Londra big ban

Il Governo, in particolare, ha abolito l’aliquota fiscale più alta, che era del 45% per redditi superiori alle 150mila sterline all’anno, e ha ridotto dal 20% al 19% l’aliquota minima

I maggiori tagli alle tasse da mezzo secolo: il nuovo Governo britannico ha spazzato via gli ultimi dieci anni di cautela sui conti pubblici annunciando una serie di interventi mirati a rilanciare la crescita economica. «È l’inizio di una nuova era”, ha dichiarato in Parlamento il nuovo cancelliere dello Scacchiere Kwasi Kwarteng, presentando un mini-budget radicale per trasformare “il circolo vizioso della stagnazione nel circolo virtuoso della crescita”. L’obiettivo è tornare a far crescere il Pil del 2,5%, in netto contrasto alla situazione attuale di recessione confermata questa settimana dalla Banca d’Inghilterra.
Il piano prevede maxi tagli alle tasse da 45 miliardi di sterline sia per i cittadini che per le imprese. Il Governo ha abolito l’aliquota fiscale più alta, che era del 45% per redditi superiori alle 150mila sterline all’anno, e ha ridotto dal 20% al 19% l’aliquota minima, misura che interessa 30 milioni di contribuenti e che costerà 5 miliardi di sterline all’anno al Tesoro.
Le imprese non dovranno affrontare il previsto aumento delle imposte societarie dal 19% al 25% che era stato deciso dal precedente Governo e che Kwarteng ha abolito, rinunciando a un gettito previsto di 12 miliardi all’anno. Cancellato anche l’aumento dei contributi previdenziali per lavoratori e datori di lavoro, che costerà 14 miliardi di sterline.
Il cancelliere ha abolito il tetto ai bonus dei banchieri stabilito dall’Unione Europea dopo la grande crisi finanziaria, sia per sottolineare che Londra dopo Brexit intende prendere le distanze da Bruxelles, sia per inviare un segnale di sostegno alla City come centro finanziario globale.

Debito pubblico destinato ad aumentare
Dato che il Governo ha escluso di imporre tasse sugli utili straordinari delle imprese del settore energia, le costose misure annunciate andranno ad aumentare ulteriormente il debito pubblico, già lievitato durante la pandemia. Il Tesoro ha quindi rivisto il totale dai 161 miliardi di sterline di aprile a 234 miliardi di sterline.
Oltre ai tagli alle tasse il Governo ha confermato costosi interventi per congelare le bollette delle famiglie a un massimo di 2.500 sterline all’anno per due anni e misure simili per aiutare le imprese a far fronte al caro-energia per sei mesi.

Reazione negativa dai mercati
Dopo un decennio di Governo conservatore improntato al rigore, tagli alla spesa e disciplina nei conti pubblici, il partito al potere è lo stesso ma la musica è radicalmente cambiata. Il nuovo Esecutivo ha deciso di osare, ma i mercati non hanno apprezzato la scommessa. Il ricorso all’indebitamento proprio quando aumentano i tassi è sembrato troppo azzardato. L’indice Ftse 100 è sceso del 2% sotto quota 7mila, il livello più basso da marzo, mentre c’e stata un’ondata di vendite di bond governativi e la sterlina è crollata contro il dollaro, toccando i minimi da 37 anni.

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