Maggiore attenzione sugli acquisti di pistole per i minori di 21 anni e la possibilità delle autorità statali di sequestrare armi in caso di allerta o potenziale pericolo

C’è l’intesa fra i democratici e un gruppo di repubblicani per formulare una legge per contrastare la diffusione delle armi e la violenza. Dopo giorni di trattative i senatori Chris Murphy (democratico del Connecticut) e John Cornyn, (repubblicano del Texas) hanno annunciato i punti chiave dell’accordo che dovrebbe dare il via al processo per arrivare alla legge. «Il nostro piano salva le vite e nello stesso tempo protegge il diritto costituzionale di possedere delle armi», hanno detto i senatori. Dieci repubblicani si uniranno ai 50 democratici consentendo così il superamento dell’ostruzionismo (grazie ai 60 voti su cento in Senato), un passaggio determinante per poter poi discutere in concreto della legge.
I punti chiave sono tre: anzitutto le cosiddette «red flag» laws, ovvero la possibilità delle autorità statali di sequestrare armi in possesso dei cittadini in caso di allerta o potenziale pericolo. Questo era uno dei punti più controversi e più difficili da accettare per i repubblicani. In secondo luogo saranno rafforzati i controlli per chi acquista armi e ha meno di 21 anni; ci sarà poi un giro di vite sulla cosiddetta pratica dello «straw purchases», ovvero far acquistare a qualcun altro un arma in prima istanza. Oltre a questi punti dirimenti l’accordo fra repubblicani e democratici prevede un rafforzamento (con stanziamento di fonti) per i centri di salute mentale e per la sicurezza negli edifici scolastici.
L’accordo è stato annunciato poco prima di mezzogiorno a Washington e giunge 21 giorni dopo la strage di Uvalde e all’indomani dei cortei organizzati dal movimento March for our lives svolti nella capitale Usa e in oltre 300 città per chiedere al Congresso di agire contro i mass shooting.
Pur se modesto nei contenuti e malgrado non preveda il bando delle armi semiautomatiche, l’intesa è a suo modo storica e sblocca uno stallo.

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