Il presidente del Consiglio ha messo i partiti e tutto il governo di fronte alla responsabilità di procedere con rapidità all’approvazione delle riforme che rappresentano il passaggio fondamentale per attuare il Pnrr

Un Consiglio dei ministri lampo è stato convocato d’urgenza dal premier Mario Draghi alle ore 18. La riunione, durata 10 minuti, è servita al premier per mettere i partiti e tutto il governo di fronte alla responsabilità di procedere con rapidità all’approvazione delle riforme che rappresentano il passaggio fondamentale per attuare il Pnrr. In particolare, l’attenzione di Draghi è stata rivolta alla riforma della Concorrenza e alla necessità di sbloccare le concessioni per i balneari.

Cdm autotorizza la fiducia sul Ddl concorrenza
Nel corso del Cdm i ministri hanno autorizzato la fiducia sul ddl concorrenza qualora le circostanze lo rendessero necessario. Se non si arriverà a un accordo la fiducia verrà messa sul testo base, altrimenti – nel caso si arrivasse ad un accordo in commissione – verrà posta sul testo modificato, frutto dell’intesa. La riforma della concorrenza, impaludata ormai da mesi in commissione Industria al Senato, è uno dei pilastri del Pnrr, dunque potrebbe mettere a rischio i fondi per l’Italia. «C’è stata semplicemente l’indicazione da parte del presidente del Consiglio di poter chiudere la legge delega entro maggio, anche con la fiducia, se necessario» ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà, al termine del Consiglio dei ministri, lasciando Palazzo Chigi.

Draghi vede Barelli, preoccupazione per stallo su balneari
Il presidente del Consiglio, del resto, prima di lasciare la Camera dove ha reso un’informativa sul conflitto russo-ucraino, ha avuto un colloquio con il capogruppo di Forza Italia, Paolo Barelli. Nel corso dell’interlocuzione, a quanto si apprende, Draghi ha manifestato preoccupazione per il Ddl concorrenza fermo in commissione. Il nodo principale che blocca il provvedimento (fondamentale per procedere con il Pnrr nei tempi previsti) è l’emendamento all’articolo 2 sulle concessioni delle spiagge, tema su cui non c’è ancora un accordo politico.

L’informativa in Parlamento sulla guerra in Ucraina
Nel corso dell’informativa in Parlamento in mattinata il premier ha spiegato che la guerra in Ucraina sta innescando una “crisi alimentare”. E ha sottolineato che per evitare un aggravamento «dobbiamo raggiungere prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire i negoziati: è la posizione dell’Italia, dell’Ue e che ho condiviso con Biden». Ma sarà comunque «l’Ucraina e non altri decidere quale pace accettare». Anche dopo l’espulsione dei diplomatici resta «essenziale mantenere canali di dialogo» con Mosca, perché sono «essenziali per una soluzione negoziale». Il premier ha parlato anche di possibile indipendenza dell’Italia dal gas russo «nel secondo semestre del 2024».

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