Economia operaio

Con i nuovi prezziari rimessi in carreggiata i 23 grandi appalti 2022: spesa aggiuntiva del 30%, 2 miliardi sul Pnrr. Entra il Passante Av di Firenze, slittano al 2023 due lotti della Salerno-Reggio

Pronta reazione di Rete ferroviaria italiana sulla voragine degli extracosti che rischiava di far deragliare il Pnrr. Rfi ha aggiornato il quadro economico delle principali opere in gara nel 2022 che da 19 sono diventate 23 (17 Pnrr e 6 extra Pnrr). Fra le new entry Passante e nuova stazione Av di Firenze (1,2 miliardi extra Pnrr), mentre slittano al 2023 due dei tre lotti della Salerno-Reggio Calabria (Romagnano-Praja e raddoppio della galleria Santomarco). Procede la tratta Battipaglia-Romagnano (1,8 miliardi).

Il nuovo calendario delle gare
Dal nuovo calendario delle gare arrivano tante conferme che – su questa fascia alta dei lavori programmati – valgono un importo totale di 18 miliardi (il piano totale 2022 va oltre i 19 miliardi, come annunciato al Festival dell’Economia di Trento dall’ad di Fs, Luigi Ferraris). Il dato più interessante della tabella che pubblichiamo in coda all’articolo viene però dai 3,4 miliardi di extracosti che si registrano sommando le differenze fra vecchi e nuovi costi per 21 di queste 23 gare. Le 21 opere per cui è disponibile il vecchio costo (mancano proprio Passante Av di Firenze e lotto della Sa-Rc) valgono oggi 15.012 milioni mentre valevano 11.608 milioni tre mesi fa. L’aumento delle basi d’asta è quindi del 29,3%.

L’assist del decreto Aiuti
Il merito della pronta reazione di Fs – come aveva spiegato Ferraris a Trento – va condiviso con il decreto Aiuti con cui il governo ha messo a disposizione 7,5 miliardi per le opere del Pnrr da aggiornare. Per altro sarà poi un Dpcm, su proposta Mef, ad assegnare le risorse disponibili alle singole opere. Ma è chiaro che il governo tira oggi un sospiro di sollievo per il fatto che la norma del decreto è stata rapidamente tradotta in operatività. La società guidata da Vera Fiorani è stato prontissima nell’adeguare i prezziari due volte a distanza di due mesi e poi a ridefinire il quadro economico di tutte le principali opere in corso di progettazione.
L’altra tabella di marcia da tenere sempre presente è quella dell’apertura dei cantieri. Il Pnrr pone il 2023 come limite per l’affidamento degli appalti e il 2026 come termine per la realizzazione. Inoltre il Pnrr ha scelto di mettere a gara il progetto preliminare, cosa che richiede un anno circa per fare il progetto definitivo, autorizzarlo nei dettagli e avviare i cantieri.
Gran parte dei cantieri apriranno quindi dal 2023. Fanno eccezione 5 opere Av già in corso che Bruxelles accettò di inserire tra quelle Pnrr: Terzo valico, Brescia-Verona, Verona-Padova, Napoli-Bari e Palermo-Catania. Macinano spesa, oltre i target. Quanto alle nuove opere, Rfi conta di aprire i cantieri nel luglio 2022 di due lotti su Napoli-Bari e Adriatica, mentre tra fine 2022 e inizio 2023 dovrebbero cominciare i lavori preparatori su un altro lotto Palermo-Catania, sulla linea per l’Aeroporto di Venezia e sulla circonvallazione di Trento.

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