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Il leader di Azione: sono divisi su tutto, non possono dare risposte

Carlo Calenda, Letta ha proposto a voi e al M5S un patto d’opposizione.
«Ma non è una proposta vera, è falsa. Tanto per dirne una, noi abbiamo presentato una proposta molto chiara sul tetto nazionale alle bollette, l’ho mandata a Letta, gli ho detto “lavoriamoci insieme” e nessuno lo ha mai più sentito. Quindi sono sempre espedienti retorici che nascondono il nulla. Non sta succedendo niente né su questo fronte né tanto meno su quello delle Regionali».

Un espediente retorico a che scopo, scusi?
«Secondo me Enrico è una persona molto umorale. I rapporti personali dominano rispetto alla politica, un po’ come ha fatto con Renzi prima delle politiche. Il tema è: siccome non sei venuto con me alle elezioni adesso non ti parlo. È un atteggiamento sbagliato e infantile».

Le opposizioni dovrebbero fare fronte comune?
«Non c’è nessun fronte comune, neanche interno al Pd. Metà partito sta già con Conte e infatti andrà alla manifestazione che, di fatto, è una manifestazione per la resa dell’Ucraina, sette deputati su undici hanno votato contro l’invio di armi… Ormai il Pd è già diviso in due campi. Proveranno a tenere tutto insieme attraverso un nuovo segretario che ricomincerà a dire “con Conte ma anche con Calenda”. È una cosa che non sta in piedi. E a proposito di Ucraina, io propongo a tutti i partiti, a cominciare da Pd e +Europa, una grande manifestazione a sostegno».

Non è un problema andare in ordine sparso?
«Certo, quanto meno noi e il Pd dovremmo riuscire almeno a lavorare su temi specifici come quello delle bollette. I dem si riempiono la bocca con la parola “sociale” ma se oggi c’è un tema che è devastante per la tenuta sociale è quello del costo delle bollette. Quando si accenderà il riscaldamento rischieremo di avere le persone che non solo vanno in piazza ma che non sono in grado di pagare le bollette. E allora su questo bisognerebbe concentrarsi ma io vedo solo tante chiacchiere sul nulla».

Che le sembra di questo avvio di Giorgia Meloni?
«Meloni non ha praticamente mai detto niente e dicono che è responsabile perché sta zitta. Però i temi veri oggi sono quelli di cui ha parlato anche Carlo Bonomi con grande nettezza alla Confindustria di Torino. Oggi bisogna che Meloni dica che le promesse assurde di Salvini e Berlusconi sulle pensioni e la flat tax non esistono e che però bisogna intervenire sull’energia anche mettendo soldi in più rispetto a quelli che ha messo Draghi. Ecco dovrebbe dire questo, ma parlano solo della Ronzulli».

Tornando al Pd, è proprio così difficile aprire un dialogo? «Il Pd non riesce a trovare l’unità su nulla, allora è meglio che si guardino in faccia e decidano se è il caso di continuare a stare insieme. Noi abbiamo bisogno di fare un’opposizione costruttiva ma serrata su questa destra che è già piena di contraddizioni ma non possiamo farla insieme a chi ha mezzo partito che va dal lato opposto rispetto alla linea filo-ucraina e con chi non è in grado di risponderti né sulle Regionali né tanto meno sulle proposte per l’energia».

Secondo lei per il Pd sarebbe più logico dividersi?
«Queste sono scelte loro. Semplicemente, io non so come si faccia a stare insieme se non si condivide nemmeno la politica estera».

Dunque niente dialogo e in ordine sparso anche alle regionali?
«Mi sembra che il Pd sia un partito con cui interloquire è molto complicato. Primo perché Letta non interloquisce. Non so con chi voglia farlo, anche perché Conte non vuole parlare con lui. Di questo passo andranno alle Regionali con Fratoianni… Mi pare proprio che stiano ripetendo l’errore delle Politiche».

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