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Il Superbonus e la campagna elettorale
La campagna elettorale ha ancora qualche giorno per inventarsi nuovi slogan e proposte per convincere l’elettorato. Anche puntando sul Superbonus. Mentre il 7 settembre, in Aula, è andato in scena l’ultimo scontro tra governo e Movimento 5 Stelle a proposito dell’agevolazione al 110%, con i grillini che accusano il governo di voler far fallire 50 mila imprese e Palazzo Chigi che punta il dito sul Movimento, reo di mettere a rischio i 17 miliardi di aiuti del nuovo decreto, la politica già da mesi discute della necessità di modificare il sistema dei bonus edilizi. In particolare quello del Superbonus 110%, l’agevolazione fiscale con cui lo Stato rimborsa l’intera spesa (e regala un 10% in più) a chi fa interventi di efficientamento energetico o antisismici. Una misura controversa, soprattutto per quanto riguarda il meccanismo inceppato della cessione dei crediti. Di fatto, con questo meccanismo, un cittadino poteva recuperare subito i soldi spesi nell’intervento edilizio, cedendo a un altro soggetto (imprese o istituti finanziari, come le banche) il credito maturato nei confronti dello Stato. Il governo Draghi è intervenuto più volte per tentare di risolvere le criticità.

Superbonus, lo sblocco dei crediti d’imposta e la lite tra i partiti
Come detto, tra la situazione attuale e il voto sono attese anche le ultime modifiche del governo Draghi per risolvere il problema del blocco dei crediti d’imposta. Martedì 13 settembre, alle 12, è previsto l’esame del dl Aiuti bis in Aula al Senato, dopo lo slittamento deciso il 7 settembre per il mancato accordo tra i partiti. In attesa delle prossime imminenti modifiche, vediamo quali sono le proposte elettorali dei partiti su Superbonus e sugli altri bonus edilizi.

La proposta del Centrodestra (Fdi, Lega e Forza Italia)
Le anime che compongono la coalizione di Centrodestra sono diverse, ma nel tentativo di sintesi, il testo del programma di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati, per quanto riguarda i «bonus edilizi», da un lato li difende (si parla di «salvaguardia delle situazioni in essere») e dall’altro indica la necessità di un «riordino degli incentivi destinati alla riqualificazione, alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico degli immobili residenziali pubblici e privati».
Nel programma specifico pubblicato dalla Lega si legge, alle voci “Casa” e ’“Energia”, che l’obiettivo è garantire l’«accesso all’agevolazione fiscale di tutti i soggetti che hanno maturato il diritto al Superbonus», ma allo stesso tempo di «rendere il Superbonus più coerente e applicabile, contemperando le esigenze di contenimento degli oneri a carico dello Stato con quelle di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico degli edifici». Inoltre, si propone «per le villette la rimozione del vincolo del Sal (Stato avanzamento lavori) a settembre.
Forza Italia, invece, parla di razionalizzazione e semplificazione della normativa sugli incentivi edilizi, sull’efficientamento energetico e sul Sismabonus, «rendendola strutturale». Tra le proposte del centrodestra c’è anche quella delle agevolazioni per l’accesso al mutuo per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie e di un piano di riqualificazione delle periferie.

La proposta del Centrosinistra (Pd, Europa Verde-Sinistra Italiana)
Il programma iniziale sottoscritto il 3 agosto scorso dal Partito Democratico e dai suoi alleati Europa verde-Sinistra italiana – e anche da Azione di Carlo Calenda – parlava della necessità di «correggere» il Superbonus 110% «in linea con gli intendimenti tracciati dal governo Draghi». Come sappiamo, il premier uscente non ha mai mostrato troppa simpatia per l’incentivo. Dopo l’improvviso dietrofront di Calenda, che ha rotto il patto per avvinarsi a Italia Viva di Renzi e agli ultimi fuoriusciti di Forza Italia, il programma pubblicato dal Pd il 16 agosto non fa alcun accenno ai bonus edilizi. Si parla però di politiche abitative, prevedendo ad esempio 500.000 alloggi popolari nei prossimi 10 anni.

La proposta del Movimento 5 Stelle
Il Superbonus è ormai uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, la cui proposta è di rendere strutturale tutti i bonus edilizi. Stabilizzando le agevolazioni si permetterebbe «la pianificazione degli investimenti sugli immobili e continuare a migliorare i livelli di risparmio energetico e di conseguenza risparmiare sulle bollette». Naturalmente, si deve aggiustare il meccanismo delle cessioni, da «sbloccare e far circolare i crediti d’imposta per evitare il fallimento delle imprese che ancora oggi non riescono a trasformarli in liquidità per pagare fornitori e dipendenti».

La proposta del Terzo Polo (Italia Viva e Azione)
Il “Terzo polo” (Italia viva + Azione) non nomina mai il Superbonus 110%. Essendo Renzi e Calenda grandi fan di Draghi, possiamo ipotizzare che la loro idea sia di ridimensionare fortemente l’incentivo. Ma, forse per ragioni elettorali, per ora hanno scelto il silenzio sull’argomento.

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