Gentiloni

Nonostante la sospensione del Patto di stabilità, l’esecutivo comunitario ha esortato i paesi membri ad avere una politica “prudente”. Nuove valutazioni sui conti pubblici nell’autunno del 2022

La Commissione europea ha ufficializzato oggi, lunedì 23 maggio, la decisione di sospendere per un altro anno le regole di bilancio, alla luce dell’incertezza che caratterizza l’economia europea, ome anticipato dal Sole 24 Ore il 15 maggio scorso. Con l’occasione, Bruxelles ha però esortato i paesi membri ad avere una politica «prudente» e ha preannunciato nuove valutazioni sull’andamento dei conti pubblici nell’autunno del 2022 e poi nella primavera del 2023. Preoccupa l’evoluzione della spesa pubblica in Italia.
«Le nostre priorità comuni sono gli investimenti e le riforme. Ciò si riflette nelle raccomandazioni-paese presentate oggi, le quali si concentrano sull’attuazione dei piani nazionali di ripresa e di resilienza (Pnrr) e sulla transizione energetica. Le politiche di bilancio dovrebbero continuare la transizione dal sostegno universale fornito durante la pandemia a misure più mirate», ha spiegato qui a Bruxelles il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni.

«La situazione economica non si è ancora normalizzata
Secondo l’ex premier italiano, la situazione economica «non si è ancora normalizzata». In questo senso, «l’aumento dell’incertezza e i forti rischi al ribasso per le prospettive economiche nel contesto della guerra in Ucraina così come gli aumenti senza precedenti dei prezzi dell’energia e le continue perturbazioni della catena di approvvigionamento giustificano» la scelta di prorogare fino alla fine del 2023 la sospensione delle regole di bilancio decisa nel 2020, allo scoppio della pandemia.
In questo contesto, Bruxelles ha confermato di non volere aprire procedure per deficit eccessivo (la scelta era già emersa negli scorsi mesi tenuto conto dell’emergenza sanitaria). Tuttavia, ha avvertito che valuterà la situazione di bilancio dei paesi membri nell’autunno prossimo. Successivamente, si riserva il diritto di aprire procedure di deficit eccessivo nel 2023, «sulla base dei dati del 2022, e tenendo in particolare conto il rispetto delle raccomandazioni-paese».

L’Italia resta sotto osservazione
Sul fronte italiano, queste ultime esortano il governo italiano a una politica di bilancio «prudente», in particolare «limitando la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale al di sotto della crescita del prodotto potenziale a medio termine». Più in generale, Bruxelles sottolinea la necessità di mettere in pratica il Pnrr e di riformare il sistema fiscale «in modo da ridurre le tasse sul lavoro» e «da allineare i valori catastali agli attuali valori di mercato».

Gentiloni: non chiediamo un aumento delle tasse sulla casa
A questo proposito, il commissario Gentiloni ha precisato che queste parole non riflettono «una richiesta di aumento delle tasse» sulle case, a dispetto del dibattito pubblico in Italia. Dal canto suo, sempre oggi il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha ricordato l’importanza di evitare una spirale tra prezzi e salari in un contesto di elevata inflazione, e ha ribadito che la sospensione delle regole di bilancio «non significa un liberi tutti».
Inoltre, nella documentazione pubblicata oggi, l’esecutivo comunitario definisce «significativa» la crescita della spesa corrente primaria finanziata a livello nazionale, tale da fornire nel 2022 un contributo espansivo di 1,3 punti percentuali all’assetto di bilancio complessivo. «Pertanto, sulla base delle attuali stime della Commissione, l’Italia non limita sufficientemente la crescita della spesa corrente netta finanziata a livello nazionale nel 2022», avverte Bruxelles.
Nei fatti, alla sospensione delle regole di bilancio viene associato un particolare monitoraggio dell’andamento dei conti pubblici che potrebbe comportare nel caso l’apertura di una procedura per deficit eccessivo nei paesi più in difficoltà. L’Italia è tra questi, tanto più che sempre oggi Bruxelles ha spiegato di ritenere che il paese rimanga segnato da un grave squilibrio macroeconomico, per via di un debito pubblico elevatissimo e una competitività dell’economia sempre debole.
La scelta di prorogare la sospensione del Patto di stabilità, ma al tempo stesso riservandosi il diritto di aprire procedure di deficit eccessivo, riflette il desiderio di trovare un punto di equilibrio tra le diverse anime della Commissione e del Consiglio. Nel fine settimana, il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, ha spiegato al Financial Times: «Il fatto che gli Stati membri siano ora in grado di deviare dal Patto di stabilità e crescita non significa che debbano effettivamente farlo».

La Commissione conferma: la crescita sta rallentando
Le ultime previsioni economiche della stessa Commissione europea mostrano un netto rallentamento della crescita (si veda Il Sole 24 Ore del 17 maggio). Nella zona euro, quest’ultima dovrebbe essere del 2,7% nel 2022 e del 2,3% nel 2023. Le previsioni di febbraio indicavano una espansione dell’economia rispettivamente del 4,0 e del 2,7%. Secondo le previsioni comunitarie, l’economia italiana dovrebbe crescere del 2,4 e dell’1,9% (le stime precedenti parlavano di +4,1 e di +2,3%).

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