Shinzo Abe è stato ferito durante un discorso elettorale a Nara: in ospedale è stato sottoposto a trasfusioni di sangue, vani i tentativi di rianimarlo. L’attentatore Tetsuya Yamagami ha confessato: «Ero insoddisfatto»

L’ex primo ministro Shinzo Abe, 67 anni, è morto questa mattina a causa delle ferite riportate mentre stava tenendo un discorso a Nara, in Giappone, nella notte italiana tra giovedì e venerdì. Le sue condizioni sono apparse da subito disperate.
L’attentatore Tetsuya Yamagami — che ha sparato con un’arma rudimentale — è stato arrestato: «Ero frustrato e ho sparato per ucciderlo».

Alle 14.30 è prevista la conferenza stampa della polizia di Nara
Intanto la giapponese Tv Asahi riferisce che la salma di Abe potrebbe essere trasferita già domani a Tokyo

Macron: «Shinzo Abe grande premier, ha dedicato vita al Paese»
«Il Giappone perde un grande premier, che ha dedicato la sua vita al suo Paese e ha lavorato per l’equilibrio nel mondo». Lo scrive in un nuovo tweet il presidente francese Emmanuel Macron con le «condoglianze alle autorità e al popolo giapponese dopo l’assassinio» dell’ex premier Shinzo Abe.

Il premier nipponico rafforza sicurezza per ministri e politici
Il Primo Ministro giapponese Fumio Kishida ha ordinato di rafforzare la sicurezza dei ministri del Gabinetto e di altri politici di alto livello in seguito all’uccisione dell’ex Primo Ministro Shinzo Abe, anche in vista delle elezioni della Camera Alta previste per domenica. Lo scrive l’Nhk. Kishida ha discusso le strategie di risposta all’attacco con il presidente della Commissione nazionale per la sicurezza pubblica Ninoyu Satoshi, e il ministro della Giustizia Furukawa Yoshihisa. Kishida ha detto ai funzionari di non cedere mai alla violenza e al terrorismo, poi ha ordinato a tutti i settori del governo di impegnarsi al massimo per garantire che l’attacco non comporti ritardi nel lavoro dell’amministrazione.

Michel: «Profondo rammarico per uccisione grande uomo»
«È con profondo rammarico che ho appreso della scomparsa di Shinzo Abe. Non capirò mai la brutale uccisione di questo grande uomo. Giappone, gli europei piangono con te». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un post su Twitter dopo la morte dell’ex premier giapponese, Shinzo Abe. «Le mie più sincere condoglianze a sua moglie e alla sua famiglia», ha aggiunto Michel.

L’assassino: «Avevo costruito da solo la pistola e le bombe»
Tetsuya Yanagami, l’uomo arrestato con l’accusa di aver ucciso l’ex primo ministro Shinzo Abe oggi in un attentato a Nara, ha dichiarato di aver costruito da sé «la pistola e diversi ordigni esplosivi» col quale ha condotto l’attacco contro l’ex premier. Lo riferisce la Nhk, la televisione pubblica giapponese.
«Provavo risentimento per l’ex primo ministro Shinzo Abe e per questo volevo ucciderlo», avrebbe detto agli inquirenti Yamagami.

Von der Leyen: «Grande democratico»
«Una persona fantastica, un grande democratico e campione del mondo multilaterale ci ha lasciato», ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, «condoglianze alla sua famiglia, ai suoi amici, e a tutto il popolo giapponese. Questo brutale assassinio ha choccato tutto il mondo».

Putin, una perdita irreparabile
Anche il presidente russo Vladimir Putin ha definito una «perdita irreparabile» la scomparsa dell’ex premier giapponese Abe. «Vi auguro coraggio di fronte a questa pesante perdita irreparabile», ha scritto Putin in un telegramma di condoglianze alla madre e alla vedova di Abe, secondo quanto ha reso noto il Cremlino. «I bei ricordi di quest’uomo straordinario rimarranno per sempre nei cuori di coloro che lo hanno conosciuto», ha aggiunto.
Il killer di Abe: «Ero insoddisfatto, ho sparato per ucciderlo» «Ero frustrato e insoddisfatto di Shinzo Abe, ho mirato per ucciderlo». Queste le parole del 41enne Tetsuya Yamagami che ha sparato all’ex premier giapponese, secondo quanto ha riferito la polizia nipponica citata dalla tv Nhk.

Le parole del premier Fumio Kishida
Il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha parlato alla stampa al termine della riunione d’urgenza con i ministri: «Non vogliamo piegarci alla violenza, continueremo la campagna elettorale da domani. Non possiamo permettere che quanto accaduto metta a rischio la vita politica quotidiana. Chiedo a tutti i giapponesi di pensare sempre a come difendere la nostra democrazia».

Merkel: sono costernata, nostra collaborazione fu stretta
«Sono costernata per il terribile attacco contro il mio collega per lungo tempo. La nostra collaborazione era stretta e fondata sulla fiducia. Ho sempre avuto piacere a lavorare con lui»: così l’ex cancelliera tedesca, Angela Merkel, in una nota diffusa poco prima della notizia della morte di Abe.

Presunti esplosivi a casa dell’attentatore
Secondo quanto riferisce l’Nhk, la polizia giapponese avrebbe perquisito la casa di Tetsuya Yamagami, l’uomo che ha assassinato Abe, e ha trovato dei presunti congegni esplosivi.

Il cordoglio di Mario Draghi
«Il Presidente del Consiglio esprime il più profondo cordoglio del Governo e suo personale per la morte di Abe. L’Italia è sconvolta per il terribile attentato, che colpisce il Giappone, il suo libero dibattito democratico. Abe è stato un grande protagonista della vita politica giapponese e internazionale degli ultimi decenni, grazie al suo spirito innovatore, alla sua visione riformatrice. L’Italia si stringe ai suoi cari, al Governo e all’intero popolo giapponese», si legge in una nota della presidenza del Consiglio.

L’ospedale: «Abbiamo cercato di rianimarlo per 4 ore»
Le condizioni dell’ex primo ministro sono apparse immediatamente disperate. «Abbiamo tentato di rianimarlo per quattro ore», ha riferito Nara Hidetada Fukushima, responsabile del Pronto soccorso che è intervenuto assieme a un’equipe di 20 medici. «Abe aveva due ferite sul collo, a 5 centimetri di distanza, che hanno provocato due diverse emorragie. Un proiettile ha penetrato il cuore. Abbiamo cercato di bloccare la perdita di sangue, ma la situazione era molto critica».

La morte di Shinzo Abe
L’ex primo ministro giapponese Shinzo Abe è morto all’ospedale di Kashihara , vittima di un attentato durante un evento elettorale. Abe è morto alle 10.03 italiane, come confermato da un medico dell’ospedale universitario dove è stato ricoverato. Secondo i soccorritori di Nara, la città dove è stato ferito, è stato colpito da almeno due proiettili, sparati alle spalle e a distanza ravvicinata, cadendo a terra privo di sensi. L’agenzia Kyodo e la tv pubblica Nhk hanno da subito riferito che Abe sembrava in arresto cardiocircolatorio quando è stato trasportato in ospedale, dopo essere apparso, in un primo momento, vigile.

Le condizioni cliniche
Il ministro della Difesa Nobuo Kishi, fratello minore di Abe, ha chiarito che i medici lo hanno sottoposto a diverse trasfusioni di sangue: «Mi è stato detto che ora è in un ospedale di Nara, dove sta ricevendo cure adeguate, inclusa una trasfusione di sangue». La moglie di Abe, Akie, lo ha raggiunto l’ospedale poco prima delle 10 italiane.

La dinamica
L’aggressione è avvenuta intorno alle 11.30 (le 4.30 di venerdì in Italia) nella città di Nara, dove Abe era impegnato in un evento elettorale a sostegno di un candidato del Partito Liberal Democratico. L ‘ aggressore si era avvicinato all’ex premier alle spalle, mentre quest’ultimo presentava i candidati locali alle elezioni per il rinnovo della Camera alta in programma domenica 10 luglio. Nhk ha riferito anche che Abe, 67 anni, è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, ma i vigili del fuoco hanno spiegato che le sue condizioni sono subito apparse molto gravi. Poco dopo le 7 italiane, il Cancelliere dello Scacchiere britannico Nadhim Zahawi ha pubblicato un tweet che annunciava la morte di Abe, poi cancellato un paio d’ore più tardi. Sempre dal Regno Unito, il primo ministro Boris Johnson si è detto sconvolto da un «attacco deprecabile» e ha espresso vicinanza ai familiari. E diversi leader hanno espresso la loro vicinanza ad Abe, «addolorati e sconvolti» per quanto successo.

Il ritratto del presunto attentatore
La polizia ha riferito che un uomo di 41 anni, il presunto attentatore, è stato arrestato sul luogo dell’attacco, vicino alla stazione Yamatosaidaiji. A confermare il suo nome – Tetsuya Yamagami – sono state le autorità locali. Yamagami, riferiscono i media locali, è un ex militare e ha fatto parte dell’autodifesa marittima nipponica fino al 2005. Inizialmente il ministro della Difesa non ha risposto sulla questione, ma un portavoce della marina del Sol Levante ha poi confermato che Yamagami è stato inquadrato nei reparti dal 2002 al 2005. Il 41enne avrebbe riferito ai poliziotti che l’hanno arrestato che era «insoddisfatto» di Abe e che «voleva ucciderlo». Avrebbe sparato con un’arma fai-da-te fabbricata in casa: una specie di doppietta a canne corte di fattura artigianale, occultata in una borsa. L’attentatore è stato placcato e arrestato incolume, gli agenti della sicurezza di Abe non hanno tirato fuori le pistole per crivellarlo di colpi, come sarebbe successo di sicuro negli Stati Uniti e forse anche in Europa. Yamagami aveva solo due colpi e li ha messi entrambi sul bersaglio. Significa che si era preparato bene. Sorge dunque un’altra domanda: aveva premeditato l’attacco comunque per questo giorno di fine campagna elettorale? O aspettava da tempo l’opportunità di uccidere Abe? La presenza dell’ex premier in città era stata decisa solo mercoledì sera, per aiutare con il suo discorso il candidato liberaldemocratico, in difficoltà negli ultimi sondaggi. E se — invece — di Abe fosse venuto il premier Fumio Kishida?

Il premier: «Condanniamo l’episodio»
Kishida, che appartiene allo stesso partito di Abe, è volato in elicottero verso Tokyo, così come gli altri ministri che si trovavano lontano dalla capitale. Appena atterrato, Kishida ha parlato alla stampa: «L’ex premier Abe è in gravi condizioni, sto pregando dal profondo del mio cuore che sopravviva . Condanniamo un episodio nella maniera più assoluta. Non possiamo accettare che un attentato come questo sia avvenuto nel pieno di una campagna elettorale, che è la base della democrazia ». Kishida ha convocato tutti i ministri per una riunione alle 9.30 italiane.

Le reazioni internazionali
Il segretario di Stato americano Antony Blinken, a Bali per il G20, prima di un incontro bilaterale ha commentato quando accaduto: «Sono profondamente addolorato e preoccupato per l’attentato ad Abe. È un giorno davvero triste per il Giappone». Anche l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Indonesia, la Corea del Sud e la Russia hanno espresso vicinanza al Giappone. Ursula von Der Leyen, presidente della Commissione europea, ha twittato rivolgendosi direttamente al ferito: «Caro Shinzo Abe, sii forte. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con te e con il popolo giapponese». Anche Emmanuel Macron si è detto «profondamente scioccato per questo efferato attacco». L’ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone Rahm Emanuel ha condannato l’attacco. «Siamo tutti scioccati. Abe-san è stato un leader eccezionale del Giappone e un fedele alleato degli Usa. Il governo e il popolo americani pregano per il benessere di Abe- san, la sua famiglia e il Paese», ha dichiarato in una nota. «La Cina è scioccata per l’attentato che ha colpito Shinzo Abe. Stiamo seguendo l’evolversi della situazione e speriamo che l’ex premier sia presto fuori pericolo», ha detto il del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, nel corso di un punto stampa.

La reazione della popolazione
L’aggressione ha gettato nello sgomento i cittadini giapponesi e la classe politica: il Paese è noto infatti per l’estrema rigidità delle sue leggi sul controllo delle armi da fuoco, e le vittime di violenza armata si contano ogni anno sulle dita di una mano. Ottenere un porto d’armi è un processo lungo e complicato, anche per i cittadini giapponesi, che devono prima ottenere una raccomandazione da un’associazione di tiro e poi sottoporsi a rigidi controlli di polizia. La violenza politica è estremamente rara. Tra i precedenti, si ricorda l’uccisione del sindaco di Nagasaki, Iccho Itoh, nel 2007, ad opera di un killer della yakuza, e quella del leader del Partito socialista, che fu colpito nel 1960 da un giovane di destra che utilizzò un’arma da samurai.

Il profilo di Abe
Abe è stato il primo ministro politicamente più longevo nella storia del Giappone post-bellico, guidando molteplici governi tra il 2006 e il 2007, e di nuovo dal 2012 al 2020, quando ha rassegnato le dimissioni per motivi di salute. Promotore di una «normalizzazione istituzionale» del Paese, l’ex premier si è battuto per il superamento del pacifismo costituzionale, e ha promosso con convinzione il processo di rafforzamento delle capacità difensive accelerato dall’attuale esecutivo. Il nome dell’ex primo ministro è anche connesso alla cosiddetta «Abenomics»: l’insieme di politiche economiche espansive e di riforma adottate per tentare di superare lo stallo deflattivo della terza economia globale e rilanciarne la crescita.

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