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Aumenta la presenza femminile ai piani alti della Santa Sede. Le tre donne parteciperanno alle riunioni plenarie del dicastero, dove si vota sulle nomine

Alla fine la nomina è arrivata. Per la prima volta entrano tre donne nel Dicastero dei vescovi, a pieni diritti rispetto ai cardinali vescovi membri. Papa Francesco, come aveva preannunciato in una delle recenti interviste, ha aperto alle donne le porte del Dicastero che sovraintende alla scelta dei capi delle diocesi della Chiesa. Un ’ministero’ chiave, dove passano alcune delle decisioni più delicate per un Papa. Sono due suore e una laica: suor Raffaella Petrini, della congregazione delle Suore Francescane dell’Eucaristia, che riveste già l’importante ruolo di segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; c’è poi suor Yvonne Reungoat, francese già superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, quindi della grande famiglia salesiana e infine Maria Lia Zervino, argentina, presidente dell’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche che proprio di recente era stata dal Papa per presentare un lavoro fatto dall’organizzazione per prevenire il fenomeno degli abusi.

Il ruolo decisivo per la partecipazione alla “plenaria”
Una novità importante, quindi, perché le tre donne parteciperanno alle riunioni plenarie del dicastero, dove si vota sulle nomine. Non si tratta di una formalità: dopo delle procedure lunghe dentro le diocesi che prevedono delle consultazioni allargate sul territorio, le nunziature del paese di riferimento presentano delle liste ristrette di nomi (spesso delle terzine) su cui la plenaria si esprime. E anche un parere contrario – motivato – può influire sull’esito. Alla fine naturalmente decide sempre il Papa – non è infrequente che abbia deciso anche fuori dalle terzine – ma certamente non si tratta di posizioni ininfluenti. Specie per la personalità delle tre donne, che ricoprono ruoli importanti e hanno alle spalle un’esperienza e una rete di relazioni che non le farà certo sentire spaesate dentro il consesso del dicastero.

Entra la numero due del Governatorato, il dicastero che gestisce lo “Stato”
Quella con maggiore peso è certamente Suor Petrini, romana laureata alla Luiss, numero due del Governatorato, l’organismo che esercita il potere esecutivo dentro lo Stato, quindi dirige (e controlla la cassa) di Musei vaticani, Gendarmeria, servizi sanitari, e tutta la gestione del territorio, compresi gli immobili. Suor Reungoat, è stata missionaria in Africa, e ha svolto poi a lungo il ruolo di ’visitatrice’ per la sua congregazione conoscendo da vicino le suore di sei province latino-americane, quattro europee e una asiatica, quella coreana. Una esperienza che l’ha portata a stretto contatto con la Chiesa cattolica di tutto il mondo. Infine Maria Lia Zervino, impegnata a tempo pieno per la valorizzazione del ruolo delle donne all’interno della Chiesa.

Ormai molte laiche in posti di comando
Altre donne con incarichi “dirigenziali” in Vaticano sono la suora spagnola Carmen Ros Nortes “sottosegretario” al Dicastero per i religiosi, la suora francese Nathalie Becquart, “sottosegretario” del Sinodo dei vescovi, e la salesiana suor Alessandra Smerilli, “segretario” del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Tra le donne laiche che ricoprono incarichi di alto livello ci sono Francesca Di Giovanni, “sottosegretario” per il settore multilaterale della sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, la professoressa argentina Emilce Cuda, “segretario” della Pontificia Commissione per l’America Latina, Linda Ghisoni e Gabriella Gambino, entrambe “sottosegretario” al Dicastero per i laici, la famiglia e la vita: e poi Barbara Jatta, la prima donna “direttore” dei Musei vaticani

L’assunzione che non è stata possibile per problemi di retribuzione
Inoltre figurano la slovena Nataša Govekar, “direttore” della direzione teologico-pastorale del Dicastero per la comunicazione e la brasiliana Cristiane Murray, vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede. La professoressa tedesca Charlotte Kreuter-Kirchof è poi vicecoordinatore del Consiglio per l’economia. Recentemente – scrive Avvenire – il cardinale Oscar Andres Rodriguez Maradiaga ha rivelato che il Papa voleva mettere una donna ai vertici del “Ministero per l’economia”, ma «non ha potuto perché ci sono retribuzioni, quali questa persona meritava per competenza e curriculum, che non possono essere pagate in Vaticano».

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