La città si prepara così ad accogliere mercoledì la Ocean Viking di Sos Mediterranee e la Geo Barents di Medici Senza Frontiere: 37 migranti a bordo della prima, 73 sulla seconda

Nessuna polemica da parte della sindaca Valeria Mancinelli (Pd), ma la sottolineatura che «il governo Meloni ha assegnato ad Ancona lo sbarco di due navi con profughi a bordo, anche minori. Le operazioni di sbarco saranno coordinate dal Ministero degli Interni e dalla Prefettura che si è subito attivata. Come Comune e come comunità cittadina faremo la nostra parte, come sempre». La città si prepara così ad accogliere mercoledì 11 gennaio le navi Ocean Viking di Sos Mediterranee, alle 8 di mattina, e Geo Barents di Medici Senza Frontiere, intorno alle 11, i primi arrivi dopo l’entrata in vigore nelle nuove regole, che prevedono multe per le Ong fino a 50mila euro, il fermo amministrativo per due mesi del natante con possibile confisca.
Le due navi (37 migranti a bordo della prima, 73 sulla seconda), dovranno viaggiare separatamente lungo la costa adriatica per circa 4 giorni, con condizioni meteo in peggioramento, perché il Viminale ha negato il trasbordo dei naufraghi da Geo Barents a Ocean Viking.
Per Stefano Aguzzi (Forza Italia), assessore alla protezione civile della Regione Marche, a guida Fratelli d’Italia, l’orientamento del governo è «spostare più a nord gli sbarchi dei migranti soccorsi in mare, in modo da alleggerire le città del sud Italia». L’importante, sottolinea, è che poi ci sia una «redistribuzione dei migranti» sul territorio nazionale. Per la prefettura di Ancona si tratta di mettere in piedi una complessa macchina nel giro di pochi giorni. «Siamo pronti ad accoglierli tutti» dice il prefetto Darco Pellos, specificando che la permanenza dei naufraghi nell’area portuale sarà però molto breve.

I preparativi per l’accoglienza
Alla banchina 22 saranno montati a partire da domani alcuni moduli della protezione civile regionale: uno per i servizi igienici, uno per il controllo dei documenti, un ambulatorio per accertamenti sanitari, uno per isolare eventuali casi covid, più una tenda che sarà utilizzata come sala di attesa. Subito dopo è previsto il trasferimento nelle sedi di destinazione che dovrebbero essere in altre regioni. Le strutture però rimarranno montate, in caso di necessità.
In prefettura, si susseguono riunioni per mettere a punto le operazioni dell’accoglienza: vi hanno partecipato, tra gli altri, la stessa Mancinelli (il Comune ha competenza sui minori stranieri non accompagnati), esponenti della Protezione civile regionale, dell’Ast (Azienda Sanitaria Territoriale) 2 di Ancona, dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Centrale, della Capitaneria di porto, delle forze dell’ordine.

Nel 1991 respinti 383 albanesi
È il primo arrivo di un numero relativamente importante di migranti dopo il drammatico tentativo di sbarco di 383 profughi albanesi nel giugno 1991. Arrivati a bordo di tre traghetti greci, che li avevano raccolti nel Golfo di Otranto mentre erano alla deriva su zattere di fortuna, fu loro proibito di sbarcare in base alle leggi dell’epoca. I comandanti delle navi greche rifiutarono però di ripartire con i naufraghi a bordo. Uno stallo durato diversi giorni, con il traffico del porto bloccato e sciolto solo da una decisione del Governo Andreotti e dalla disponibilità di navi dell’Adriatica di navigazione, all’epoca compagnia di bandiera. I migranti di Ancona furono trasferiti sulla Sansovino: credevano di andare in un altro scalo, non di tornare forzosamente in patria.

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