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Tajani: «Io vedo una situazione positiva non una mission impossibile»

Per ora, chi lo ha sentito, racconta che non ci pensa a tirarsi indietro. Convinto che «Posso giocarmi le mie carte…». Insomma, Silvio Berlusconi non molla sulla partita per il Quirinale. E va avanti come un treno. Neanche le ultime frasi pronunciate oggi da Matteo Salvini («la Lega sarà al governo, a prescindere da chi è a palazzo Chigi»), che ai più sono sembrate un chiaro smarcamento, non lo avrebbero preoccupato più di tanto. Concentrato a scovare più voti possibili, il Cav non si lascia distogliere dal suo obiettivo, quello di «scalare il Colle più alto. L’ex premier, che oggi ha sentito gli alleati, è convinto che Mario Draghi alla fine resterà a palazzo Chigi: se viene eletto alla presidenza della Repubblica -va ripetendo a chiunque anche in queste ore- il governo cade e si va dritto al voto anticipato. Su questo punto, raccontano, è inamovibile ed ecco la determinazione che lo porta a giocarsi fino in fondo la partita e non perdere un’occasione unica. Da quando è arrivato a Roma, nel pomeriggio di ieri, non si è mai staccato dal telefono, fa incontri, ascolta tutti, prende appunti, fa mille calcoli sui chi potrebbe sostenerlo in Parlamento e chi no. Berlusconi sa benissimo, però, che senza il centrodestra unito non si va da nessuna parte. Da qui il perenne richiamo all’unità, rinnovato anche oggi nel corso di una telefonata a Matteo Salvini, che vedrà venerdì a Villa Grande insieme a Giorgia Meloni. «Io vedo una situazione positiva, non è una mission impossibile», assicura Antonio Tajani, numero due forzista, che si fa portavoce degli umori del Cavaliere.
Il timore, però, che serpeggia tra gli alleati e anche dentro Forza Italia, è che Berlusconi possa andare a sbattere, perdendo così l’occasione di «gestire» un’elezione che per la prima volta offre al centrodestra il ruolo di king maker. Tant’è, riferiscono, che chi in casa Fi, anche tra i fedelissimi, ha avvertito la classica puzza di bruciato, il sapore della candidatura di bandiera, avrebbe messo subito in guardia il Cav: prima di dare la tua disponibilità, verifica bene la compattezza della coalizione attorno al tuo nome… Il vertice di dopodomani, che si terrà dopo i funerali di Stato di David Sassoli (in anticipo rispetto alla precedente idea di farlo dopo la direzione Pd slittata a sabato proprio per la scomparsa prematura del presidente del Parlamento Ue), sarà l’occasione per capire se la candidatura di Berlusconi può reggere fino alla fine. Ancora non sono arrivati gli inviti ai centristi di «Coraggio Italia», Udc e Noi con l’Italia di Maurizio Lupi: allo stato, riferiscono, non è stato deciso se il summit sarà allargato o resterà un «trilaterale» tra Lega, Fdi e Fi.

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