Roberta Metsola

La maltese Metsola (Ppe) è stata eletta al primo turno con 458 voti a favore su 616 voti validi (690 i deputati votanti). A votare a favore sono stati i popolari, i socialisti e i liberali

Sarà Roberta Metsola, 43 anni, a succedere a David Sassoli alla guida del Parlamento europeo. La deputata popolare maltese è stata eletta oggi, martedì 18 gennaio, con una ampia maggioranza dei suffragi. Dopo alcune incertezze dovute alle sue posizioni antiabortiste, la parlamentare è riuscita ad avere a Strasburgo il sostegno delle forze europeiste in seno all’assemblea. Lo sguardo ora corre al rinnovo dei presidenti di commissione.

A favore popolari, socialisti e liberali (e Lega)
Metsola, madre di quattro bambini, è stata eletta al primo turno con 458 voti a favore su 616 voti validi (690 i deputati votanti). A votare a favore sono stati i popolari, i socialisti e i liberali. Anche se non sono mancati alcuni franchi-tiratori, la nuova presidente ha potuto godere di una ampia maggioranza. Gli altri candidati erano la verde svedese Alice Kunkhe e la spagnola Sira Rego, esponente della sinistra radicale. Il candidato conservatore Kosma Zlotowski si è ritirato dalla corsa in mattinata. A votare per Roberta Metsola è stata anche la Lega, che ha notato affinità “sulla difesa dei valori della famiglia”.

Le posizioni sull’aborto
Proprio questo aspetto aveva creato malumore nelle ultime settimane. Nel 2021 la parlamentare aveva votato contro una risoluzione parlamentare in difesa dell’aborto, scatenando le proteste di non pochi deputati. Prima del voto l’eurodeputato liberale francese Bernard Guetta aveva dichiarato che l’eventuale elezione di Metsola sarebbe stato “un cattivo segnale”.
Le critiche sono venute in parte meno negli ultimi giorni, forse anche per via della scomparsa prematura di David Sassoli, una settimana prima che dovesse lasciare il mandato di presidente del Parlamento europeo. La sua morte ha creato non poche emozioni tra Bruxelles e Strasburgo. Peraltro, socialisti e liberali, che non hanno presentato propri candidati, hanno firmato lunedì sera con i popolari un nuovo accordo politico per assicurare fino alla fine della legislatura “una stabile maggioranza di lavoro”.

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Nel programma, spiccano lo stato di diritto, i diritti delle donne, la dimensione sociale e le regole di bilancio. Mettere in primo piano il diritto delle donne è stato un modo per la leadership dei socialisti e dei liberali di rassicurare i deputati più riottosi. L’elezione di Roberta Metsola al primo turno nasconde il desiderio delle forze europeiste di evitare che la nuova presidente fosse eletta grazie ai voti dei partiti euroscettici.

Terza donna dopo Veil e Fontaine
Deputata dal 2013, la parlamentare maltese si è dimostrata in questi anni dinamica, attenta all’importanza del processo legislativo. Piace la giovane età, il percorso europeo (ha studiato al Collège d’Europe) e il fatto che sia donna (prima di lei alla guida dell’assemblea parlamentare ci furono Simone Veil e Nicole Fontaine). Il passaggio del testimone dai socialisti ai popolari era previsto fin dall’inizio della legislatura. Ora sul tavolo vi sono i rinnovi delle diverse presidenze di commissione parlamentare. Attualmente nove dei presidenti sono popolari, sette sono socialisti, sei sono liberali, tre verdi, uno è conservatore e uno della sinistra radicale.

La partita delle commissioni
Osservatori parlamentari si aspettano un riequilibrio a favore dei socialisti, che hanno perso la presidenza dell’assemblea. Particolarmente importante è la carica di presidente della conferenza dei presidenti di commissione, attualmente in mano al popolare Antonio Tajani. L’organo è ritenuto influente sui lavori della conferenza dei capigruppo.

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