La bozza del decreto sicurezza: l’approvazione potrebbe arrivare già nella riunione dell’esecutivo prevista per domani o al massimo in quella della prossima settimana

Ammonimento e pene più severe per chi minaccia le donne e non rispetta i provvedimenti già imposti, daspo esteso ai minorenni che fanno parte delle baby gang, codice di comportamento per le Ong che effettuano salvataggi in mare: il governo è pronto a varare il decreto sicurezza. La riunione tecnica degli uffici legislativi è fissata per questo pomeriggio a Palazzo Chigi.
Dopo l’esame della bozza messa a punto con un lavoro coordinato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’approvazione potrebbe arrivare già nella riunione dell’esecutivo prevista per domani o al massimo in quella della prossima settimana. La premier ha chiesto massima condivisione per arrivare a un testo che rispecchi le indicazioni della maggioranza, senza escludere che alcune disposizioni — in particolare quelle di protezione per donne e minori — possano essere votate anche dalle opposizioni.
Certamente più controverso è il capitolo che riguarda l’attività delle Organizzazioni non governative e per questo nella premessa della bozza si parla di «attività conformi alle norme nazionali e alle convenzioni internazionali», ma è stata eliminata la possibilità di procedere penalmente per chi non le rispetta. Rimangono invece le sanzioni amministrative con multe e sequestri delle imbarcazioni, prevedendo anche la confisca dei mezzi utilizzati da chi soccorre i migranti, che dovranno essere decise dai prefetti.

Le tappe
Già nel programma elettorale la coalizione di centrodestra aveva inserito l’approvazione di un nuovo decreto sicurezza, visto che le norme varate dall’esecutivo gialloverde guidato da Giuseppe Conte con Matteo Salvini al Viminale erano state modificate o abolite. Saranno i capi degli uffici legislativi dei dicasteri coinvolti — Interno, Giustizia, Esteri, Infrastrutture, Lavoro — a mettere oggi a punto gli ultimi dettagli. La bozza è pronta e — se non ci saranno intoppi di carattere tecnico, ma soprattutto politico — potrebbe arrivare in Consiglio già domani. Oltre alle norme sulle Ong si dovrà esaminare con i delegati del Guardasigilli l’attuazione delle disposizioni che riguardano i minori e quelle per stalker e femminicidi.

Inasprite le pene
Obiettivo del provvedimento è potenziare l’attività di prevenzione per impedire che persone già segnalate possano compiere atti di violenza nei confronti delle donne. Nella bozza di decreto è previsto l’ampliamento dei casi in cui il questore potrà emettere un provvedimento di ammonimento, in particolare per gli stalker. E ci sarà una norma che consente di imporre, nelle situazioni di pericolo, il divieto di soggiorno e di avvicinamento nei luoghi frequentati dalla vittima. Saranno inoltre inasprite le pene per chi è già stato ammonito e viola le disposizioni. Sarà trasferito in carcere chi è sottoposto al controllo elettronico attraverso il braccialetto ma tenta di manometterlo. Forze dell’ordine e presidi sanitari avranno l’obbligo di informare la vittima sui centri antiviolenza che si trovano sul territorio e dovranno provvedere alla sua sistemazione in una delle strutture se sarà presentata una richiesta di questo tipo.
Cambia anche il sistema di risarcimento, prevedendo una provvisionale che diventa una forma di ristoro anticipato, già dopo una prima sentenza di condanna.

Il divieto di cellulare
Per combattere il fenomeno criminale delle baby gang è stato deciso di ampliare l’applicazione del daspo anche ai minori, purché abbiano compiuto 14 anni. La misura sarà presa nei casi più gravi e prevederà l’interdizione alla frequentazione di alcune aree proprio come già avviene per i maggiorenni. Sulla falsariga del provvedimento adottato dopo l’omicidio di Willy Montero — massacrato a calci e pugni nel settembre 2020 — anche chi ha meno di 18 anni potrà così subire l’interdizione a entrare nei locali pubblici e stare nei luoghi della movida. Per contrastare gli episodi di bullismo via web potrà anche essere disposto il divieto di utilizzo del cellulare e di altre apparecchiature elettroniche. Una norma prevista sia per i minorenni, sia per gli adulti.

Il Taser
Tra le misure messe a punto dai tecnici dei Viminale c’è anche l’utilizzo del Taser — la pistola elettrica che le forze dell’ordine già utilizzano come strumento di dissuasione — in tutte le situazioni di rischio, anche nei Comuni più piccoli dove attualmente non era stato previsto come dotazione per poliziotti e carabinieri.

Il codice per i salvataggi
Il governo vara per decreto il codice di comportamento per le Ong e restringe in maniera drastica le possibilità di intervento dei salvataggi in mare. La linea del ministro Piantedosi è stata evidenziata più volte e ribadita dalla presidente Meloni: «Non ostacoleremo il soccorso dei naufraghi, ma non consentiremo alle navi di rimanere per giorni in mare. In questo modo garantiremo anche ai migranti di poter essere subito assistiti».
Chi soccorre le imbarcazioni in difficoltà potrà compiere soltanto un salvataggio e dovrà subito informare la Guardia Costiera e le altre istituzioni di aver effettuato l’intervento, chiedendo contestualmente l’approdo in un porto sicuro. Vietati anche i trasbordi da un’imbarcazione all’altra. Una volta effettuato il soccorso i volontari delle Ong dovranno informare i naufraghi della possibilità di chiedere asilo attivando così la procedura per la ricollocazione. Chi non rispetterà queste regole rischia multa e sequestro della nave. Per chi invece arriva in Italia attraverso il decreto flussi o regolarizza la propria posizione è stata prevista la semplificazione delle norme per ottenere il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato e altre agevolazioni.

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