Nel 2018, alla chiusura delle urne aveva votato circa il 74%. La migliore è l’Emilia Romagna, male Calabria e Campania con percentuali appena sopra il 50%

Un crollo dell’affluenza del 9%. I dati definitivi diffusi dal Viminale poco dopo le 2 consegnano un dato ancora più in calo rispetto alle precedenti rilevazioni. complessivamente ha votato il 63,95% degli aventi diritto, quando i dati sono relativi a oltre 7.901 comuni su 7.904. Lo si rileva dal sito del ministero dell’Interno. Nella precedente tornata elettorale del 2018 alla stessa ora si era recato alle urne il 73,01% degli elettori. Si tratta del dato più basso mai registrato per le elezioni politiche.
Per buona parte della giornata si sono registrati rallentamenti alle operazioni di voto, in molte città, per “colpa” dei controlli al tagliando antifrode. Il dato dell’affluenza è andato peggiorando nel corso delle ore: quello rilevato alle 12, si attestava più o meno a quello di quattro anni e mezzo fa quando, alla stessa ora, aveva votato il 19,43 per cento degli aventi diritto.
Quanto ai dati scorporati regione per regione (relativi alle 23) in testa c’è l’Emilia Romagna con il 71,9 per cento davanti alla Lombardia (70,4%), Toscana (69,7%) Veneto (70,15%).  Ultima la regione Calabria con il 50,74%. Male anche Campania (53,3%), Puglia (56,5), Sardegna (50,9).
Secondo una analisi di TouTrend, in base alle caratteristiche dei comuni, l’affluenza cala maggiormente in quelli meno popolosi (-9,4%) e con il reddito inferiore (-9,5%) rispetto a quelli più popolosi e con il reddito medio più alto (-7,0%). Inoltre, l’affluenza cala molto di più nei comuni con minor presenza di stranieri (-10,6%) e molto meno in quelli dove gli stranieri sono più numerosi (-5,4%). Discorso analogo per i laureati: più sono numerosi, meno cala l’affluenza.

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