La Cina: «Rispettare la sovranità e l’integrità di tutti i Paesi». Medvedev: «Armi nucleari e ipersoniche per proteggerci»

Èil 212esimo giorno di guerra in Ucraina e secondo la Cnn, che menziona due fonti di intelligence occidentali, il presidente russo Vladimir Putin starebbe dando ordini diretti ai generali impegnati nel conflitto. Tali ordini «suggeriscono una struttura di comando disfunzionale» che ha pesato sull’operazione militare, ha affermato una fonte. Altre fonti vicine ai servizi segreti americani hanno riferito alla Cnn di «significative divergenze» su dove concentrare gli sforzi russi.
Lo Stato maggiore russo riferisce che, in seguito alla mobilitazione parziale annunciata dal presidente Vladimir Putin, nelle ultime 24 ore diecimila cittadini si sono presentati ai commissariati militari per combattere come volontari in Ucraina, senza attendere la convocazione. In realtà continua senza sosta l’esodo dei cittadini russi che non vogliono combattere. Montano anche le proteste in tutto il Paese contro le decisioni del Cremlino. Sono più di 1.300 le persone fermate dalla polizia russa nelle proteste scattata dopo la “mobilitazione parziale” ordinata dal presidente Putin. I dati sono della ong Ovd-Info che al momento ha notizia di 1.307 persone fermate in 39 città della Russia. La città col maggior numero di fermi è Mosca, dove la polizia ha trascinato nelle sue camionette 527 persone. A San Pietroburgo si registrano 480 fermi.
E del resto è aumentato il traffico dei cittadini russi che arrivano in Finlandia varcando i valichi di frontiera nell’area sudorientale. I dati sono della guardia di frontiera finlandese. Matti Pitkäniitty, capo dell’unità di cooperazione internazionale della Guardia di frontiera, afferma infatti che un totale di 4.824 cittadini russi sono arrivati ieri in Finlandia attraverso il confine. Rispetto al mercoledì della settimana precedente, il numero di arrivi è stato superiore al normale. Quando 3.133 russi hanno attraversato il confine.
Il nuovo pacchetto di sanzioni dell’Unione europea contro la Russia annunciato dall’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, e menzionato anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sarà presentato in modo informale agli ambasciatori dei Ventisette «entro il fine settimana».
Nonostante le condanne dell’Occidente, da oggi, al via nelle regioni ucraine occupate ai referendum per l’annessione alla Federazione russa. L’ex presidente russo Medvedev ribadisce che i referendum «si terranno e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi alla Russia», sottolineando che per proteggere i suoi territori Mosca è disposta a ricorrere anche alle «rmi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi» come quelle ipersoniche. Intanto, attacco con 9 missili ieri mattina dall’esercito russo su Zaporizhzhia. Il bilancio ancora provvisorio parla di un civile ucciso e altri cinque feriti, mentre i soccorritori lavorano per liberare altre persone che si troverebbero sotto le macerie. Danneggiati gli edifici residenziali circostanti. Secondo fonti locali colpiti un hotel nel centro della città, una stazione elettrica e una torre televisiva.

Rassicurazioni cinesi all’Ucraina: «Rispetto per l’integrità territoriale»
Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha incontrato il capo della diplomazia cinese Wang Yi per discutere delle relazioni tra Ucraina e Cina. Lo ha annunciato lo stesso Kuleba su Twitter spiegando che’«il mio omologo ha riaffermato il rispetto della Cina per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, nonché il suo rifiuto all’uso della forza come mezzo per risolvere le divergenze».

Kiev: «Russi costringono con le armi le persone a votare al referendum»
I russi costringono, con gruppi armati, gli abitanti delle regioni ucraine occupate a votare nel referendum per l’annessione alla Russia. Lo ha detto il sindaco di Luhansk in esilio, Sergey Haidai. «Secondo le informazioni di cui disponiamo, gli occupanti stanno creando gruppi armati che vanno a bussare alle porte delle case per costringere la gente a partecipare al cosiddetto referendum», ha affermato Haidai in un post su Telegram sostenendo che alcune persone «saranno automaticamente licenziate» dal proprio datore di lavoro se non votano.

Di Maio: «Tutti avevamo detto a Putin di non invadere l’Ucraina»
«Tutti avevano a che fare con Putin prima della guerra. Il problema è che tutti gli avevamo detto di non invadere l’Ucraina ma lo ha fatto e ha prodotto una crisi energetica». Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, commenta a Rai Radio 1 le foto dei leader italiani con il presidente russo, pubblicate nei giorni scorsi dell’ambasciata di Mosca in Italia su Facebook. «Il discorso di Putin è preoccupante, ma è anche un discorso di debolezza», ha aggiunto.

Messico, presentata all’Onu proposta di mediazione con un comitato di alto livello, tra cui papa Francesco e Modi
Il Messico ha ufficialmente presentato alle Nazioni Unite una proposta del presidente Andrés Manuel López Obrador di un processo di pace per cercare di mettere fine al conflitto fra Russia e Ucraina. A nome del capo dello Stato messicano, il ministro degli Esteri, Marcelo Ebrard, ha illustrato ieri l’iniziativa prima al Consiglio di sicurezza e quindi all’Assemblea generale. «Sulla base della sua vocazione pacifista – ha sottolineato Ebrard – il Messico ritiene che la comunità internazionale debba ora incanalare i suoi migliori sforzi per raggiungere la pace e rafforzare gli sforzi del segretario generale, Antonio Guterres». Questo, ha aggiunto, «attraverso la formazione di un comitato per il dialogo e la pace in Ucraina, con la partecipazione di altri capi di Stato e di governo, tra cui, se possibile, il premier indiano Narendra Modi e Sua Santità Papa Francesco». In particolare davanti all’Assemblea generale, il ministro ha sottolineato che, di fronte all’impossibilità del Consiglio di sicurezza di fermare la guerra e promuovere un processo diplomatico, il Messico cerca con la sua proposta di «offrire un canale diplomatico complementare a quelli esistenti, di interagire con le parti in conflitto, nell’ottica di ridurre le tensioni e istradare correttamente la mediazione». Ebrard ha poi indicato che «la proposta è già stata presentata a Guterres, alle parti in conflitto, nonché ai rappresentanti dell’India e del Vaticano».

Bombe russe su Kharkiv, un morto e due bimbi feriti
Bombardamenti russi nella regione orientale di Kharkiv sulle cittadine diacenti alla linea di contatto e al confine con la Federazione Russa: «Ci sono vittime e feriti, compresi bambini». Ha scritto su telegram il governatore Oleh Synyehubov. «Tre persone sono rimaste ferite a Kupyansk, tra cui due bambini di sette anni, mentre un uomo di 51 anni è stato ucciso. Altri due civili sono rimasti feriti nell’esplosione di mine», ha aggiunto.

Sindaco di Mosca promette compenso aggiuntivo per i cittadini mobilitati 
I moscoviti che saranno mobilitati in Ucraina riceveranno un compenso aggiuntivo per il servizio militare. Lo ha promesso il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin annunciando un bonus mensile regionale di 50.000 rubli (808 dollari) oltre agli stipendi come militari. In caso di grave infortunio, ha aggiunto, verrà pagato un premio aggiuntivo di un milione di rubli, mentre se l’infortunio è lieve riceveranno 500mila rubli. Le autorità di Mosca pagheranno 3 milioni di rubli alle famiglie delle persone che perderanno la vita in Ucraina.

Letta: «Incredibile Conte contro Zelensky»
«Putin ora è all’angolo. Per questo, come un animale ferito, è più pericoloso. La mobilitazione dei riservisti russi è un segnale di enorme debolezza. Bisogna tenere i nervi saldi e sostenere ogni iniziativa portata avanti dalle Nazioni Unite e dall’Europa. L’ultima cosa da fare è prendersela con Zelensky, come incredibilmente ha fatto Conte, o cercare attenuanti alla condotta criminale di Mosca», dichiara a Domani il segretario del Pd, Enrico Letta. «La pace – prosegue – non è resa incondizionata all’aggressore, non è inginocchiarsi davanti a un regime che ammazza e bombarda, imprigiona e uccide dissidenti e giornalisti, stupra donne e deporta bambini».

Gruppi armati costringono persone a voto referendum. A Lugansk divieto di lasciare città tra 23-27 settembre
«Gli occupanti russi hanno organizzato gruppi armati per circondare le abitazioni e costringere le persone a partecipare al cosiddetto ‘referendum’. I cittadini sono stati minacciati: «coloro che non parteciperanno alla votazione verranno automaticamente licenziati dal lavoro. Le autorità hanno vietato alla popolazione locale di lasciare la città tra il 23 e il 27 settembre (date in cui si tiene il referendum di annessione alla Russia)». Lo ha riferito il governatore ucraino in esilio di Lugansk Sergey Gaidai, riportato dal Guardian.

Le disposizioni per la consultazione referendaria nelle zone occupate dai russi
Per «motivi di sicurezza», nei primi quattro giorni di referendum la popolazione delle quattro regioni sarà invitata a votare vicino alle proprie abitazioni, piuttosto che ai seggi elettorali, oppure saranno effettuati dei giri presso le abitazioni dei cittadini, spiega l’agenzia di stampa statale russa Tass. Oggi sono stati aperti i seggi elettorali per i rifugiati in diverse città russe. La Commissione elettorale centrale della regione di Kherson prevede che circa 750.000 persone parteciperanno alle votazioni, con mezzo milione di persone registrate come elettori nella regione di Zaporozhzhia. Le schede elettorali per il referendum sono state stampate per 1,5 milioni di elettori della dell’autoproclamata Repubblica del Donetsk (Rpd). Per i residenti della Rpd sono disponibili 450 seggi elettorali nella Repubblica e più di 200 in Russia. La Commissione elettorale centrale della Rpd ha aperto 461 seggi elettorali nella Repubblica e 201 in Russia. Secondo la Regione di Zaporozhzhia, sono stati istituiti 394 seggi elettorali nella regione e altri 102 in Russia., I cittadini della Regione di Kherson possono esprimere il proprio voto in una qualsiasi delle otto commissioni elettorali territoriali o 198 locali, oppure possono farlo in Crimea, a Mosca o in altre città russe.

Guardia di frontiera finlandese: «Traffico di russi resta intenso»
Continua a essere intenso il traffico alla frontiera tra la Finlandia e la Russia dopo l’annuncio del presidente Vladimir Putin di voler richiamare 300mila riservisti da inviare a combattere in Ucraina. Lo hanno detto le guardie di frontiera finlandesi riferendosi al confine sudorientale con la Russia. Ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva definito «esagerato» parlare di esodo di russi. Da lunedì i cittadini russi possono entrare nell’Unione Europea solo attraverso il confine di 1.340 chilometri con la Finlandia. A differenza delle nazioni baltiche e della Polonia, la Finlandia non ha limitato completamente l’ingresso dei turisti russi con visto Schengen.

Al via referendum per annettere le regioni occupate da forze russe
Tra le vittorie militari delle forze armate ucraine, le autorità filo-russe nelle quattro regioni occupate dell’Ucraina – Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia – hanno dichiarato la loro intenzione di tenere referendum sull’adesione alla Federazione Russa il 23-27 settembre. I sostenitori del Cremlino in questi territori hanno già annunciato la loro disponibilità a organizzare un “voto” questa settimana.

Cnn: Putin dà direttamente ordini ai generali sul campo. Fonti: registrate liti
Secondo la Cnn, che cita due fonti anonime legate alle intelligence occidentali, il presidente russo Vladimir Putin sta impartendo ordini tattici direttamente ai generali sul campo in Ucraina, «una strategia inusuale» per forze armate moderne, che potrebbe indicare «una struttura di comando disfunzionale». Intercettazioni dei servizi occidentali hanno ascoltato ufficiali russi litigare tra di loro o che si lamentavano con amici e parenti degli ordini che arrivavano da Mosca, ha detto una delle fonti alla Cnn. I comandi russi, aggiunge, sarebbero divisi sulla strategia da adottare per affrontare la controffensiva ucraina.

 Zelensky a russi, protestate contro la mobilitazione
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato i russi a protestare contro la mobilitazione parziale decisa ieri da Mosca. «Per gli uomini in Russia, è una scelta: morire o vivere, diventare uno storpio o preservare la salute. Per le donne in Russia, la scelta è quella di perdere per sempre mariti, figli, nipoti, o comunque cercare di proteggerli dalla morte, dalla guerra», ha dichiarato. «55.000 soldati russi sono morti in questa guerra in sei mesi. Decine di migliaia di feriti, mutilati. Ne volete di più? No? Quindi protestate, combattete, fuggite! O arrendetevi alla prigionia ucraina», ha aggiunto. «Queste sono le opzioni per sopravvivere».

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