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In vista del bilaterale con Biden alla Casa Bianca, il capo dell’Eliseo ha gettato sul tavolo i due temi in un discorso all’ambasciata francese. Non prima di aver ricordato “un’alleanza più forte di tutto”

“L’alleanza tra Francia e Stati Uniti è più forte di tutto”. Con queste parole il presidente francese Emmanuel Macron ha iniziato il suo discorso all’ambasciata di Francia a Washington, dove il capo dell’Eliseo è in visita ufficiale e tra qualche ora incontrerà Joe Biden per un bilaterale alla Casa Bianca. Rivolgendosi alla comunità francese presso la sede diplomatica, Macron ha chiesto di “cercare insieme di essere all’altezza di ciò che la Storia ha suggellato tra di noi, un’alleanza più forte di qualsiasi altra cosa”. Il Capo dell’Eliseo ha anche sottolineato che la sua seconda visita di Stato negli Usa, dopo quella del 2018, “dimostra la forza, il legame tra Stati Uniti e Francia”.
Dopo il richiamo all’importanza del legame con il grande alleato oltre oceano, Macron ha cambiato registro, anticipando un paio di temi che saranno sicuramente sul tavolo del bilaterale con Biden. In primis, i mpericoli che si celano dietro il programma di investimenti e sussidi degli Stati Uniti per aiutare le aziende americane, che, nelle parole di Macron, rischia di “frammentare l’Occidente”. Ai deputati americani “ho detto con grande franchezza – ha aggiunto Macron -, con amicizia che quello che è successo negli ultimi mesi è una sfida per noi: le scelte fatte, di cui comunque condivido gli obiettivi, in particolare l’Ira (Inflation Reduction Act, un programma di riforme e investimenti ambientali e sociali per le aziende americane) sono scelte che frammenteranno l’Occidente”.
L’altro punto su cui il capo di Stato europeo ha voluto mettere in guardia la Casa Bianca è il “rischio” che “l’Europa e la Francia diventino una sorta di variabile di aggiustamento” nella rivalità tra Stati Uniti e Cina, le due principali potenze mondiali. “Il rischio – ha spiegato Macron – è che, di fronte alle sfide del tempo, gli Stati Uniti guardino prima agli Usa, il che è normale, e poi guardino alla rivalità con la Cina. E che quindi, in un certo senso, l’Europa e la Francia diventino una sorta di variabile”.

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