Von Der Leyen

La stima aggiornata del governo sul contributo delle compagnie energetiche entro fine anno. L’Ue presenta il suo piano. Von der Leyen: 140 miliardi dalle aziende per alleggerire le bollette

Non sono i 10 miliardi attesi in origine, ma a fine anno dovrebbero arrivare tra i 5 e i 6 miliardi dalla tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Almeno, questa è la stima aggiornata del governo, alla luce degli incassi del 40% di acconto, che a fine agosto ha portato in totale allo Stato poco più di 2 miliardi sui 4 preventivati. Ma è solo il primo round. Perché ora si muove anche l’Europa, per raccogliere dagli extraprofitti oltre 140 miliardi e “attutire il colpo” di costi dell’energia insostenibili per “milioni di cittadini”.
Far pagare le società che dalla crisi stanno avendo vantaggi è infatti un cardine del nuovo pacchetto di misure contro il caro prezzi presentato dalla Commissione Ue. Ferma la discussione su un tetto al prezzo del gas, Ursula von der Leyen ha annunciato un piano di tagli ai consumi elettrici del 10% (5% nelle ore di punta) che si aggiunge alla riduzione del 15% già adottata per il gas. Ma consapevole che “non saranno sufficienti” i fondi già stanziati dagli Stati per aiutare famiglie e imprese a pagare le bollette, sono due le azioni che Von der Leyen ha indicato ieri alla voce “extraprofitti”, per un incasso totale stimato di oltre 140 miliardi. La prima è un contributo di solidarietà per le aziende del gas, del carbone, del petrolio, pari ad almeno il 33% sugli utili superiori al 20%. La seconda è un tetto ai ricavi dei produttori di energia da rinnovabili, nucleare, lignite: potranno incassare 180 euro al Megawattora, tutto quello che intascheranno in più andrà agli Stati, con accordi di solidarietà in favore dei Paesi che pagano di più l’elettricità. L’accordo su queste misure è atteso a fine mese, poi in concreto potranno essere adottate, ma fonti italiane sono persuase che non ci sarà una sovrapposizione con la tassa una tantum già adottata dal governo di Mario Draghi.
Questa sera o domattina il premier porterà in Consiglio dei ministri un decreto Aiuti ter il cui valore dovrebbe sfiorare i 14 miliardi (senza scostamenti di bilancio). Una norma dovrebbe tornare a intervenire anche sul prelievo al 25% sugli extraprofitti, ma è assai difficile che l’aliquota venga alzata, sono più probabili piccoli aggiustamenti alla misura, per massimizzare l’incasso, finora deludente. Sul tavolo c’è anche la possibilità di anticipare a livello nazionale un’altra misura europea: separare i prezzi dell’elettricità da quelli del gas, per abbassare i primi. Ma il meccanismo, che passerebbe attraverso acquisti del Gse, è complesso: è più probabile si debba attendere la riforma annunciata dalla Commissione “entro l’anno”.
Nel nuovo decreto di aiuti ci sarà l’aumento da 12mila a 15mila euro della soglia Isee per accedere al bonus sociale, che azzera i rincari in bolletta. E per le imprese saranno estesi fino a fine anno e aumentati i crediti d’imposta, includendo anche negozi, bar e attività con contatore con una potenza inferiore ai 16,5 kw. Attesa anche una nuova rateizzazione delle bollette per imprese, famiglie ed enti locali. Non ci sarà invece il rifinanziamento della cig scontata scaduta a fine maggio. Ed è in forse, per i dubbi di Palazzo Chigi, anche la stretta anti-delocalizzazioni proposta dai ministri Orlando e Giorgetti. Il Cdm varerà anche alcuni decreti attuativi della riforma della concorrenza, ma probabilmente non quello sui balneari.

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