Economia operaio cantiere

Più gravi rincari (+20% per l’acciaio in dieci giorni) e scarsità di materie prime

Il linguaggio dei costruttori giovedì 10 marzo ha fatto un salto di tono, in linea con la giornata drammatica. L’allarme è salito alla scala massima. Registra il balzo dei costi degli ultimi dieci giorni che fa impallidire quelli, pur dolorosi, dei precedenti mesi: per l’acciaio, in particolare, l’Ance parla di aumenti del 20% negli ultimi dieci giorni. L’altro materiale impossibile da trovare è il bitume. «Draghi salvi il Pnrr: senza un intervento urgente per calmierare i prezzi dei materiali, il Piano fallisce», ha detto il presidente dell’Ance, Gabriele Buia. Dall’associazione raccontano che sono centinaia le telefonate che arrivano ogni giorno da imprese che vogliono chiudere i cantieri perché sono totalmente saltati i costi.
«Non possiamo più attendere – ha scritto Buia in un comunicato -: scarseggiano materiali e gli impianti di produzione stanno chiudendo. Occorrono subito misure per calmierare i prezzi e compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese, altrimenti i cantieri del Pnrr anche per carenza di materie di prime si fermeranno tutti».

La lettera di Buia al premier
Buia ha scritto al premier chiedendo un incontro per affrontare la situazione e varare subito misure eccezionali. Oppure, come chiedono da tempo i costruttori, prevedere subito un meccanismo ordinario di revisione prezzi alla francese: mensilmente, quindi praticamente in tempo reale, i costi delle opere si adeguano al rialzo o al ribasso seguendo le rilevazioni dei singoli materiali. Una misura che non coprirebbe sbalzi clamorosi come quelli di questi giorni, ma darebbe un paracadute alla categoria.

Prezzi alle stelle e materiali introvabili
«Da tutti i territori stiamo ricevendo il grido di allarme delle nostre imprese che da Nord a Sud denunciano una situazione ormai fuori controllo, con prezzi alle stelle e materiali introvabili. Emergenze che le misure varate finora non possono in alcun modo arginare», sottolinea il Presidente dell’Ance, ribadendo che le misure finora assunte dal governo sono del tutto insufficienti.

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