L’Alta Corte britannica ha definito «illegale» il trattamento dei cittadini Ue. «Un gran numero di persone deve affrontare la più totale incertezza»

Milioni di europei – e centinaia di migliaia di italiani – rischiano di diventare immigrati illegali in Gran Bretagna a causa delle regole imposte dal Governo dopo Brexit. Per questo l’Alta Corte britannica ha definito “illegale” il trattamento dei cittadini Ue. “Un gran numero di persone deve affrontare la più totale incertezza”, spiega il verdetto.
Dopo l’uscita del Regno Unito dalla Ue Londra ha chiesto a chi aveva vissuto e lavorato o studiato nel Paese per oltre cinque anni di fare domanda di “settled status”, o diritto di residenza permanente, che dopo le necessarie verifiche è stato concesso nella grande maggioranza dei casi.

Un sistema illegale
Chi era arrivato in Gran Bretagna da meno di cinque anni invece poteva solo avere il “pre-settled status”, che permetteva loro di restare in via temporanea ma obbligandoli a fare domanda di residenza permanente allo scadere dei cinque anni di residenza.
Chi tra gli oltre 2,7 milioni di persone con “pre-settled status”, per qualsiasi motivo, non presenta la documentazione necessaria nei tempi previsti rischia di perdere automaticamente il diritto di residenza e quindi anche di lavoro e di assistenza sanitaria, diventando immigrato illegale a rischio di deportazione senza appello. Il sistema non concede il diritto di fare domanda in ritardo.
Per questo l’Independent Monitoring Authority (Ima), un ente creato dopo Brexit per difendere i diritti dei cittadini Ue, ha intentato causa. Oggi il verdetto dell’Alta Corte è stato chiarissimo: il sistema «è sbagliato da un punto di vista legale e quindi è illegale, perchè punta ad abrogare il diritto di residenza permanente».

Impatto pesante sui cittadini Ue
Tale diritto, ha spiegato il giudice Lane, può essere revocato solo in circostanze ben definite dall’accordo di recesso concordato tra Ue e Gran Bretagna. Non presentare la domanda di passaggio da “pre-settled” a “settled”, da residenza temporanea a residenza permanente, non è una delle circostanze previste, ha sottolineato il giudice.«Siamo lieti che il giudice abbia riconosciuto l’impatto che le regole possono avere sulle vite dei cittadini europei con diritto di residenza temporanea -, ha detto Kathryn Chamberlain, direttrice dell’Ima -. Questo verdetto che il sistema è illegale è molto chiaro».
Il verdetto non cambia la situazione nell’immediato: l’Alta Corte ha concesso al Governo facoltà di appello e il ministero dell’Interno ha subito confermato che intende fare ricorso. «Siamo delusi dal verdetto e faremo appello -, ha dichiarato Lord Murray, sottosegretario agli Interni -. Il sistema di settlement protegge i diritti dei cittadini Ue e apre loro un percorso per restare in Gran Bretagna».

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