Il dossier dell’Osservatorio conti pubblici italiani

Nel 2021, l’Unione ha importato beni dalla Russia per 158,5 miliardi di euro, ovvero il 7,9 per cento delle importazioni totali dai paesi extra-UE. Si tratta quasi interamente di materie prime e di manufatti di base, prevalentemente idrocarburi e carbone.
La Russia è sempre stata un partner commerciale importante per l’Unione Europea (UE).

Quanto importa l’Unione Europea dalla Russia?
Nel 2021, l’UE ha importato beni dalla Russia per 158,5 miliardi di euro (7,9 per cento delle importazioni totali dai paesi extra-UE), collocando la Russia come la terza fonte di importazioni verso l’Unione (Tav.1).
Dallo scoppio della crisi finanziaria globale nel settembre del 2008, le importazioni dalla Russia sono crollate, passando da 1,55 per cento del Pil nel 2008 a 1,08 per cento nel 2009, in linea con la riduzione del commercio internazionale in quell’anno;Dal 2006 al 2021, l’andamento delle importazioni dalla Russia rispetto al Pil è stato caratterizzato da quattro fasi (Fig. 1):
Da giugno 2009 fino alla crisi della Crimea nel 2014, le importazioni sono risalite superando i livelli pre-crisi sin dai primi mesi del 2011.
Con le sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia dopo il conflitto in Crimea, le importazioni su Pil sono tendenzialmente scese, anche se con una ripresa nel 2017 e 2018.
Nel 2021 c’è stato un rimbalzo (dopo la caduta nel 2020, dovuta all’abbassamento del commercio internazionale e del prezzo delle materie prime) connesso alla ripresa economica globale (che ha fatto salire il prezzo degli idrocarburi).

Cosa importa l’Unione Europea dalla Russia?
Soprattutto materie prime (e soprattutto idrocarburi) o manufatti di base. Nel 2021, il 67 per cento delle importazioni dalla Russia (per cui la merceologia è identificabile nelle statistiche Eurostat) è stato costituito da materie prime (Tav.2).[1] Tra queste, gli idrocarburi rappresentavano l’87 per cento. L’importazione degli idrocarburi e del carbone  critica per il fabbisogno energetico interno dell’Unione poiché quest’ultima è in grado di soddisfarne solo il 10 per cento autonomamente e le importazioni per soddisfare il restante consumo vengono in gran parte dalla Russia. Ad esempio, la Russia forniva nel 2021 il 45,8 per cento per l’import europeo del gas naturale in stato gassoso, il 29,8 per cento per il petrolio e il 44,8 per cento per il carbone (Tav.2, ultima colonna). Inoltre, l’UE dipende dalla Russia per quasi un terzo delle importazioni di legno e sughero.
Il 22,6 per cento di quello che l’Europa importa dalla Russia è costituito da manufatti, ma si tratta quasi interamente di manufatti di base. In termini di dipendenza dalla Russia sul totale delle importazioni extra-UE, la dipendenza è particolarmente forte per i fertilizzanti, seguita dai prodotti metallici non ferrosi e da quelli in ferro e acciaio.
Anche l’Italia importa dalla Russia principalmente materie prime e specialmente idrocarburi e carbone (Tav.3). La dipendenza dalle importazioni russe piuttosto che dagli altri paesi (Tav.3 ultima colonna) è particolarmente forte per il carbone, gli idrocarburi e, tra i prodotti manufatti, quelli metallici non ferrosi, in ferro e acciaio, in legno e sughero e in carta.

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