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Bonomi e Roux de Bézieux hanno firmato l’intesa che rilancia la collaborazione «Ripensare il nostro posizionamento strategico»

«Un bilaterale fondamentale perché è il primo dopo il Trattato del Quirinale, che contiene proprio un riferimento al ruolo di Confindustria e Medef». Carlo Bonomi parla dopo aver firmato con Geoffroy Roux de Bézieux, nella sede dell’ambasciata italiana a Parigi, la dichiarazione congiunta con l’impegno delle due organizzazioni di rafforzare la collaborazione. «È un momento delicato, bisogna essere molto uniti», ha detto Bonomi. Uniti in Europa e dentro i nostri confini. «Abbiamo discusso su tre argomenti principali: il riaccentramento della politica dei due paesi sul Mediterraneo, i temi dell’energia e della collaborazione nel settore dell’aerospazio». In un quadro dove si prospetta «una grande volatilità per i prossimi due anni. È un cammino molto difficile, perché le condizioni esogene sono complicate, abbiamo il problema del costo delle materie prime, dei costi energetici, l’inflazione». In questo scenario, ha aggiunto il presidente di Confindustria, riferendosi soprattutto all’Italia, «non sarà facile affrontare questi problemi, è necessario che tutti abbiano un senso di responsabilità». E comunque «l’industria deve essere preservata, nell’interesse del paese. Non si può aggiungere un problema al problema», ha detto Bonomi rispondendo ad una domanda su eventuali tagli o razionamenti energetici. Quell’industria che ieri è stata messa al centro del confronto tra Confindustria e Medef, arrivato alla quarta edizione, il cui ruolo è stato sottolineato anche dal ministro dell’Economia e delle Finanze francese, Bruno Le Maire, nel suo intervento.Un autunno difficile, quindi, con l’emergenza energia in primo piano: «Su questo tema ci incontreremo sicuramente con il governo, non abbiamo programmato nulla, ma non posso immaginare che non troveremo un momento per confrontarci», ha detto il presidente di Confindustria. Una nuova fase geopolitica che rende centrale il ruolo del Mediterraneo, come è messo nero su bianco proprio nelle prime righe del documento firmato ieri. Energia, difesa, politica migratoria, accesso alle materie prime: Bonomi da tempo sottolinea l’importanza di quest’area, che potrebbe diventare un vero e proprio hub dell’energia. In questo cambiamento degli equilibri è necessaria una visione internazionale: «Italia e Francia si devono riposizionare. Stiamo spostando l’approvvigionamento verso altri paesi rispetto alla Russia, alcuni sono del Nord Africa e si affacciano sul Mediterraneo. C’è però nell’area una forte concorrenza, pensiamo al ruolo della Turchia e quello della Cina. Anche alla luce del fatto che gli Stati Uniti hanno adottato una politica di disimpegno verso l’Europa dobbiamo ripensare il nostro posizionamento strategico».
L’energia resta l’emergenza più impellente e che condiziona anche la transizione green: una trasformazione che deve andare avanti, ma con finanziamenti adeguati e senza ideologie, tenendo conto dei costi sociali. Si è discusso di un tetto al prezzo del gas: «È molto complicato in questo momento, ci sono paesi come la Germania che si stanno mettendo in maniera diversa». Ed è necessario, anche alla luce della tassonomia europea e dei nuovi scenari, che il nucleare entri nella scelte di politica energetica della Ue: «Non è detto che si farà in Italia, ma sarà essenziale per la strategia energetica in Europa».
Da Parigi lo sguardo passa a Roma, dove ieri il presidente del Consiglio ha incontrato i sindacati. Inflazione che aumenta, crescita che si riduce: «Va sostenuta la domanda interna per spingere il pil. Quindi agire cuneo fiscale, tagliando le tasse sul lavoro». E ad una domanda sul salario minimo Bonomi ha sottolineato che a spingere il presidente francese sulla questione è stata soprattutto la preoccupazione del dumping salariale europeo. «La direttiva Ue- ha spiegato – non è cogente, punta a spingere la contrattazione collettiva nazionale». La parola che è stata spesso pronunciata durante il bilaterale è stata stabilità: Bonomi ha glissato sulla situazione politica «decide il Parlamento. Spero che non ci sia la battaglia delle bandierine e che questo la paese venga risparmiato».

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