Oggi il Consiglio dei ministri con le misure sul soccorso in mare. Tra una settimana gli altri interventi

Il decreto sicurezza messo a punto da Viminale e Palazzo Chigi sarà «spacchettato». La decisione arriva al termine di una giornata segnata dalle riunioni tecniche per mettere a punto il testo da portare in Consiglio dei ministri e dalle consultazioni tra i ministri competenti.
L’ipotesi di un provvedimento che intervenga su materie diverse non piace a una parte dell’esecutivo e alla fine si è scelto il compromesso di rinviare alla prossima settimana le nuove norme studiate per combattere la violenza di genere e le baby gang.
Il Consiglio dei ministri convocato per oggi approverà soltanto il nuovo codice per le Ong che effettuano il soccorso in mare prevedendo multe e blocco dell’attività per chi non le rispetta. E varerà anche lo snellimento delle procedure per chi arriva seguendo canali legali — primo fra tutti il decreto flussi — e per chi ha diritto ad ottenere l’asilo politico.

Il soccorso in mare
Obiettivo del nuovo regolamento è impedire che le navi delle organizzazioni umanitarie effettuino la raccolta dei migranti durante il viaggio dalle coste africane all’Italia. Per questo è previsto che per ogni missione possano effettuare soltanto un’operazione di salvataggio. Dopo aver soccorso le imbarcazioni in difficoltà dovranno attivare il sistema di assistenza comunicando la propria posizione e il numero di persone prese a bordo. Da quel momento non potranno effettuare altre soste — a meno che non vengano autorizzati dalla centrale operativa — fino all’approdo nel porto che sarà indicato. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno ripetuto più volte di non voler «consentire agli scafisti di scegliere chi può arrivare in Italia». Per questo nel testo è stata inserita una norma che vieta i trasbordi da un’imbarcazione all’altra. Le Ong avranno anche l’obbligo di informare gli stranieri soccorsi sulla possibilità di richiedere asilo. Si tratta di una norma che mira a imporre l’obbligo di accoglienza per lo Stato di bandiera della nave che effettua il salvataggio, ma su questo alcuni Paesi hanno già avanzato contestazioni in sede di Unione europea.

Il blocco e le multe
Nella bozza che sarà portata in Consiglio dei ministri è prevista una gradualità delle sanzioni. La prima volta in cui viene violato il codice la Ong subirà una sospensione di venti giorni. La seconda volta il periodo di blocco arriverà a sessanta giorni. Alla terza volta scatterà invece la confisca della nave. Non ci saranno conseguenze penali, ma l’armatore o comunque l’ente che possiede i mezzi rischia una multa da 10 mila a 50 mila euro. La competenza per questo tipo di sanzioni è stata affidata ai prefetti che dunque saranno i destinatari delle eventuali contestazioni. La Lega avrebbe voluto sanzioni e multe più severe — come del resto era stato previsto dai decreti sicurezza approvati dal governo gialloverde quando a Palazzo Chigi c’era Giuseppe Conte e al Viminale Matteo Salvini — ma le correzioni imposte all’epoca dal Quirinale e le successive modifiche parlamentari hanno escluso che si potesse andare oltre quanto è già stato previsto.

Asilo e nulla osta
Proprio per marcare la volontà di favorire l’immigrazione legale sono state previste semplificazioni per gli stranieri che richiedono il nulla osta alla firma di un contratto di lavoro subordinato e per chi dimostra di avere diritto all’asilo. Corsie preferenziali per gli arrivi saranno previste anche per gli Stati che firmeranno accordi per i rimpatri.

I femminicidi
C’è accordo tra i ministri sulla volontà di rendere più efficace la prevenzione sulla violenza di genere e su quella domestica, ma su diverse norme inserite nel decreto si è deciso di compiere alcuni approfondimenti. In particolare è stata contestata la possibilità di prevedere una flagranza differita per chi compie atti di aggressione, così come avviene adesso per l’identificazione dei tifosi attraverso i filmati analizzati dopo gli scontri fuori e dentro gli stadi. Gli uffici legislativi dell’Interno e della Giustizia dovranno effettuare alcune correzioni e per questo il testo potrebbe essere presentato nel Consiglio dei ministri che sarà convocato la prossima settimana.

Le baby gang
Anche sulle norme che mirano a punire le baby gang si è ritenuto necessario un approfondimento. Rimane confermata la possibilità di sottoporre a daspo i minori che compiono atti di violenza impedendo loro la frequentazione di alcune aree e locali pubblici, così come l’interdizione all’uso del cellulare per combattere il cyberbullismo. Ma perché si tratta di un’estensione ai maggiori di 14 anni di sanzioni che adesso sono previste soltanto per i maggiorenni, si è ritenuto opportuno varare un provvedimento ad hoc che possa anche rispondere ai criteri di necessità e urgenza indispensabili per procedere con un decreto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to Top
Torna su