Vorrei ricordare che le parole hanno un peso e un significato, che non si possono usare a casaccio svuotandole delle idee che hanno espresso e delle conseguenze che hanno provocato

C’è una parola che appare a momenti come un vocabolo magico che sancisce la divisione fra male e bene. La parola chiave è «nazismo». Ma viene da chiedersi: ha ancora un significato storico o è diventata un termine usa e getta per indicare chi non ci piace e chi vogliamo screditare? La storia sembra si sia persa per strada trasformando il sostantivo in un aggettivo spregiativo. Vorrei ricordare che le parole hanno un peso e un significato, che non si possono usare a casaccio svuotandole delle idee che hanno espresso e delle conseguenze che hanno provocato. Vorrei ricordare alcuni concetti base del nazismo che hanno portato un criminale carismatico al potere, finendo per sfociare in una guerra mondiale che ha prodotto milioni di morti. La prima e fondante idea del nazismo è la divisione degli esseri umani in razze. Le razze, non solo sarebbero presenti nel mondo, ma costituirebbero una gerarchia di tipo biologico: una sola fra tutte però è privilegiata e superiore alle altre, quella ariana, che risalirebbe al terzo millennio a.C.
La sua superiorità biologica le darebbe il diritto, anzi il dovere di dominare e governare le razze inferiori. In nome di questa teoria Hitler ha infierito e depredato quei popoli definiti inferiori e quindi pericolosi, cominciando dagli ebrei. Altre genti, che non costituivano razza, ma dovevano essere condannate e perseguitate, erano i comunisti, gli omosessuali, i democratici, gli internazionalisti, i cattolici che pretendevano di applicare le idee di Cristo. In nome della superiorità di razza e di lingua (pangermanesimo), i nazisti si consideravano in diritto di occupare e annettersi sia quei Paesi in cui esistevano minoranze di lingua tedesca, sia quei popoli che si opponevano. Da qui l’invasione di Polonia, Austria, Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia, e altre nazioni, come l’Italia dopo l’8 settembre 43, considerata nemica e degna di stermini (Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema). Ecco cosa significa la parola nazismo e sinceramente non ci sembra di scorgere nel popolo ucraino, invaso nessuna rivendicazione di teorie del genere. Un piccolo gruppo di nostalgici del nazismo c’è, in Russia, e in tutti i Paesi del mondo. Usare la parola nazismo per giustificare la pretesa di occupare nazioni sovrane è una frode. Semmai, possiamo dire che i comportamenti dell’invasore guerresco ricordano molto proprio le azioni dei veri nazisti.

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