La scrittrice francese a Bologna: “Le donne sono sempre sotto attacco”

“Il diritto all’aborto dovrebbe entrare nella Costituzione europea”. Quando l’82enne premio Nobel alla Letteratura Annie Ernaux pronuncia queste parole, con tutta la calma e la consapevolezza del caso, parte l’applauso. Non sarà l’unico, ma certo il più sentito che si leva dalla platea gremita dagli ottocento spettatori accorsi al cinema Medica lunedì sera per la proiezione del film “I miei anni in Super-8” che la scrittrice francese ha realizzato insieme al figlio David Ernaux-Briot.
Una questione, quella del diritto all’interruzione di gravidanza, assai cara all’autrice che nel libro “L’evento”, (diventato il film “La scelta di Anne”, vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 2021) aveva raccontato come lei stessa si fosse trovata, giovane studentessa universitaria nella Francia del 1963, a gestire una gravidanza indesiderata, alle prese con l’aborto clandestino.
“Io credo che le donne, assieme agli uomini di buona volontà – ha avvertito – debbano vigilare e continuare sempre ad essere garanti dei loro diritti. Questo costante attacco alla libertà delle donne è inaccettabile: io auspico che il diritto all’aborto sia garantito costituzionalmente nel mio Paese, in Italia e nel resto d’Europa” aggiungendo che “le dichiarazioni che ora sento in Italia da parte della vostra prima ministra penso siano qualcosa di veramente pericoloso”.
Il premo Nobel ha poi ricordato che la possibilità delle donne di avere figli e quindi di poter disporre del proprio corpo “è stata da sempre desiderio di controllo da parte degli uomini, fin dalla preistoria. Questo desiderio di controllo, dal punto di vista freudiano, resta qualcosa che agisce nelle menti di tutti. La lotta quindi per poter riappropriarsi del diritto del controllo sul proprio corpo è qualcosa che deve essere fatta quotidianamente, continuamente”. Una battaglia avviata dalla scrittrice già nel 2016, quando fu insignita del Premio Strega europeo e ribadita sotto le Torri: “Non ho intenzione di demordere su questa questione, per questo continuerò la mia campagna di lotta”.
“I miei anni in Super-8”, dopo le due proiezioni soldout a Bologna, arriverà nelle sale italiane dal 6 dicembre, alla vigilia della consegna del Nobel a Stoccolma. Realizzato a partire dai filmini di famiglia e non a caso evento conclusivo del festival Archivio Aperto, l’opera ripercorre gli anni della sua vita familiare, con i figli piccoli e il marito Philippe Ernaux ad Annecy, i viaggi e le feste, scene da un matrimonio destinato a sfaldarsi come gli ideali di una generazione che sperava di cambiare il mondo. “Il tempo è l’elemento fondamentale della nostra vita – ha detto lei a proposito del film – la memoria si basa su effetti personali e private, ma diventano storie collettive”.

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