L’inflazione nell’Eurozona cala a novembre al 10%. Occhi puntati sugli Usa per i dati macro in arrivo e per il discorso del presidente della Fed

Si muovono in territorio positivo le Borse europee, nonostante a Wall Street gli indici S&P 500 e Nasdaq Composite abbiano chiuso per il terzo giorno consecutivo in ribasso e nonostante anche Tokyo abbia perso lo 0,37%. I riflettori rimangono puntati sulla Cina, nell’attesa di comprendere se il governo allenterà le misure antri-Covid dopo le manifestazioni dei cittadini. La direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, ha sollecitato una revisione delle politiche adottate da Pechino, «proprio a causa dell’impatto che hanno sulle persone e sull’economia». Ha poi aggiunto che è possibile che il Fondo debba abbassare le sue previsioni sul Pil cinese, a causa del Covid e dei problemi nel settore immobiliare.

Scende al 10% a novembre l’inflazione nell’Eurozona
L’attenzione resta sempre alta sull’andamento dei prezzi, che condizionano le scelte delle banche centrali. Nell’Eurozona sono in calo più del previso a novembre, al 10%, dopo che i dati francesi hanno registrato una sostanziale stabilità a novembre (+6,2%) come quelli italiani (+11,8%). Le aspettative sono di un ridimensionamento del caro-vita anche oggi: se così fosse, i mercati potrebbero iniziare a sperare in un rallentamento di passo nei rialzi dei tassi da parte della Banca centrale europea. Martedì i mercati hanno accolto con favore (anche se tiepido nelle quotazioni) il calo dell’inflazione in Germania e Spagna. Oggi, arrivano anche i dati dall’Italia.

Il discorso di Powell e l’incognita Fed
Passando alla Fed, è in calendario l’intervento del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, oltre alla pubblicazione del Beige Book. Il mercato cerca di capire se la Fed rallenterà i rialzi dei tassi: attualmente non è più atteso un rialzo da 75 punti base a dicembre, ma solo di 50. Ma l’interrogativo principale riguarda il 2023: fin dove spingerà la Fed il costo del denaro? In questi ultimi giorni alcuni membri del consiglio della banca centrale Usa hanno fatto intendere che la Fed continuerà ad alzare i tassi, perché se anche l’inflazione sta un po’ rallentando resta tremendamente elevata.
«Negli Usa uno dei cicli di rialzo di tassi più aggressivi della storia è arrivato alla sua fase finale, 50 punti base a dicembre e poi molto probabilmente il picco nella prima metà del prossimo anno», commenta Luigi Nardella di Ceresio Investors. «L’economia è in rallentamento così come l’inflazione, anche se il mercato del lavoro rimane molto tirato. I banchieri centrali – ascolteremo Powell – manterranno però per ora un atteggiamento hawkish ribadendo che l’inflazione non è ancora sotto controllo; mercati troppo euforici sono contrari ai loro obiettivi di raffreddamento dell’economia». In Europa «l’inflazione, più che negli Usa, è dovuta ai prezzi dell’energia, in forte discesa rispetto ai picchi dell’estate. Pertanto il rialzo dei tassi sarà molto più contenuto». conclude Nardella.

A Piazza Affari attenzione sempre alta su Tim
A Piazza Affari gli occhi rimarranno ancora puntati su Telecom Italia -0,91%, dopo che il governo si è preso un altro mese di tempo per ripensare al futuro della rete. Saranno sotto i riflettori anche le azioni della galassia Agnelli, dopo il terremoto ai vertici della Juventus Fc -1,73% e l’addio del team principal, Mattia Binotto, alla Ferrari.

Dollaro debole. Sale il prezzo del petrolio
Il dollaro statunitense è in ribasso, con l’euro che punta verso quota 1,04. Le notizie sulla campagna di vaccinazione accelerata in Cina sono state interpretate dal mercato come un possibile segnale di allentamento della politica zero Covid da parte di Pechino. «Questa notizia è stata accolta con favore dai mercati – commentano da ActivTrades – con un aumento della propensione al rischio che dovrebbe, a livello teorico, e date le correlazioni attuali, spingere il dollaro al ribasso. Tuttavia, per ora, ogni calo del biglietto verde è stato controbilanciato da un aumento della prudenza da parte degli investitori». L’attesa è per i dati sul Pil Usa e sul lavoro di venerdì, oltre che per il discorso di Powell.
Sul fronte dell’energia, è in rialzo il prezzo del petrolio con i dati sulle scorte Usa dell’Api che hanno mostrato un calo delle riserve di greggio e un aumento di quelle di carburanti.L’attesa, poi, è per la nuova riunione dell’Opec+ che si terrà nel fine settimana.

Occhi puntati sugli Usa per i dati macro in arrivo
Sul fronte macro, la giornata è densa di appuntamenti, soprattutto negli States dove saranno reso noti i dati sul mercato del lavoro di novembre stimati da Adp, che preannunciano quelli ufficiali che verranno diffusi venerdì. E’ inoltre in programma la seconda lettura del Pil del terzo trimestre, oltre che l’indice Pmi Chicago per novembre, il rapporto Jolts sulle offerte di posti di lavoro per ottobre, il deficit della bilancia commerciale per ottobre (preliminare), i compromessi delle case per ottobre e le scorte settimanali di petrolio.

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