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Nel trimestre settembre-novembre 2022, secondo il bollettino Excelsior, targato Unioncamere-Anpal, diffuso l’8 settembre, le imprese prevedono di assumere poco più di 1,4 milioni di lavoratori, oltre 44mila in meno rispetto al medesimo trimestre 2021 (-3 per cento)

Dopo le avvisaglie di luglio, con -22mila occupati su giugno (primo dato negativo da agosto 2021 – fonte Istat) e il +45,65% di Cigs (primi sette mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo 2021 – fonte Inps) è arrivato l’8 settembre il terzo indizio di una frenata, vera, del mercato del lavoro sempre più alle prese con le conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina.

Settori in frenata
Nel trimestre settembre-novembre 2022, secondo il bollettino Excelsior, targato Unioncamere-Anpal, diffuso l’8 settembre, le imprese prevedono di assumere poco più di 1,4 milioni di lavoratori, oltre 44mila in meno rispetto al medesimo trimestre 2021 (-3 per cento). A frenare è quasi tutta la nostra manifattura made in Italy (-13,4%, pari a -42.540 entrate preventivate rispetto sempre al medesimo trimestre 2021), con picchi nelle aziende della carta, cartotecnica e stampa (-14,6%), meccaniche (-19,9%), metallurgiche (-25,6%) e del tessile, abbigliamento, calzature (-31,2 per cento).
Primi segnali negativi anche dal mondo dei servizi (-3,7% di ingressi complessivi previsti da qui a novembre nel confronto tendenziale), soprattutto nel commercio, che segna lo stop più marcato, -33% di assunzioni preventivate. In controtendenza il settore delle costruzioni, che evidenzia un più 30,4% di ingressi previsti nel trimestre settembre-novembre, complice i forti incentivi introdotti per il settore.

Nuovo picco per il mismatch
A complicare un quadro già di per sé poco roseo è anche un altro dato: il mismatch, vale a dire la difficoltà degli imprenditori di trovare le risorse occorrenti. A settembre, sempre secondo il bollettino Excelsior, la percentuale di “introvabili” ha raggiunto un nuovo picco, il 43,3%, ben 7 punti in più rispetto a settembre 2021, quando il mismatch tra domanda e offerta di lavoro riguardava il 36,4% dei profili ricercati. Le maggiori difficoltà nel reclutamento riguardano soprattutto gli operai specializzati (56,8% la quota di entrate difficili da reperire), i conduttori di impianti fissi e mobili e le professioni tecniche (entrambe al 47 per cento). I primi due motivi del mismatch sono sempre gli stessi: mancanza di candidati al primo posto, e a seguire, preparazione non adeguata all’incarico da ricoprire.

Autunno caldo per il lavoro
Insomma, tutti i principali indicatori fanno pensare a un autunno caldo anche sul fronte occupazione. Non a caso la Cisl, l’8 settembre, ha chiesto al governo Draghi di prevedere, con urgenza, una nuova dose di Cig scontata per le imprese. «È evidente dalle previsioni Excelsior che il sistema produttivo sta accusando un certo rallentamento legato alla crisi energetica e a un inevitabile atteggiamento di maggior cautela delle aziende – ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete -. Un rallentamento che considererei quasi fisiologico in un contesto di incertezza e che sta colpendo soprattutto alcuni settori manifatturieri ed il commercio, mentre altri comparti, come le costruzioni, confermano andamenti positivi. Il vero problema, in questa fase, è l’impennata dell’inflazione, che riduce il potere di acquisto sulle famiglie. E, insieme a questo, la difficoltà sempre molto elevata delle imprese di trovare le giuste professionalità da inserire in azienda. Un nodo che ha molte origini, tra le quali la denatalità e il non adeguato collegamento tra formazione e mondo imprenditoriale, sul quale occorrerà intervenire».
Una (ulteriore) conferma del momento di difficoltà e di incertezza che le nostre aziende stanno vivendo è il dato sulle modalità di assunzione. A settembre se ne prevedono 524.240mila; ma di queste 269mila saranno a tempo determinato, pari al 51,4%. A seguire, ma più distanziati, contratti a tempo indeterminato, in somministrazione, e apprendistato.

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