daniele franco

In audizione il ministro dell’Economia dice che il governo è pronto a intervenire nel caso l’aumento dei costi impattasse sui lavori. “Limitato” il taglio ai fondi dell’Italia per effetto della crescita extra, solo 200 milioni. In arrivo una spending review per i ministeri

L’Italia avrà 200 milioni in meno sui 191,5 miliardi del Pnrr. L’annuncio del ministro dell’Economia Daniele Franco arriva nel corso di un’audizione in Parlamento. Il taglio dei fondi europei è l’effetto dell’andamento del Pil italiano migliore del previsto. Un effetto temuto, atteso, ma a conti fatti «relativamente limitato»: si può risolvere il problema, assicura il ministro.
Ben più grossa si rivela invece la tegola del caro energia e dell’inflazione in senso ampio. Potrebbe costringere il governo, spiega Franco, a “riscrivere” il piano. «C’è molta incertezza» infatti su quanto a lungo i prezzi di luce e gas resteranno elevati, con effetto sul prezzo delle materie prime: se l’impatto su progetti e investimenti sarà tale da metterne a rischio la realizzazione, il governo è pronto a ricorrere a una procedura «di revisione dei contenuti» del Recovery plan. Se l’inflazione “diventasse un ostacolo su molte linee di progetto dovremo intervenire, anche se diventasse un ostacolo su poche linee”, ha detto il ministro. “Resta uno dei problemi principali, le vostre preoccupazioni sono le mie”.
L’altro rischio, ben presente al governo, sono i ritardi nell’attuazione degli investimenti: nelle prossime settimane Bruxelles pagherà a Roma la prima tranche da 24 miliardi, ma nel 2022 ci sono 100 obiettivi fissati e tutti da realizzare. Tra questi anche una spending review, tra il 2023 e il 2025. Entro il 31 maggio arriverà un dpcm che darà ad ogni ministeri i target di spesa da raggiungere per gli anni successivi. A dicembre la verifica.

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