Gentiloni

Le previsioni economiche di inverno. Correzione al rialzo per il dato 2021, da +6,2% a +6,5%. Cresce ancora l’inflazione nell’Eurozona, previsto un +3,5% nel 2022. L’esecutivo Ue: “Rallentamento della crescita più acuto del previsto, incognita da tensioni in Est Europa”

Anche la Commissione europea raffredda le prospettive di crescita dell’economia italiana. Nelle sue previsioni economiche d’inverno l’esecutivo Ue ha rivisito al ribasso le stime sul Pil 2022, dal +4,3% al +4,1%. Meglio del previsto il dato 2021, passato da +6,2% a +6,5% mentre resta invariato il dato 2023. “Le previsioni di breve termine sono oscurate dalla prolungata interruzione di forniture e dal brusco aumento dei prezzi dell’energia. Si prevede che l’erosione del potere di acquisto e l’attenuazione della fiducia dei consumatori scalfiscano la crescita reale nel breve periodo. Ci si aspetta che l’attività economica riguadagni slancio nel secondo trimestre e continui ad espandersi nella seconda parte dell’anno”, scrive l’Ue.
A livello di Eurozona, la Commissione  ha rivisto al rialzo le attese sull’inflazione per gli alti prezzi dell’energia, ma anche per l’ampliamento delle pressioni inflazionistiche su altre categorie di beni a partire dall’autunno. Nel complesso, l’inflazione nell’area dell’euro, secondo le stime di Bruxelles, nel 2022 arriverà al 3,5% (il 3,9 nell’Ue) prima di scendere all’1,7% (1,9% nell’Ue) nel 2023. Per l’Italia l’inflazione dopo l’1,9% del 2021 è attesa sopra il livello dell’Eurozona e al 3,8% nel 2022, per andare poi scendere all’1,6% nel 2023. In autunno l’inflazione nell’Eurozona era stata stimata al 2,4% nel 2021, al 2,2% nel 2022 e all’1,4% per il 2023.
“Il rallentamento della crescita  configurato in autunno è stato più acuto del previsto con l’intensificarsi di venti contrari: in particolare l’impennata dei contagi Covid, l’aumento dei prezzi dell’energia e la prolungata interruzione di forniture”, si legge nelle previsioni economiche invernali dell’ Ue. Bruxelles spiega anche che “lo stress economico causato dall’attuala ondata di contagi avrà vita breve. Le forniture si normalizzeranno e la pressione inflazionaria si conterrà”. Ma, si sottolinea, “incertezza e rischi” per la ripresa “restano alti, notevolmente aggravati dalle tensioni geopolitiche in Est Europa”.

Gentiloni: “Crescita italiana legata a Pnrr”
“Il contesto italiano è quello di un’economia che tende a riprendere i livelli di crescita pre-pandemia forse più velocemente di quanto immaginato tempo fa. Le previsioni di crescita positive sono collegate alla buona attuazione del Pnrr sul quale il governo italiano è pienamente impegnato. Noi in tutte le nostre previsioni abbiamo considerato l’influenza dei Pnrr nazionali sugli investimenti, come se andasse tutto nella direzione giusta”, ha detto il commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni rispondendo ad una domanda nella conferenza stampa sulle stime economiche Ue.

“Buoni risultati per mercaro del lavoro ma manca manodopera”
A livello più complessivo Gentiloni si è soffermato sul tema del mercato dle lavoro. Nell’ultimo trimestre del 2021, il tasso di disoccupazione è sceso al di sotto delle sue letture pre-pandemiche e ha raggiunto i minimi record del 6,4% nell’Ue e del 7,0% nell’area dell’euro a dicembre – ha spiegato -. L’occupazione nel l’Ue è aumentata dello 0,9% nel terzo trimestre, aggiungendo circa 1,8 milioni di posti di lavoro nel l’UE e colmando il divario con i livelli pre-pandemici. Il divario in termini di ore lavorate si è ridotto a un solo punto percentuale”. “Nonostante i suoi buoni risultati, la crescita dell’occupazione non è al passo con l’aumento della domanda di lavoro – ha sottolineato però . Come ho già detto, il lavoro è un fattore sempre più importante che limita la produzione in diversi settori. Le inchieste congiunturali della Commissione indicano che in gennaio la penuria di manodopera ha raggiunto i massimi storici nei settori del l’industria, dei servizi e del l’edilizia”.

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