La 28enne: «Al Comune non mi rispondevano, non mi sono mai arresa». È convinta di tenere viva la tradizione ma anche di portare avanti la battaglia femminista

Il lavoro è di quelli arcaici, destinati a sparire con il passare del tempo. Si tratta di salire di notte sulla cattedrale di Notre-Dame a Losanna per annunciare l’ora. Fino a qualche mese fa la voce della vedetta era stata sempre quella di un uomo ma, dallo scorso agosto, la figura di Cassandre Berdoz, 28 anni, si staglia sulla torre. Cappello nero a falde e lanterna in mano, è lei la prima donna ad entrare nel team delle sentinelle. «C’est le guet, il a sonné dix, il a sonné dix!», «Sono la sentinella, sono le dieci, sono le dieci!» grida allo scoccare delle 22 affacciandosi da ogni lato della cattedrale. Un rito che si ripete fino alle due mattino.
La vedetta di Losanna fu introdotta nel XV secolo dopo che un furioso incendio devastò la città. Ovviamente oggi non c’è più bisogno di vegliare sui cittadini. E in tutta Europa sono solo sei le cattedrali che hanno mantenuto questa tradizione. Ma per Cassendre era un sogno coltivato sin da bambina: «Sono sempre stata affasciata da questo ruolo — confessa alCorriere —, erano anni che ci provavo. Personalmente penso che se si vuole una cosa bisogna perseverare per ottenerla. Ognuna di noi può ottenere molto di più di quello che si consente di sognare.Per questo ho scritto più volte al Comune, anche se non mi rispondevano».
La giovane, che ha studiato per molti anni al conservatorio della città, è riuscita a spuntarla tra un centinaio di candidature per il posto vacante nella squadra di sette sentinelle che si danno il cambio in cima al campanile. La svolta anti-discriminazioni è arrivata a giugno del 2019 quando centinaia di migliaia di donne in Svizzera hanno incrociato le braccia per protestare contro le minori possibilità di lavoro, le paghe più basse, il sessismo.A Losanna quattro di loro, in segno di sfida, hanno salito i 153 gradini per arrivare in cima alla torre della Cattedrale e le altre, da sotto, le hanno acclamate. «A quel punto — racconta la giovane – il Comune ha promesso che avrebbe assunto una donna non appena si fosse liberata una posizione. E così è stato».
Cassandre si mette le mani intorno alla bocca come a formare un imbuto e grida: «Sono la vedetta, sono le dieci». È convinta di tenere viva una tradizione e di aiutare la sua città ma anche di portare avanti la battaglia femminista: «Lavoro in un posto bellissimo e antico ma urlo anche in nome delle donne, do il mio contributo alla causa. Quando arriviamo a ricoprire per la prima volta un incarico che era riservato solo agli uomini è sempre un passo avanti. In questo caso lo è ancora di più perché essere la sentinella della Cattedrale ha forte un valore simbolico, è una tradizione molto amata dai cittadini della città». La Svizzera non è sicuramente un Paese che brilla nell’uguaglianza di genere, basti pensare che solo nel 1971 le donne hanno conquistato il diritto di voto. I salari sono ancora del tutto sbilanciati e il lavoro di cura è, come sempre, sulle spalle femminili. «Anche a Losanna — ammette Berdoz — ci sono ancora molti passi avanti da fare per migliorare la condizione delle donne».
La squadra delle sentinelle è composta da un capo e sei aiutanti che si danno il cambio. Berdoz, che di giorno organizza eventi,lavora quattro notti al mese tra le dieci di sera e le due di mattina. La paga non è granché: 116 euro a turno ma l’onore è grande. «Con i miei colleghi maschi mi trovo bene, sono stati molto accoglienti e mi hanno appoggiato ma spero che al prossimo giro sia assunta un’altra donna. Così non sarò più la sola».
A Losanna la notizia della prima sentinella donna è stata applaudita dalla maggioranza ma qualcuno avrebbe preferito che rimanesse un lavoro maschile: «Sfortunatamente nell’era di internet chi non è felice tende a lamentarsi ma sono stati veramente pochi. Non gli darei peso» dice. Più fastidiosa l’accusa di non aver diritto al posto perché atea: «La trovo un’obiezione così triste. La guardia viene fatta nella Cattedrale non per motivi religiosi ma perché offre il punto più alto da cui vegliare sulle persone».

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