I voti a favore sono stati 180, i contrari 26 e un astenuto. A Palazzo Madama sono state approvate modifiche su servizi pubblici locali, gas, porti, concessioni idroelettriche, farmaci e strutture sanitarie private, sistema di produzioni di medicinali emoderivati, ispezioni dell’Antitrust, rafforzamento del contrasto all’abuso di dipendenza economica delle piattaforme digitali

Primo (faticoso) giro di boa al Senato per il ddl Concorrenza, presentato a Palazzo Madama il 3 dicembre scorso. L’aula ha dato il via libera al provvedimento. I voti a favore sono stati 180, i contrari 26 e un astenuto. Dopo l’intesa di maggioranza, raggiunta la scorsa settimana, a partire dall’articolo 2 sulle gare per l’assegnazione delle concessioni balneari (che tuttavia ha la sostanza di un rinvio tecnico), il provvedimento si accinge così ad affrontare l’esame in seconda lettura alla Camera. Il provvedimento tornerà poi al Senato in terza lettura. Il via libera definitivo è atteso tra la metà di luglio e i primi giorni di agosto.

I temi che saranno affrontati dalla Camera
Qui andranno sciolti alcuni nodi che non sono stati volutamente affrontati al Senato: dai trasporti pubblici locali alla riforma dei taxi e del noleggio con conducente (Lega e Leu hanno già chiesto lo stralcio). Su quest’ultimo in particolare il centrodestra ha già annunciato battaglia. Si dovrà correre: il Pnrr pone come traguardo l’entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2021 per la fine del 2022 (decreti attuativi compresi). Il disegno di legge è stato qualificato come “collegato” alla manovra di finanza pubblica 2022-2024 con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2021. In Senato sono state approvate modifiche su servizi pubblici locali, gas, porti, concessioni idroelettriche, farmaci e strutture sanitarie private, sistema di produzioni di medicinali emoderivati, ispezioni dell’Antitrust, rafforzamento del contrasto all’abuso di dipendenza economica delle piattaforme digitali.

Spiagge, gare entro 2024, previste deroghe per il 2024
Nell’attesa di assistere a un probabile secondo round tra le forze politiche che sostengono la maggioranza, è dunque utile fare il punto su alcune soluzioni sui cui, ad oggi, è stata raggiunta l’intesa. A cominciare dal tema più spinoso: le nuove regole per le concessioni balneari. Queste saranno assegnate in base alle gare a partire dal primo gennaio 2024. Per avere un altro po’ di tempo dovranno esserci ragioni «oggettive, e connesse, a titolo esemplificativo, alla pendenza di un contenzioso o a difficoltà oggettive legate all’espletamento della procedura stessa». In questi casi ai Comuni serve un «atto motivato» per far slittare il bando, «per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2024». Nel corso del 2024 il governo dovrà trasmettere due relazioni sullo stato delle gare, evidenziandone l’esito e le ragioni che ne abbiano eventualmente impedito la conclusione.

Decisione rinviata sugli indennizzi
È stata invece rinviata (per ora) la soluzione del nodo indennizzi: saranno infatti i decreti attuativi a definire i «criteri uniformi», vale a dire omogenei da nord a sud, per la quantificazione dei rimborsi da riconoscere al «concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante». I risarcimenti saranno a carico dei nuovi concessionari, per il resto si deciderà tutto con il Dlgs che dovrà essere proposto dal ministero delle Infrastrutture e dal ministero del Turismo con il concerto di Transizione ecologica, Economia, Sviluppo e Affari regionali. Il rinvio sugli indennizzi a un decreto delegato consente di oltrepassare il voto amministrativo del 12 giugno. Tra gli altri punti da definire con il decreto attuativo, la garanzia di varchi per il libero e gratuito accesso, un tetto ai lotti e il loro frazionamento a tutela delle Pmi, adeguata considerazione ai fini dell’aggiudicazione di qualità e condizioni di servizio (in pratica i prezzi), criteri uniformi per i canoni annui.

Concessioni idroelettriche, slitta di un anno il termine per avviare gare regionali
Per quanto riguarda le concessioni idroelettriche, slitta di un anno, al 31 dicembre 2023, il termine entro il quale le procedure di assegnazione devono essere avviate dalla regione. Nel caso di concessioni che hanno un termine di scadenza precedente il 31 dicembre 2024, comprese quelle già scadute, le regioni possono prorogare a favore dell’attuale o ex concessionario fino a tre anni oltre la data di entrata in vigore della legge, stabilendo il canone ulteriore dovuto.

Servizi pubblici locali, si allenta la stretta sulle gestioni in-house
È stato stralciato l’obbligo per gli enti locali, negli appalti sopra soglia comunitaria, di giustificare con una motivazione anticipata la scelta di ricorrere alla gestione in-house. Ribaltata anche un’altra norma del governo: estesa alla modalità con gara l’obbligo di un sistema di monitoraggio dei costi ai fini del mantenimento degli equilibri di finanza pubblica, inizialmente previsto solo per l’in-house. Per l’istituzione di regimi speciali o esclusivi, si terrà conto anche «delle peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale» di determinati servizi pubblici.

Concessioni portuali, accordi integrativi con i privati
Sui porti nel passaggio in Senato è stata reintrodotta, rispetto al testo base del governo, la possibilità per le Autorità portuali di sottoscrivere, nell’ambito delle procedure di affidamento delle concessioni, accordi integrativi o sostitutivi con i privati, misura che secondo alcuni addetti ai lavori comporta il rischio che il contenuto delle concessioni possa essere ispirato almeno in parte dallo stesso concessionario.

Il dietrofront sui farmaci generici
Per quanto riguarda i farmaci generici, il Senato ha fatto dietrofront: resta infatti in campo la disciplina in vigore sul “patent linkage”. Il testo iniziale del Ddl ne prevedeva l’abrogazione mentre la riscrittura, oggetto di un accordo di maggioranza e alla base del nuovo emendamento sostitutivo, ha lasciato inalterata la situazione attuale. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di fatto, una volta che il produttore di farmaci avrà completato tutte le procedure per ottenere la rimborsabilità del medicinale da parte del Ssn, dovrà valutare anche l’eventuale copertura brevettuale residua.
Esce da Palazzo Madama modificato anche l’articolo 13 (ex-articolo 11) sulle procedure di assegnazione delle colonnine di ricarica da parte dei concessionari autostradali a cui è stato aggiunto inoltre l’articolo 14 con disposizioni per l’Anagrafe nazionale carburanti. È invece rimasto invariato l’articolo 15 (ex-articolo 12) sui servizi di gestione dei rifiuti.

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