedrale. Gravi danni anche a Okhtyrka
Almeno tre scuole nella seconda città più grande dell’Ucraina, Kharkiv, sono state colpite da attacchi militari russi il primo marzo, secondo i video e le foto pubblicate sui social media. Lo scrive il sito della Cnn che ha geolocalizzato e confermato l’autenticità dei video e delle foto. Una delle scuole si trova nel quartiere settentrionale di Saltivka; le altre due a poco più di un chilometro di distanza nel quartiere industriale nel sud-est della città. Le lezioni sono state sospese dall’inizio dell’invasione russa. Non è chiaro al momento se ci siano stati feriti o vittime a causa degli attacchi. Altri video e foto mostrano danni a una cattedrale a una fila di negozi in città. Un certo numero di opere d’arte incorniciate e altri oggetti all’interno della Cattedrale dell’Assunzione di Kharkiv sono stati rotti dalle esplosioni di un attacco al vicino edificio del Consiglio Comunale, come mostrano le foto. Il pavimento è coperto da vetri rotti delle finestre. A Saltivka, un video di una testata locale mostra una fila di negozi di fronte a un condominio distrutto dagli attacchi militari. Si vede anche un edificio vicino in fiamme. Gravi danni sono stati inflitti anche a Okhtyrka, dove decine di edifici residenziali sono stati distrutti.

03.05 – Musk: “SpaceX può risolvere i problemi di Internet in Ucraina”
«In Ucraina ci sono strane interruzioni di Internet» twitta il patron di Tesla e SpaceX Elon Musk. «SpaceX li può risolvere» ha detto riferendosi al materiale che ha inviato per l’accesso a Internet via satellite.

02.45 – Il segretario alla Difesa Usa: “Pericolosa ogni retorica sulle armi nucleari”
Il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin ha detto in un’intervista a Nbc che «qualsiasi retorica sull’impiego di armi nucleari è pericolosa». A una domanda sulle recenti dichiarazioni del presidente Vladimir Putin sulle armi nucleari della Russia, Austin ha risposto che «qualsiasi retorica sull’impiego di armi nucleari è pericolosa, e penso che dovremmo evitarla se possibile. Crea il clima, crea le condizioni per grossolani errori di calcolo, e noi non vogliamo che ciò accada». Ieri mattina, Austin ha annullato un test pianificato del missile balistico intercontinentale Minuteman III, che era previsto per questa settimana, per evitare «qualsiasi azione che potrebbe essere fraintesa o mal interpretata» durante l’aumento delle tensioni con la Russia, ha spiegato il portavoce del Pentagono John Kirby.

02.20 – La Moldavia sospende la ritrasmissione dei notiziari russi 
Il governo della Moldavia ha deciso di sospendere la ritrasmissione di tutti i programmi di informazione e approfondimento delle emittenti tv russe nel Paese durante lo stato di emergenza. Lo riporta Interfax. La decisione è stata presa dalla Commissione per le situazioni di emergenza del governo e non riguarda i film, i cortometraggi ed i programmi di intrattenimento. «La ritrasmissione di notizie e programmi di analisi di Paesi che non hanno ratificato la Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera (la Russia non ha ratificato questa convenzione) è stata temporaneamente vietata», scrive la Commissione nella sua decisione.

02.05 – Il vicesindaco di Izium: sei persone uccise in un bombardamento, due erano bimbi
Sei persone, fra cui due bambini, sono rimaste uccise in un bombardamento nella città ucraina di Izium, nella regione di Kharkov, lo ha detto il vice sindaco della città, Volodymyr Matsokin. L’attacco è iniziato alle 23.59 ora locale (22.59 italiane) e ha colpito un edificio di appartamenti a più piani.

02.00 – Unhcr: almeno 874.000 persone fuggite dall’Ucraina, per Grandi un milione
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Unhcr, 874.000 persone hanno attraversato i confini internazionali dell’Ucraina in cerca di sicurezza. «La maggior parte si è rifugiata in Polonia, Ungheria, Moldavia, Romania, Slovacchia, mentre altri hanno proseguito in direzione di altri Paesi europei. Unhcr è inoltre a conoscenza di un numero considerevole di persone che si è diretto verso la Federazione Russa». Centinaia di migliaia di persone hanno abbandonato le loro case e sono sfollate all’interno del Paese. «Tuttavia, è molto difficile fare una stima precisa poiché l’attuale situazione di sicurezza rende difficile seguire i movimenti della popolazione in Ucraina». Su Twitter Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, scrive invece: «In appena sette giorni abbiamo assistito all’esodo di un milione di profughi dall’Ucraina verso i paesi vicini. Per molti altri milioni di persone, all’interno dell’Ucraina, è tempo che le armi tacciano, in modo che possa essere fornita assistenza umanitaria vitale».

01.45 – A San Pietroburgo arrestati 350 pacifisti
La polizia di San Pietroburgo ha arrestato almeno 350 persone che manifestavano contro la guerra. Lo riferisce il sito di monitoraggio locale OVD-Info. Da giovedì scorso almeno 7.615 persone sono state arrestate in Russia per le proteste.

01.35 – Toyota chiude la fabbrica di San Pietroburgo. Mazda sospende le forniture
Toyota annuncia la sospensione delle operazioni nella sua unica fabbrica in Russia e ha smesso di spedire veicoli nel paese, citando «interruzioni della catena di approvvigionamento» legate all’invasione russa dell’Ucraina. La casa automobilistica aggiunge che il suo stabilimento di San Pietroburgo ha prodotto circa 80.000 veicoli l’anno scorso, principalmente per il mercato russo e che rappresenta solo una frazione dei 10,5 milioni di veicoli prodotti nel mondo dal gruppo giapponese. «Toyota Motor Russia interromperà la produzione nel suo stabilimento di San Pietroburgo dal 4 marzo e ha fermato le importazioni di veicoli, fino a nuovo avviso, a causa di interruzioni della catena di approvvigionamento», ha detto la società in un comunicato. Lì sono impiegate circa 2.600 persone, ha detto una portavoce di Toyota, confermando che l’interruzione è legata al conflitto. Toyota non ha fabbriche in Ucraina, ma ha detto che le operazioni di vendita nel Paese sono sospese dal 24 febbraio. Analoga decisione per la Mazda, che nel 2021 ha venduto in Russia circa 30.000 auto: la compagnia ha comunicato che le forniture di parti di ricambio ad una società locale di Vladivostok (est) termineranno quanto prima. In base ai dati del ministero delle Finanze nipponico, il mercato automobilistico e il suo indotto hanno rappresentato oltre la metà di tutto l’export giapponese in Russia nel 2020.

01.15 – Biden: storico voto dell’Onu, messo a nudo l’isolamentio di Putin
“Mi congratulo con gli Stati membri delle Nazioni Unite per aver tenuto questa sessione storica. Il voto di oggi mette a nudo l’isolamento di Putin”. Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden in un comunicato sulla risoluzione adottata dall’Assemblea straordinaria delle Nazioni Unite che a schiacciante maggioranza ha condannato l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. “Il mondo – sottolinea Biden – sta rifiutando le bugie della Russia. Mosca è responsabile delle devastanti violazioni dei diritti umani e della crisi umanitaria internazionale in Ucraina. Non c’è spazio per scuse o equivoci. La colpa è della Russia”

01.05 – Udite esplosioni vicino alla metropolitana di Kiev
Due esplosioni si sono udite poco fa vicino alla stazione della metropolitana Druzhby Narodiv di Kiev. Lo riferisce su Twitter Kiev Independent, invitando i residenti a recarsi nel rifugio più vicino.

00.45 – L’Onu: finora accertati 227 civili uccisi e 525 feriti, ma il numero è più alto
Nei primi cinque giorni dell’invasione russa dell’Ucraina sono stati uccisi 227 civili e altri 525 sono rimasti feriti in tutto il Paese: lo rende noto l’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, secondo quanto riporta la Bbc. L’organizzazione ritiene comunque che il bilancio reale delle vittime sia «notevolmente più alto», specialmente nel territorio controllato dal governo, a causa dei ritardi nelle segnalazioni.

00.40 – Allarme antiaereo a Kiev, udita una forte esplosione
Torna a suonare l’allarme antiaereo a Kiev, con i residenti invitati a recarsi presso il rifugio più vicino. Lo riferisce Kyiv Independent, aggiungendo che una forte esplosione è stata udita nella capitale.

00.30 – Il tweet di Biden: “Putin pensava di dividere Occidente, si è sbagliato”
«Putin pensava che l’Occidente e la Nato non avrebbero risposto e pensava di poterci dividere a casa. Si è sbagliato. Ho passato innumerevoli ore a unire i nostri alleati europei. Abbiamo contrastato le bugie della Russia con la verità. E ora, il mondo libero lo ritiene responsabile». Lo ha scritto su Twitter il presidente Usa Joe Biden, ribadendo un passaggio del discorso sullo Stato dell’Unione.

00.25 – Cnn: missili Stinger da Usa Ucraina
Gli Usa hanno consegnato «centinaia di missili Stinger antiaerei» all’Ucraina nelle ultime ore. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate. Secondo un funzionario e un membro del Congresso, duecento di questi missili sono stati consegnati due giorni fa.

00.10 – La Corte dell’Aia indaga la Russia per presunti crimini di guerra
Il pubblico ministero della Corte penale internazionale ha aperto un’indagine sulla situazione in Ucraina per indagare su presunti crimini di guerra commessi dalla Russia. Lo si apprende da un comunicato della Corte.
Il pubblico ministero della Corte penale internazionale Karim Khan ha annunciato l’«immediata apertura» di un’indagine sulla situazione in Ucraina, dove sarebbero stati perpetrati crimini di guerra, dopo aver ricevuto il via libera da 39 Stati parte della Corte penale internazionale, tra cui l’Italia. «Ho appena informato la presidenza della Corte penale internazionale della mia decisione di aprire immediatamente un’indagine sulla situazione» in Ucraina, ha detto in un comunicato. «Il nostro lavoro di raccolta delle prove – ha aggiunto – è iniziato».

00.05 – Uccisa dal bombardamento a Kharkhiv componente dell’Osce
Morto in Ucraina il primo membro della missione di monitoraggio dell’Osce. Maryna Fenina, ucraina di 45 anni, è rimasta uccisa in un bombardamento a Kharkiv avvenuto martedì. Lo comunica l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, secondo cui Fenina è morta mentre portava degli aiuti alla sua famiglia «in una città che è diventata una zona di guerra». «Le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia di Maryna. Maryna era un membro prezioso del team Smm e i nostri colleghi in Ucraina rimangono in stretto contatto con la sua famiglia per offrire il nostro appoggio», si legge nel comunicato dell’Osce. «Maryna è stata uccisa mentre riforniva la sua famiglia in una città che è diventata una zona di guerra – prosegue la nota –. A Kharkiv e in altre città e paesi dell’Ucraina, missili, proiettili e razzi stanno colpendo edifici residenziali e centri cittadini, uccidendo e ferendo civili innocenti, sia donne, uomini che bambini».

00.00 – La Banca Mondiale sospende gli aiuti per Russia e Bielorussia
La Banca Mondiale ha annunciato di aver sospeso i suoi programmi in Russia e Bielorussia a causa dell’invasione in Ucraina. La mossa ha effetto immediato. La Banca mondiale ha collaborato con la Russia per aiutare il paese a rilanciare la sua economia ed espandere il suo ruolo nel dominio internazionale. L’istituto ha annunciato che “non ha approvato nuovi prestiti o investimenti in Russia dal 2014 e alla Bielorussia dalla metà del 2020”. Il presidente David Malpass ha affermato di essere “profondamente scioccato e rattristato dal devastante bilancio umano ed economico causato dalla guerra in Ucraina”

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