Guerra Ucraina Russia

Le forze russe hanno bombardato 30 insediamenti nella regione meridionale ucraina di Kherson 258 volte nell’ultima settimana. Il Pentagono sta valutando una proposta della Boeing per fornire a Kiev bombe di precisione di piccole dimensioni e a basso costo

Oggi gli Stati Uniti annunceranno nuovi aiuti per aiutare l’Ucraina a ripristinare l’elettricità, mentre la popolazione affronta un’altra settimana di freddo e di buio dopo che gli attacchi russi alla rete elettrica hanno causato blackout a catena. Una linea di comunicazione creata tra le forze armate di Stati Uniti e Russia all’inizio della guerra russa contro l’Ucraina è stata usata solo una volta. Gli Stati Uniti hanno avviato una chiamata attraverso la linea di “deconfliction” per comunicare le proprie preoccupazioni sulle operazioni militari russe vicino alle infrastrutture critiche in Ucraina. * I colloqui sul disarmo nucleare tra la Russia e gli Stati Uniti, previsti per questa settimana, sono stati rinviati, come hanno dichiarato il Ministero degli Esteri russo e l’Ambasciata degli Stati Uniti. Il presidente Volodymyr Zelenskiy ha avvertito gli ucraini di aspettarsi un’altra settimana brutale di freddo e buio, prevedendo che gli attacchi della Russia alle infrastrutture non si fermeranno finché non avrà esaurito i missili. Kiev  ha in programma di installare alberi di Natale, senza luci, in tutta la città martoriata, in un’ostentazione di spirito natalizio mentre i milioni di residenti dell’area soffrono per il blackout, hanno detto i funzionari. L’azienda energetica ucraina Naftogaz ha chiesto all’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) di aiutarla con ulteriori volumi di gas naturale per la stagione del riscaldamento, ha dichiarato Oleksiy Chernyshov, amministratore delegato dell’azienda.
Le forze russe hanno bombardato 30 insediamenti nella regione meridionale ucraina di Kherson 258 volte nell’ultima settimana, ha dichiarato Zelensky. In un aggiornamento serale di lunedì, l’esercito ucraino ha dichiarato che la Russia ha continuato a bombardare pesantemente gli obiettivi chiave di Bakhmut e Avdiivka nella provincia di Donetsk, e a nord ha bombardato Kupiansk e Lyman, entrambe riconquistate di recente da Kiev. La centrale nucleare di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina, è ancora sotto il controllo russo e lo rimarrà, ha dichiarato il Cremlino, dopo che un funzionario ucraino aveva suggerito che le forze russe si stavano preparando ad andarsene.  Il Pentagono sta valutando una proposta della Boeing per fornire all’Ucraina bombe di precisione di piccole dimensioni e a basso costo, montate su razzi disponibili in abbondanza, consentendo a Kiev di colpire lontano dalle linee russe, mentre l’Occidente fatica a soddisfare la domanda di ulteriori armi.”Sono uscita con mio figlio e mia madre era distesa all’ingresso dell’edificio, a faccia in giù, coperta di sangue. E mio padre era seduto al suo fianco, dicendo che sarebbe morto”, ha raccontato Liliia Khrystenko, 38 anni, descrivendo un recente attacco russo alla città meridionale di Kherson.

Mosca trasferisce sistemi missilistici in Bielorussia
La Russia ha trasferito un grande convoglio di equipaggiamento militare in Bielorussia, tra cui almeno 15 sistemi missilistici terra-aria Tor-M2 e 10 veicoli di ingegneria. Lo ha riferito il bielorusso Hajun, un gruppo che monitora il movimento delle armi russe. Stando al rapporto, secondo quanto riporta il Kiyv Indipendent, “questo non è l’ultimo convoglio militare con un carico di questo tipo”. Il 27 novembre, lo stato maggiore ucraino ha affermato che la Russia si sta preparando a ridistribuire diverse unità dalla Bielorussia ai territori occupati dell’Ucraina. Fino a 12.000 reclute russe mobilitate sono di stanza in Bielorussia, secondo quanto riferito il 25 novembre dal Centro di resistenza nazionale dell’esercito ucraino

Crosetto: “Emendamento in linea con i precedenti invii di armi all’Ucraina”
“Il governo non ha una ‘linea guerrafondaia’, non si nasconde dal dibattito sull’Ucraina ed è pronto, come ha sempre affermato, a un serio, rispettoso e franco confronto parlamentare. Confronto che in parte avverrà già domani, durante la discussione sulla mozione del M5s e su quelle che saranno presentate dagli altri gruppi parlamentari. Ma la discussione sul tema dell’Ucraina e sugli impegni internazionali dell’Italia verso quel Paese avrà un ulteriore momento specifico e dedicato, come fu fatto mesi fa dal governo Draghi e come prevede l’emendamento stesso in questione. Venendo all’emendamento, non è altro che il prolungamento dell’autorizzazione che il presidente Conte ed il suo partito hanno già votato più volte mesi fa”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, commentando le polemiche sollevate dal M5s sulla linea del governo in merito all’invio di armi. Per Crosetto “la scelta di procedere con un emendamento al decreto Nato, e non con uno specifico dl, si deve all’impossibilità di poter intervenire con un decreto ad hoc, visti i tempi necessari per l’approvazione, considerati i decreti in scadenza e la legge finanziaria in itinere. La formulazione dell’emendamento è fatta però in modo tale da garantire un passaggio parlamentare (con conseguente discussione e dibattito dai quali il governo non si sottrarrà) affinché la proroga delle forniture possa intendersi attiva anche per il 2023. Infatti l’emendamento recita: ‘È prorogata, fino al 31 dicembre 2023, previo atto di indirizzo delle Camere, l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, di cui all’articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, numero 14, convertito con modificazioni dalla legge 5 aprile 2022, numero 28, nei termini e con le modalità ivi stabilite’. La verità per fortuna non ha colore politico ed è impossibile da mistificare”.

L’Italia proroga l’invio di armi all’Ucraina fino a dicembre 2023
Consentire l’invio di “mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari” a Kiev fino al 31 dicembre 2023, prorogando di fatto per un altro anno lo status quo legislativo che consente di mandare armi alle autorità ucraine, senza passare attraverso il voto del Parlamento, fino alla fine del 2022. Il centrodestra, con un emendamento al decreto sulla partecipazione alle missioni Nato e sulle misure per il servizio sanitario in Calabria, presentato dai relatori dai relatori di maggioranza Roberto Menia (FdI) e Clotilde Minasi (Lega), tenta il blitz sull’Ucraina. Il testo verrà votato domani nelle commissioni Affari esteri e Difesa del Senato (coinvolta anche la Affari sociali, sanità, lavoro e previdenza sociale per via della norma sulla sanità calabrese) per poi approdare in serata nell’aula di palazzo Madama per la discussione generale. La proposta di modifica, però, non passa inosservata. “Un vero e proprio colpo di mano alle spalle del Parlamento. La destra al governo usa le armi per accreditarsi con Nato e Usa alle spalle della Ue”, attacca il capogruppo dell’Alleanza Verdi Sinistra, Peppe De Cristofaro, primo ad accorgersi dell’emendamento. “Dal Governo dei furbetti uno schiaffo in piena regola al Parlamento”, gli fa eco Nicola Fratoianni. Anche i dem non apprezzano: “Il problema non è il merito, il metodo lascia non poco a desiderare”, è il ragionamento che filtra dal Pd. Toni decisamente più duri arrivano da Giuseppe Conte: “Il M5S ha presentato una mozione per ‘un confronto democratico, in Parlamento, sul conflitto russo-ucraino’ e sulla strategia che ‘l’Italia deve oggi perseguire, dopo 9 mesi di conflitto’. Invece il governo Meloni infila di soppiatto un emendamento dentro un altro decreto per prorogare fino a fine 2023 l’invio di mezzi, materiali e equipaggiamenti militari. Il Governo vuole perorare questa linea guerrafondaia? Venga in Parlamento a dirlo”, attacca il leader pentastellato. La fuga in avanti in Senato, infatti, avviene alla vigilia dell’approdo nell’aula della Camera delle mozioni sull’Ucraina. Era stato il M5S, e Conte in prima persona in quanto firmatario, a volere che il dossier armi tornasse all’attenzione del Parlamento, con un testo che impegna il Governo, tra l’altro, “a voler illustrare preventivamente alle Aule parlamentari l’indirizzo politico da assumere in occasione di consessi di carattere internazionale riguardanti il conflitto Russia-Ucraina, compreso quello concernente l’eventuale invio di forniture militari”. La mossa pentastellata ha portato anche le altre forze politiche a ridefinire l’impegno assunto nei confronti di Kiev. Il centrodestra ha pronto un testo unitario e anche in questo caso l’ombrello normativo slitta fino al 31 dicembre 2023.

Zelensky: “In una settimana 258 raid russi su Kherson”
In sette giorni l’esercito russo ha bombardato 30 insediamenti della regione di Kherson 258 volte. Lo ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel consueto videomessaggio della notte: “In questo giorno, così come in ogni giorno di Dio, gli occupanti hanno bombardato di nuovo Kherson e le comunità della regione. In una sola settimana, il nemico ha bombardato 30 insediamenti della regione di Kherson 258 volte. L’esercito russo ha anche danneggiato la stazione idrica di Mykolaiv”. Il presidente ucraino ha poi accusato i russi di provocare “nient’altro che di devastazione, questo è tutto ciò che si lasciano alle spalle. E quello che stanno facendo ora contro l’Ucraina è il loro tentativo di vendicarsi. Per vendicare il fatto che gli ucraini si sono ripetutamente difesi contro di loro. L’Ucraina non sarà mai un luogo di devastazione. L’Ucraina non accetterà mai ordini da questi compagni di Mosca”.

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