Scuola

Via libera del Senato agli Its, entro giugno riordino della carriera degli insegnanti e Scuola di alta formazione. In arrivo il nuovo orientamento. Avviati istituti professionali e riorganizzazione

Sulle riforme Pnrr l’Istruzione ha già percorso due terzi di strada, con quattro provvedimenti su sei vicini al traguardo. Il primo ad arrivare in porto è il rilancio degli Its. Il provvedimento, dopo una lunga mediazione condotta da governo e relatore, il presidente della commissione Istruzione di palazzo Madama, Riccardo Nencini, con tutti gli stakeholders e le regioni, ha ottenuto il 25 maggio l’ok del Senato con 175 voti a favore, 7 contrari; il testo dovrà ora tornare alla Camera per il via libera definitivo (non sono previste modifiche).
Il sì è stato salutato con soddisfazione dai ministri, il titolare della materia, Patrizio Bianchi (Istruzione), da Mariastella Gelmini (Affari regionali), e dal vice ministro del Mise, Gilberto Pichetto Fratin (gli Its sono legati a stretto giro con innovazione e Industria 4.0); e da tutto l’arco politico, dagli esperti di scuola, come Valentina Aprea (Fi), e Gabriele Toccafondi (Iv), a Serse Soverini (Pd) fino ad arrivare alla sottosegretaria, Barbara Floridia (M5S).
Positivo anche il giudizio delle imprese: «Si spinge su una formazione legata al lavoro, riconoscendo un ruolo centrale alle aziende. Ciò sosterrà l’occupabilità dei giovani e la competitività delle aziende. Mi auguro che in futuro gli Its possano avere sempre più spazio nei provvedimenti sulla formazione terziaria», ha detto il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Gianni Brugnoli. Gli Its, anche durante la pandemia, hanno sfornato numeri da record, con un tasso di occupazione medio all’80%, con punte del 90-100% in molti territori; adesso riceveranno “una tantum” di 1,5 miliardi (circa 20 volte gli stanziamenti attuali), con l’obiettivo di almeno raddoppiare il numero di frequentanti (oggi circa 21mila, distribuiti in 120 Fondazioni). Il faro è puntato sulla fase attuativa, visto che per mettere a terra le nuove norme, sono previsti una quindicina di provvedimenti.

Concorsi e carriera
Cammina veloce anche la seconda riforma del Pnrr Scuola quella che riordina reclutamento e formazione/carriera degli insegnanti (oggi l’età media dei docenti è intorno ai 51 anni e gli stipendi crescono solo per anzianità di servizio, un unicum in tutta la Pa). Questa seconda riforma è stata attuata, in parte, con il Dl 73/2021, che ha aperto la strada, anche nella scuola, ai concorsi semplificati “Brunetta” e da bandire annualmente (dopo le polemiche sulle prove a crocette, con il Dl 36 è previsto il ritorno alla prova «strutturata fino al 31 dicembre 2024 e con più quesiti a risposta aperta a far data dal 1° gennaio 2025). Il secondo step della riforma, da centrare entro il 30 giugno (per le altre 5 riforme la dead line è il 31 dicembre 2022, ndr – quindi l’Istruzione è in anticipo), è contenuto nel Dl 36, ora all’esame del Senato. Il provvedimento, difeso nuovamente ieri dal ministro Bianchi, dopo le critiche di sindacati e di parte della maggioranza, prevede che chi vorrà insegnare dovrà deciderlo all’università, acquisire 60 crediti in parallelo rispetto alla laurea (triennale, magistrale o a ciclo unico che sia) e superare un esame scritto più una lezione simulata. L’abilitazione durerà per sempre ma non darà diritto alla cattedra. Per ottenerla bisognerà superare il concorso pubblico e svolgere l’anno di prova prima di entrare di ruolo (sono previste delle eccezioni, in primis per i precari storici che potranno accedere direttamente alle selezioni). L’altra novità è la nuova formazione in servizio che diventa continua e strutturata in modo da favorire l’innovazione dei modelli didattici. E, in parte, sarà anche incentivata economicamente.

Formazione e orientamento
Tutto questo nuovo sistema formativo sarà definito dalla scuola di alta formazione (la terza riforma del Pnrr Scuola) che viene istituita con il Dl 36 e che si occuperà di linee di indirizzo e di accreditare e verificare le strutture che dovranno erogare i corsi, al fine di garantire la massima qualità. In fase avanzata di definizione è la riforma dell’orientamento per far conoscere meglio le discipline Stem e provare a recuperare i divari territoriali e i «Neet» (oltre due milioni nella fascia 14-25 anni). «L’obiettivo è accompagnare famiglie e studenti fin dalle scuole del primo ciclo, con informazioni e interventi personalizzati», sottolinea il capo della segreteria tecnica dell’Istruzione, Cristina Grieco. Ancora oggi, secondo AlmaDiploma, un alunno su tre se potesse cambierebbe scuola.

Filiera tecnico-professionale
Avviate sono anche le ultime due riforme del pacchetto Pnrr Scuola. Quella dell’istruzione tecnica e professionale (secondaria) chiamata ad allineare il curriculo di questi istituti alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese, che arriverà in autunno. Come la riorganizzazione della scuola, con il nuovo dimensionamento e la proroga della possibilità di derogare ai parametri di numerosità degli alunni.

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