Il presidente Volodymyr Zelensky ha promesso che le forze ucraine torneranno per riprendere la città «grazie all’aumento della fornitura di armi moderne»

• La guerra in Ucraina è al 132esimo giorno.
• Dopo il Lugansk Mosca punta all’intero Donbass. Kiev intanto detta le condizioni per un negoziato: «Le trattative solo dopo il cessate il fuoco».
• «Non potremo mai eguagliare i sacrifici che gli ucraini stanno facendo ogni giorno», ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aprendo la Conferenza di Lugano sulla ricostruzione dell’Ucraina.
• Il ministro degli Esteri Di Maio: «Lavoriamo per la pace, ma Putin non sembra volerla». Oggi il governo sarà in Turchia per cercare di far «uscire il grano dai porti di Kiev ed evitare che questo provochi instabilità nel Mediterraneo».

Mosca blocca attività Agenzia ebraica in Russia
Mosca ha ordinato lo stop di tutte le attività dell’Agenzia ebraica in Russia. Lo riferisce il Jerusalem Post, precisando che la comunicazione è stata ricevuta ma finora non c’è stato nessun commento né risposta per ora dall’Agenzia ebraica che sta ragionando in coordinamento con l’ufficio del premier e il ministero degli Esteri.

Governatore di Odessa a forze russe: «Rifiutatevi di combattere»
Un appello alle forze russe in Ucraina perché depongano le armi e si rifiutino di combattere è stato lanciato dal governatore di Odessa, Maksym Marchenko, su Telegram. «Gli ucraini sono pronti a difendere le loro case e i loro cari fino alla fine. Pensate anche alle vostre famiglie. I vostri cari hanno bisogno di padri, mariti e figli vivi e sani, hanno bisogno di loro a casa. La vita non è data per adempiere agli ordini criminali del regime di Putin. Salvate la vostra vita e il vostro futuro, rifiutatevi di partecipare alla sanguinosa guerra di Putin», ha scritto. «Deponete le armi per il bene del vostro futuro, sicuro e pacifico».

Medaglia Fields (il Nobel della Matematica) all’ucraina Viazovska
Assegnata alla matematica ucraina Maryna Viazovska del Politecnico di Losanna una delle 4 Medaglie Fields, il maggiore riconoscimento mondiale per la matematica, analogo al Nobel. Viazovska è la seconda donna a vincere l’ambito premio che viene assegnato ogni 4 anni istituito nel 1936 e assegnato dall’Unione Matematica Internazionale, con lei sono stati premiati anche Hugo Duminil-Copin dell’Università di Ginevra, James Maynard, dell’Università di Oxford e June Huh, di Princeton.

Russia: portaerei e sottomarini con 30 missili nel Mar Nero
La Russia ha, in questo momento, tre navi e due sottomarini nel Mar Nero, equipaggiati con un totale di oltre 30 missili Kalibr. Lo ha annunciato su Facebook il comando operativo meridionale di Mosca, secondo quanto riferisce Ukrinform. «Nella parte nord-occidentale del Mar Nero ci sono attualmente tre portaerei e due sottomarini pronte a lanciare più di 30 missili», si legge nel comunicato.

Kuleba: bisogna bloccare commercio marittimo russo
Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha esortato la comunità internazionale a ridurre l’accesso russo al trasporto marittimo: «L’economia orientata all’esportazione della Russia dipende fortemente dal trasporto marittimo fornito da flotte straniere. Esorto i partner a limitare l’accesso della Russia ai loro servizi per bloccare la macchina da guerra di Putin. Dopotutto, ciò che la Russia esporta davvero nel mondo oggi è morte, crisi e bugie».

Consigliere Zelensky: «Lanceremo controffensiva al Sud»
Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, ha detto che l’Ucraina spera di lanciare una controffensiva nel sud del Paese: «Questa è l’ultima vittoria per la Russia in territorio ucraino», ha detto parlando della conquista di Lysychansk. «Erano città di medie dimensioni. E hanno resistito dal 4 aprile al 4 luglio: sono 90 giorni. Tante sconfitte», ha detto parlando della lenta avanzata russa a Est e a Sud. Arestovych ha spiegato che oltre alla battaglia per il Donetsk, l’Ucraina spera di lanciare contro offensive nel sud del paese. «Prendere le città a Est significava che il 60% delle forze russe è ora concentrato a Est ed è difficile che vengano reindirizzate a sud. E non ci sono più forze che possono essere mandate dalla Russia. Hanno pagato a caro prezzo Severdonetsk e Lysychansk».

Italia-Turchia: oggi il vertice su Ucraina, crisi alimentare e migranti
Guerra in Ucraina, crisi alimentare e migranti saranno al centro del terzo vertice intergovernativo tra Italia e Turchia che si apre oggi ad Ankara. Il presidente del Consiglio Mario Draghi (che ha già incontrato il presidente turco Erdogan a margine del G20 di Roma a ottobre 2021 e del vertice Nato a Bruxelles il 24 marzo scorso) sarà accompagnato dai ministri degli Esteri, Luigi Di Maio, della Difesa, Lorenzo Guerini, dell’Interno, Luciana Lamorgese, dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

«Uso massiccio di artiglieria nell’avanzata russa Donbass»
«La battaglia per il Donbass è stata caratterizzata da lenti ritmi di avanzata e da un massiccio impiego di artiglieria da parte della Russia, spianando paesi e città nel percorso. I combattimenti nell’oblast di Donetsk continueranno quasi sicuramente in questo modo». È la valutazione dell’intelligence britannica sulla situazione in Ucraina. «La Russia ha probabilmente raggiunto un coordinamento ragionevolmente efficace tra almeno due raggruppamenti di forze, quello centrale e quello meridionale».

Le nuove linee di attacco russe, e le nuove linee di difesa ucraine
Lo Stato maggiore generale delle forze armate ucraine ha comunicato nella mattinata di oggi quelle che sono le nuove linee di attacco russe, dopo che ieri Putin ha ordinato al suo esercito di continuare l’offensiva.
Secondo quanto riferito, le truppe russe stanno bombardando le posizioni ucraine lungo l’intera linea del fronte, assaltando Novoluhanske e Spirn in direzione della città di Bakhmut. Verso Kramatorsk, le truppe russe hanno bombardato le aree di Bilogorivka e Verkhnokamyansk. Lanci di missili e un attacco aereo sono stati rilevati nei pressi di Slovyansk e Zvanivka, nella regione di Donetsk.
Intanto, le forze ucraine hanno allestito nuove linee difensive nella regione di Donetsk, dove controllano ancora le città principali, per rallentare l’avanzata delle truppe russe dopo la conquista di Lysychansk.
La tattica delle forze di Mosca — ha detto il governatore di Lugansk, Sergiy Gaidai — «sarà sempre la stessa: spareranno a tutto con la loro artiglieria ma sarà difficile per loro avanzare», ha aggiunto.

La regione russa di Kursk è «sotto attacco dalle forze di Kiev»
Diverse località nelle aree di confine della regione russa di Kursk sono state oggetto di attacchi da parte delle forze ucraine.
A riferirlo è stato il governatore Roman Starovoit, sul suo canale Telegram, che ha parlato di un bombardamento nel villaggio di Markovo e di un attacco di artiglieria sull’insediamento di Tyotkino.
L’esercito ucraino non ha confermato gli attacchi, e non è chiaro che cosa sia stato colpito. In passato ci sono stati episodi di esplosioni a depositi di armi e carburanti nelle regioni russe al confine con l’Ucraina, ma Kiev non ha mai ufficialmente confermato di aver attaccato territorio russo.

Kiev presenta piano da 750 miliardi di dollari per la ricostruzione
L’Ucraina ha presentato un piano di ricostruzione postbellica del valore di oltre 750 miliardi di dollari, che prevede 850 progetti per ridare un volto vivibile al Paese. Il piano è stato presentato alla prima Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina, una «due giorni» che si concluderà oggi, martedì 5 luglio, in Svizzera, a Lugano. Nella prima giornata si è intanto registrato un consenso generale sul fatto che i progetti devono cominciare a essere sviluppati sin d’ora, nonostante la guerra non sia ancora finita, per garantire che dopo la fase più buia ci sia già un progetto da mettere in campo. Sono i governi di Svizzera e Ucraina che stanno co-organizzando l’evento, a cui partecipano numerose autorità europee, alti membri del governo del presidente Volodymyr Zelensky e rappresentanti di organizzazioni finanziarie e umanitarie internazionali.
Il piano è progettato su 10 anni — dal 2023 al 2032 — e prevede due tempi: il primo, il triennio 2023-2025, in cui è prevista la realizzazione della maggior parte dei progetti (580) e che costerà più di 350 miliardi di dollari. Il secondo capitolo prevede un numero minore di progetti, ma richiederà più finanziamenti: oltre 400 miliardi di dollari. Il piano prevede che l’economia ucraina crescerà del 7% ogni anno nei prossimi 10 anni. I programmi più costosi sono il ripristino e l’ammodernamento degli alloggi e delle infrastrutture delle regioni, che richiederanno 150-250 miliardi di dollari, nonché l’ampliamento e l’integrazione della logistica con l’Ue, che costeranno 120-150 miliardi di dollari; gli interventi per l’indipendenza energetica e la svolta «green» «peseranno» per 150 miliardi di dollari.
Secondo il premier, Denys Shmyhal, che ha illustrato il piano, la principale fonte di questi fondi dovranno arrivare dai beni confiscati alla Federazione russa e agli oligarchi russi, «che sono stimati tra i 300 e i 500 miliardi di dollari»; altre fonti di finanziamento saranno i prestiti agevolati delle organizzazioni finanziarie internazionali e dei Paesi amici, gli investimenti del settore privato e il bilancio interno ucraini. La conferenza non prevede che Paesi donatori e le organizzazioni impegnino fondi, ma è stata concepita come un incontro per riflettere sui principi che dovrebbero guidare la ricostruzione dell’Ucraina, chi saranno i principali attori e in quale periodo sarà realizzata

Cosmonauti russi sulla Iss con bandiere separatisti del Donbass. Foto con vessili «repubbliche» del Donetsk e del Lugansk
Tre cosmonauti russi sono stati fotografati oggi con le bandiere dell’autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk (Lpr) e della Repubblica popolare del Donetsk (Dpr) all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. «Roscosmos e i nostri cosmonauti Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergey Korsakov, che lavorano sulla Stazione Spaziale Internazionale, si sono uniti oggi al capo della Lpr Leonid Pasechnik nel congratularsi per il “nuovo Grande Giorno della Vittoria”», ha detto l’agenzia spaziale russa in un messaggio pubblicato sul suo canale ufficiale Telegram. Ieri il leader dell’autoproclamata Repubblica popolare separatista di Lugansk aveva dichiarato che la regione separatista nell’Ucraina orientale era stata «liberata» con l’aiuto delle forze russe. L’esercito ucraino aveva quindi dichiarato di essere stato costretto a ritirarsi da Lysychansk, l’ultima sua roccaforte nella regione. «Questo è il giorno che i residenti dei distretti occupati della regione di Lugansk aspettavano da otto anni», ha aggiunto il messaggio di Roscosmos. A marzo, il trio di cosmonauti russi aveva generato speculazioni dopo essere arrivato alla Stazione Spaziale Internazionale indossando tute giallo brillante bordate di blu, che alcuni avevano interpretato come un segno simbolico di solidarietà con l’Ucraina. Roscosmos aveva smentito, dicendo che l’equipaggio non rappresentava Kiev ma indossava i colori dell’alma mater dei tre: l’Università tecnica statale di Mosca Bauman.

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