È la prima volta che limitazioni all’import di alimenti si basano su una questione ambientale e non per motivi di salute dei consumatori

L’Ue va verso il divieto di importare alimenti con residui di pesticidi nocivi per le api. È la prima volta che l’Unione Europea – e più in generale un membro Wto – impone limitazioni all’import di alimenti sulla base di una questione ambientale e non per motivi di salute dei consumatori.
L’uso all’aperto dei due insetticidi, appartenenti alla classe dei neonicotinoidi, è vietato nell’Ue dal 2018. «Dato il loro impatto negativo sugli impollinatori di tutto il mondo, comprese le api, l’uso di questi due neonicotinoidi è già stato vietato nell’Ue – ha spiegato la commissaria competente Stella Kyriakides –. Oggi facciamo un ulteriore passo avanti, contribuendo alla transizione verso sistemi alimentari sostenibili anche a livello mondiale».
Secondo il regolamento proposto dalla Commissione europea e approvato oggi dagli Stati membri, per queste sostanze si applicheranno limiti massimi di residui al livello più basso misurabile, non solo sui prodotti alimentari made in Ue ma anche su quelli importati.
La Commissione aveva notificato la misura al Wto nei mesi scorsi e dieci grandi partner commerciali, dal Giappone agli Usa, dal Brasile al Sudafrica, hanno pubblicamente bocciato l’iniziativa.
Il regolamento sarà sottoposto al Consiglio e al Parlamento, che hanno due mesi di tempo per reagire. Se le due istituzioni non si opporranno, sarà adottato all’inizio del 2023.
«Una risposta alle richieste sulla necessità di garantire che le importazioni di prodotti da paesi terzi rispettino gli stessi standard sociali, sanitari e ambientali delle produzioni italiane ed europee – commenta la Coldiretti – per evitare concorrenza sleale e minacce alla sicurezza dei cittadini e dell’ambiente. Il clima pazzo del 2022 che ha moltiplicato gli eventi estremi, fra siccità e nubifragi, ha tagliato quasi della metà la produzione di miele in Italia (-40%) ad un quantitativo intorno ai 13 milioni di chili, fra le più basse del decennio».
La decisione arriva il giorno dopo della presa di posizione di 17 Paesi, tra cui l’Italia che hanno chiesto alla Commissione europea una nuova valutazione dell’impatto economico del regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi. Per i ministri l’analisi già presentata è carente soprattutto nella parte degli impatti sulla produzione alimentare in Europa, oltre a non tener conto della situazione dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Un gruppo più piccolo di Paesi, tra cui Francia, Germania e Spagna, ha chiesto di andare avanti, indicando però la necessità di maggiori informazioni da parte della Commissione su elementi come la definizione delle aree sensibili su cui l’uso di pesticidi sarà completamente vietato, la reciprocità delle misure per i prodotti importati e le possibili alternative alla chimica a disposizione degli agricoltori europei.

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