Economia borse mercati finanziari

Piazza Affari perde il 22% nel semestre. Il mercato teme una contrazione in Usa, ipotesi non esclusa dal numero uno della Fed Powell. Vendite sul petrolio, euro debole. Spread torna sopra 200 punti

I timori per la recessione piegano le Borse europee che chiudono un semestre pesante, tra i riflessi dell’inflazione e della guerra in Ucraina. Gli indici Ue hanno perso progressivamente quota nel corso della seduta, per andare sui minimi di giornata con l’avvio di Wall Street. Pagano il conto più salato tecnologici, auto e soprattutto le banche, dopo il monito di Andrea Enria, presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, su un possibile ricalcolo dei dividendi in uno scenario recessivo (a Milano tra le peggiori Unicredit -5,25%, Intesa Sanpaolo -5,11%, Banco Bpm -3,06% e Bper Banca -3,92%). A Wall Street, il Nasdaq (oggi -1,33%) cede il 20% negli ultimi tre mesi, il dato peggiore dal 2008, mentre il Dow Jones oggi perde lo 0,82%.
E proprio la paura che la Fed agisca in un modo talmente aggressivo da fare finire gli Stati Uniti in recessione a tenere in scacco le Borse: da Sintra il presidente Powell ha parlato di rischi calcolati su una frenata della crescita, mettendo in conto la possibilità di una recessione (per ora esclusa) come «prezzo» eventualmente da pagare per raggiungere l’obiettivo di riportare l’inflazione all’interno dei target di medio termine. E la presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, ha detto che sarebbe favorevole a un rialzo dei tassi di 75 punti base alla prossima riunione, più di quanto auspicato dal mercato. In Italia, poi, a tutto questo si aggiungono le tensioni politiche, che alimentano l’incertezza sulla tenuta del Governo, dopo che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è rientrato anzitempo dal vertice Nato di Madrid.

Inflazione Usa resta alta a maggio ma in lieve calo da aprile
Dagli Usa è arrivata intanto una nuova tornata di dati macro. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 2.000 unità a 231.000, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro; le attese erano per un dato a 230.000. Per quanto riguarda l’inflazione, resta a livelli alti ma a maggio il dato «core», il più seguito, è leggermente sceso rispetto ad aprile. La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolarla, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), è cresciuta dello 0,6% rispetto al mese precedente e del 6,3% rispetto a un anno prima, contro attese per un +0,7% e un +6,4%, dopo il +0,2% e il +6,3% di aprile.

A Milano male le banche dopo parole Enria, deboli le auto
A Piazza Affari, in linea con il resto d’Euorpa, male le banche che hanno pagato le parole di Andrea Enria, presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, che ha detto che verrà proposto alle banche «di ricalcolare le traiettorie del capitale considerando uno scenario più avverso, includendo anche un potenziale embargo sul gas o uno scenario di recessione e di utilizzare questi elementi anche con il proposito di andare avanti nei piani di distribuzione» di capitale.Pesanti Unicredit -5,25%, Intesa Sanpaolo -5,11%, Bper e Banco Bpm -3,06%.

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