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Se infatti l’esposizione diretta delle aziende italiane a Russia e Ucraina è contenuta, ha ricordato il ministro, «la dipendenza economica e strategica è invece considerevole»

La crisi in Ucraina frena la ripresa. «L’attività economica rallenterà, e per l’Italia la revisione rispetto alle ultime stime della Commissione europea (4,1% ndr) potrebbe essere rilevante, e l’inflazione continuerà a salire» come conseguenza della guerra. Lo ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco al Bloomberg Italy Capital Markets Forum, spiegando che a livello europeo «il rischio è che la ripresa sia messa a rischio da scossoni dei mercati finanziari».

Possibili sostanziali revisioni al ribasso
«A cosa ci dobbiamo preparare» in relazione alla guerra in Ucraina? «L’economia rallenterà, per l’Italia revisioni al ribasso delle stime della Commissione europea potranno essere sostanziali», ha spiegato Franco. La crisi ucraina, infatti, «può colpire la nostra economia attraverso diversi canali». Se infatti l’esposizione diretta delle aziende italiane a Russia e Ucraina è contenuta, ha ricordato il ministro, «la dipendenza economica e strategica è invece considerevole». In generale, comunque, «l’outlook macro rimane positivo ed è essenziale che la ripresa economica non perda slancio». Per questo ci troviamo «in un momento critico per i policy makers», che devono coordinare gli sforzi in questa direzione.

Pnrr: essenziale rapida attuazione, oggi ancora di più
Quanto al Piano nazionale di ripresa e resilienza, il ministro dell’Economia ha lanciato un messaggio: «È essenziale assicurarci che il piano e tutte le riforme e gli investimenti per metterci alle spalle venticinque anni di stagnazione, siano adottati rapidamente e con efficacia per alzare il nostro potenziale di crescita». Franco ha sottolineato l’importanza che l’emergenza per la guerra in Ucraina «non ci faccia perdere di vista che gli obiettivi di medio termine devono essere al centro dell’agenda adesso ancora di più con le prospettive meno favorevoli».

Ok Ecofin a rata da 21 miliardi per Italia
Intanto il Comitato economico e finanziario dell’Ue, braccio tecnico del Consiglio dei ministri delle finanze, ha dato il suo via libera all’erogazione all’Italia del prima rata da 21 miliardi del Pnrr. A quanto si è appreso, dopo aver ricevuto anche questa luce verde, l’ok definitivo al versamento della rata dovrebbe essere annunciato dalla Commissione entro le fine del mese.

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