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A luglio -3,6% nel carrello, consumi elettrici giù del 2,6%. Aumenta la rateizzazione

Consumi in discesa e prezzi in aumento. È questo il doppio binario lungo cui scorrerà l’autunno delle famiglie italiane. A confermarlo sono le previsioni di Ref Ricerche che, nel suo ultimo report congiunturale pubblicato lo scorso 5 settembre, ha già iniziato a rilevare i primi cambiamenti nella composizione della spesa. Inizia a frenare la domanda relativa alle voci che sono più rincarate, cioè quelle alimentari e l’energia. Un comportamento protettivo «probabilmente destinato ad accentuarsi nella parte finale dell’anno», visto che gli aumenti in questi settori iniziano ad acquisire una dimensione preoccupante.

Spending review nel carrello
Dopo la ripresa degli acquisti registrata da Istat nel primo semestre dell’anno, ancora trainata dagli effetti post Covid (per abbigliamento, trasporti e viaggi è tornato il segno positivo), arrivano i primi segnali di contrazione dei consumi di beni non durevoli. A influenzare il trend, come spiega nella sua nota congiunturale Ref Ricerche, è il calo della spesa alimentare causato dalla ripresa dei pasti fuori casa, ma anche i forti rincari delle utenze domestiche, che stanno spingendo le famiglie a ridurre i consumi di energia per contenere il caro bollette.
La spending review delle famiglie, dunque, inizia dal carrello: l’ultimo monitoraggio mensile dei consumi dell’Istat stima a luglio una crescita congiunturale (cioè rispetto a giugno) per le vendite al dettaglio. Ma a livello tendenziale – cioè rispetto allo stesso mese del 2021 – sono in crescita solo le vendite dei beni non alimentari (+2,7% in valore e +1% in volume), mentre la spesa alimentare registra un più marcato aumento in valore (+6,1%) e una diminuzione in volume (-3,6%).
Secondo una recente ricerca di Coldiretti, le famiglie tagliano la quantità di cibo nel carrello e aumentano il ricorso ai discount. L’ultimo rapporto Coop, inoltre, rileva un calo del 38% della quota di italiani che acquistano “prodotti bio”; le stesse marche leader sembrano sacrificabili rispetto al 2019 (da 14,9% a 13,1% nel 2022), mentre le marche del distributore (Mdd) continuano la loro avanzata, sfiorando il 30% del mercato (+2% rispetto al 2019).

Consumi elettrici in calo
Nel frattempo iniziano a registrarsi i primi riflessi anche sull’energia: il report mensile sul sistema elettrico di agosto, pubblicato da Terna, certifica un calo del 2,6% su base annua dei consumi di imprese e famiglie. L’elettricità consumata è stata di quasi 26mila GWh, pagati carissimi, con un costo superiore del 4% rispetto a luglio e quasi cinque volte (+375%) quello di un anno fa.
a frenata dei consumi, se non limitata alle bollette, delle famiglie potrebbe alimentare una recessione. «Quanto più la riduzione dei consumi si dovesse concentrare su energia e gas tanto più gli impatti sull’economia sarebbero minimizzati, dato l’elevato contenuto di importazione di queste voci della spesa», afferma Fedele De Novellis di Ref Ricerche. In ogni caso, se la spesa delle famiglie nel 2021 non aveva ancora raggiunto i livelli pre pandemia (2.437 euro mensili secondo Istat, il 4,8% in meno rispetto alla media del 2019), difficilmente con queste premesse lo farà quest’anno.

Cresce l’acquisto a rate
Cresce anche l’indebitamento, cioè la percentuale di persone con un credito attivo (46% a fine giugno secondo Crif). A trainare i finanziamenti, oltre ai mutui per under 36, è il ricorso ai prestiti finalizzati (il 50,6% dei crediti attivi, in crescita del 17% rispetto al 2017), merito di formule di pagamento “a rate” sempre più diffuse anche su internet.
La moda del buy now, pay later – letteralmente «compra ora, paga dopo» – consente di dilazionare le spese senza tassi d’interesse e sta spopolando tra i sistemi di pagamento online. Non serve cercare operatori specializzati: ormai anche le piattaforme più tradizionali, da Paypal ad Amazon ad Apple Pay, offrono la possibilità di pagare a rate qualunque articolo. Operazioni estremamente facili e immediate – poniamo il caso di un acquisto da 15 euro: si tratterebbe di tre rate mensili da 5 euro – che agiscono sulla psicologia di chi acquista rendendo le spese più contenute, e quindi più facili da affrontare.
Una facilità che si trasforma però in propensione all’indebitamento: i dati emersi dal sondaggio condotto da Soisy (un marketplace che offre pagamenti rateali ) parlano di una presenza significativa di “mini” debitori anche tra i 41 e i 55 anni, soprattutto per spese nell’arredamento-design, elettrodomestici, elettronica e sport. Piccoli acquisti che complicano il monitoraggio delle spese (si veda l’articolo in basso), con il rischio di ritrovarsi a fare i conti con l’accumulo di mini debiti di cui si era persa memoria.

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