Elezioni comunali

A Parma il candidato del centrosinistra avanti con Guerra: «Risultato oltre le previsioni». Fdi-Lega avanti a Gorizia, Alessandria, Pistoia, Belluno

Arrivano i risultati delle Amministrative che vedono al primo turno 971 Comuni, di cui 142 con popolazione superiore a 15 mila abitanti e altri 829 con un numero pari o inferiore di residenti, per un totale di 8.831.743 elettori. In particolare, sono stati chiamati al voto 22 capoluoghi di provincia e 4 di regione: Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Lodi, Monza, Belluno, Padova, Verona, Gorizia, Genova, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, Viterbo, L’Aquila, Barletta, Taranto, Catanzaro, Palermo, Messina, Oristano.

La città principali
Alle Comunali di Verona il candidato Damiano Tommasi (centrosinistra) raggiunge il 39,8% seguito da Federico Sboarina (centrodestra) al 32,7% e Tosi al 23,9%. E Tosi sul ballottaggio che deciderà il sindaco fra due settimane: «Sarà determinante il mio consenso». Secondo la quinta proiezione Opinio-Rai, con una copertura di campione dell’86%, nelle elezioni comunali di Palermo, il candidato Roberto Lagalla si attesta al 47%, mentre Franco Miceli al 28%.In base alla legge regionale sarebbe eletto sindaco di Palermo. Al secondo posto Franco Miceli (centrosinistra) con il 28,4%. Al terzo posto Fabrizio Ferrandelli al 14,8%. Al quarto posto Rita Barbera al 4,5%. La copertura è del 59%.
Alle comunali di Genova, il candidato di centrodestra e sindaco uscente Marco Bucci si avvia alla riconferma con il 55,38%, seguito dal candidato Ariel Dello Strologo, sostenuto dal centrosinistra e dal M5s al 38,12%. E sempre in Liguria, il centrodestra conferma al primo turno il sindaco di La Spezia: quando restano da scrutinare 6 sezioni spezzine su 96, il vantaggio di Pierluigi Peracchini al 53,48% è incolmabile. Il centrodestra strappa al primo turno il sindaco di Belluno alle liste civiche. Oscar De Pellegrin, sostenuto da Lega, FdI, centristi e civiche, ha ottenuto il 50,73% dei voti. Nella quinta proiezione Opinio-Rai, con una copertura di campione del 82%, nelle elezioni comunali de L’Aquila, il candidato Pierluigi Biondi si attesta al 51%, a seguire Americo Di Benedetto, al 24,7%, e Stefania Pezzopane, al 23%. Alle comunali di Parma il candidato Michele Guerra (centro-sinistra) raggiunge il 45,5%, seguito da Pietro Vignali (centro-destra) con il 21,5%.«Un risultato che sarebbe storico per il centrosinistra, che qui a Parma non vince da anni. È un modello che guarda al futuro e questi risultati ci danno ragione, ora altre due settimane» sottolinea Guerra.
Secondo la quinta proiezione Opinio-Rai, nelle elezioni comunali di Catanzar, il candidato Valerio Donato si attesta al 43,8%, mentre Nicola Fiorita al 31,2%.

Le reazioni
Lagalla è il primo sindaco eletto a parlare. E dopo il ringraziamento degli elettori sottolinea che: «Hanno deciso di sostenere le liste di centrodestra in queste amministrative assegnando a chi vi parla il ruolo di sindaco. Ceto vi è da segnalare una forte critica affezione che lascia pensare tanto in Italia, quanto qui a Palermo dove si sono verificati fatti che hanno appesantito l’affezione politica (in riferimento alla vittoria del Palermo promosso in serie B e la defezione di alcuni seggi elettorali ndr.)». Ha poi aggiunto: «Lavoreremo con tutto il Consiglio comunale per questa città afflitta da tanti problemi, a partire dal bilancio».

I progressisti e il Pd
«Dove si va divisi vince la destra» dice Francesco Boccia, che ha parlato per il Pd sottolineando l’importanza delle coesione: «Pd primo partito da Nord a Sud». Simona Malpezzi Debora Serracchiani, Peppe Provenzano, Francesco Boccia e Marco Meloni tutti sorridenti in un selfie di gruppo al Nazareno. Lo ha postato su twitter Meloni, fedelissimo di Enrico Letta e coordinatore della segreteria. «Qui al Nazareno alle prese con le prime analisi della prima tappa: il traguardo è fissato al 26 giugno, ma già oggi ottimi risultati per i candidati del csx, con il Pd quasi ovunque primo partito. Avanti così!». E poi: «I risultati che si stanno configurando incoraggiano la linea scelta ovunque dal Pd. Dove le forze progressiste sono unite, i risultati sono venuti». Lo dice Walter Verini, esponente della segreteria Pd, commentando i dati delle elezioni Amministrative. «Colpiscono i risultati di Verona, Lodi, Parma e Piacenza», aggiunge Verini. «Nel Nord che sembrava inespugnabile, le forze di centrosinistra hanno ottenuto risultati soddisfacenti».

Il leader del centrodestra
Il primo leader di partito a parlare è stato il capo della Lega Matteo Salvini che, a proposito della leadership del centro destra ha parlato così: «Saranno gli elettori alle prossime politiche a decidere». Ma Fdi ha fatto il pieno nei centri più importanti con Giorgia Meloni che vince su Salvini a Gorizia, Alessandria, Pistoia, Belluno. La competizione interna tra Lega e FdI rischia di diventare un dato per nulla secondario. Secondo la prima proiezione sui voti di lista alle elezioni comunali, realizzata dal consorzio Opinio Italia per la Rai, Fratelli d’Italia ha superato la Lega a Genova (10,1% contro il 6,7%), a L’Aquila (18,8% contro 12,5%), Verona (10,2% contro 6,5) e a Parma (6,9% per FdI, 4,6 per la Lega). A Palermo Fratelli d’Italia si attesta all’8,4%, Prima l’Italia (la lista voluta da Salvini) al 4,7. E potrebbe non essere un caso che sia la Lega che soprattutto FdI tengano a ribadire la “regola base” per le politiche e la scelta della premiership: «Noi rispettiamo sempre le regole: chi prende un voto in più esprime il premier» scandisce Rauti. «La regola vale ancora. Vedremo, quando ci saranno le elezioni politiche, chi vorrà stare nel centrodestra. FdI è nel centrodestra» aggiunge il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli.

Micciché annuncia la svolta in Forza Italia
«Forza Italia ha bisogno di coesione vera, non di quella detta davanti ai giornalisti. In questa campagna elettorale non l’abbiamo avuta completamente, ci sono stati nostri uomini che si sono impegnati meno di altri per cui non c’è dubbio che un ragionamento nel partito va fatto. Far finta che in questi ultimi tre mesi non sia successo nulla sarebbe un grande errore per me e lo sarebbe per Fi». Così il leader di Fi in Sicilia, Gianfranco Miccichè, parlando con i cronisti nel comitato di Roberto Lagalla. Miccichè ha aggiunto: «Abbiamo avuto la capacità di rimettere insieme il partito per queste elezioni, siamo riusciti a essere primi a Palermo ma gli ultimi tre mesi sono esistiti, non sono stati un sogno o un incubo ma la realtà e certe cose bisogna sistemarle e fare in modo che non si ripetano più».

Renzi: “Con queste elezioni Iv supera i 5S”
«Più ci buttano giù nei sondaggi, più cresciamo tra gli eletti. Con queste elezioni Italia Viva sorpassa i Cinque Stelle come numero di sindaci eletti (ormai un centinaio), ma soprattutto pone le basi per sorpassare i cinque Stelle come voti alle prossime politiche». Matteo Renzi, leader di Iv lo scrive nella Enews commentando i risultati delle amministrative. «Lasciamo loro i sondaggi, teniamoci le elezioni vere» aggiunge.

La sconfitta dei Cinque Stelle – La delusione di Conte
Parla per i Cinque Stelle il presidente Giuseppe Conte che dopo aver sottolineato che «I dati non ci soddisfano, non ci sono giustificazioni». «I dati che emergono dalle amministrative non ci soddisfano. Non possiamo cercare giustificazioni di comodo. Ma c’è dato che mi fa male ed è quello dell’astensionismo».
Meloni: «Gli elettori di centro destra vogliono una coalizione unita e chiaramente alternativa alla sinistra. Vedo un ritorno al bipolarismo, il centro destra non deve essere ondivago».

Perché Lodi è importante
«Su 26 capoluoghi di provincia la volta scorsa ne avevamo vinti solo sei: questa volta già al primo turno tre vittorie importanti, il sindaco Melucci confermato a Taranto, Giordani riconfermato a Padova. E c’è Un nuovo sindaco di centrosinistra a Lodi strappato alla Lega. In bocca al lupo ad Andrea Furegato, sarà all’altezza delle aspettative dei cittadini Lodi. Un giovane di 25 anni, è veramente un gran bel segnale». A dirlo il segretario del Pd, Enrico Letta, in un video su Instagram. Su Lodi, infatti, si sono concentrate le attenzioni dello stato maggiore del Partito Democratico in queste ore anche perché proprio nella città lombarda Letta ha voluto fare la chiusura della campagna elettorale. Un test importante, quello del voto comunale, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno. Politiche in cui bisognerà scegliere fra progressisti e destre: «Non ci sono altre opzioni in campo» sono state le parole del leader dem. Lodi è, infatti, uno dei Comuni simbolo della sconfitta dem alle amministrative del 2017. La scelta della città lombarda per la chiusura della campagna delle Comunali, però risponde anche a un’altra considerazione. Il candidato locale Andrea Furegato ha solo 25 anni. Chi meglio di lui può rappresentare quel Pd dei giovani, sensibile ai temi del lavoro, della scuola, della casa e dell’ambiente messi al centro dell’agenda dal leader dem fin dal suo insediamento al Nazareno? Ma soprattutto: in una campagna che si è accesa sui temi del salario minimo e del voto europeo sul pacchetto clima “Fit for 55”, avere al fianco un candidato ventenne offre un assist importante per tornare su questi dossier. L’ultima considerazione che fa puntare i fari dem su Lodi riguarda gli avversari: il centrodestra unito sostiene, infatti, Sara Casanova, leghista e sindaca uscente. Una prova di tenuta per il campo largo in via di definizione.

In Lombardia oltre un milione di cittadini al voto
Nei 127 Comuni lombardi oltre un milione di cittadini chiamati ieri alle urne ieri per rinnovare i consigli comunali, tra questi tre capoluoghi: Como, Lodi e Monza dove il rischio ballottaggio è maggiore. A Monza nove gli sfidanti per la fascia di sindaco: Dario Allievi cerca la conferma contro Paolo Pilotto candidato del centrosinistra che ha vinto le primarie del Pd ed è sostenuto anche da Italia Viva; tra gli «outsider» la lista di area no vax («3V – Vaccini vogliamo verità»). Cinque i candidati a Lodi con la sindaca leghista Sara Casanova a caccia del secondo mandato, mentre a Como il sindaco uscente non è stato ricandidato: Giordano Molteni, scelto dalla coalizione di centrodestra, dovrà battere il centrosinistra con Barbara Minghetti. In provincia di Milano il centrodestra governa in cinque degli 11 Comuni sopra i 15mila abitanti chiamati al voto – Sesto San Giovanni, Abbiategrasso, Garbagnate Milanese, Senago e Magenta dove debutta il partito ‘La Nuova Italia’ fondato dalla locale comunità islamica – e in tre su cinque in provincia di Monza (oltre al capoluogo, Meda e Lentate). Pd e alleati, invece, a San Donato Milanese, Cernusco sul Naviglio, Buccinasco, Melegnano, Vimodrone e poi a Lissone e Cesano Maderno. Sola eccezione è la città di Melzo, retta da un’alleanza civica. Tre i comuni lombardi dove si torna a votare in anticipo, prima della scadenza del mandato: Bienno nel Bresciano, Grezzago in provincia di Milano e Tartano (Sondrio) dove il sindaco è decaduto dopo una vicenda giudiziaria. Per i 313 candidati l’affluenza rappresenta un’incognita e pesa soprattutto in 18 piccoli Comuni dove si presenta un unico aspirante sindaco che dovrà battere solo il quorum. In caso contrario, si andrà al commissariamento. Rischio che corrono i comuni lombardi di Porlezza, Blessagno, Aprica, Valdidentro, Provaglio Val Sabbia, Torricella Pizzo, Premana, Bozzolo, Gazzuolo, San Giovanni del Dosso, Leffe, Sovere, Villa d’Adda, Bardello, Sangiano, Galliate Lombardo, Marzano e Magherno. Niente elezioni e commissariamento diretto a Robecco d’Oglio (Cremona) dove il sindaco uscente Marco Pipperi con tre mandati alle spalle non può più candidarsi e dove nessuno si è reso disponibile a prendere la fascia tricolore. Da domani assumerà la guida del Comune di circa 2.400 anime un commissario.

In Sardegna già eletti 26 sindaci
Oltre ad Arzachena e Carloforte, sono complessivamente 26 i Comuni sardi, sui 27 dove era stata presentata una sola lista, dove si conosce già il nome del sindaco. Il quorum non è stato raggiunto soltanto a Milis, in provincia di Oristano, dove ha votato il 34,9% degli aventi diritto e verrà nominato un commissario. Nel Sud Sardegna riconfermato a Castiadas Eugenio Murgioni, così come a Vallermosa Francesco Spiga e a Nurallao conferma per la sindaca Rita Aida Porru; a Pimentel eletto Damiano Aresu. In provincia di Oristano, ad Aidomaggiore, eletto Antonello Virdis. Il nuovo sindaco di Nureci è Emanuel Atzori; a Siamanna riconfermato Franco Vellio Melas, così come a Tinnura Pietro Fadda e Giovanni Maria Luigi Mastinu a Tresnuraghes. A Zerfaliu eletto Pinuccio Chelo. A Mogorella il sindaco è Lorenzo Carcangiu, mentre a Seneghe eletta Albina Mereu. In provincia di Nuoro, a Sorgono il nuovo sindaco è Francesco Zedde; a Teti confermato Costantino Tidu; a Lodine eletto Davide Cualbu; a Girasole Lodovico Piras. Alfredo Cannas è il sindaco di Osini, Giovanna Porcu di Orune. In provincia di Sassari, Fabio Albieri è stato eletto sindaco di Calangianus, ad Anela Giangiuseppe Nurra, Enrico Lobino a Florinas, Alessandro Mura a Padria, Antonella Buda a Semestene, Pietro Carbini a Santa Maria Coghinas. Per tutti gli altri Comuni le operazioni di scrutinio cominceranno alle 14. Nell’Isola l’affluenza definitiva è stato del 56,3%.

Il primo sindaco eletto in Puglia è donna
È una donna il primo sindaco eletto in Puglia in questa tornata delle elezioni amministrative: si tratta di Lucilla Parisi che, con la lista “Uniti per cambiare”, viene confermata prima cittadina nel piccolo centro di Roseto Valfortore nel Subappenino dauno, in provincia di Foggia. Ha ottenuto 440 voti, con una percentuale del 78,01% dei voti e sette seggi per la lista.

L’analisi di YouTrend
Nel voto di lista emerge un testa a testa tra centrodestra e centrosinistra. Secondo gli ultimi dati elaborati da YouTrend, nel totale dei comuni con oltre 15mila abitanti la lista più votata è il Pd (17,2%),davanti a Fdi (10,3%), Lega (6,7%) e Fi (4,6%). La parte del leone, scrive il portale, la fanno però le liste civiche: quelle di c.destra (che raccolgono ben il 22,2%) ma anche quelle di centrosinistra (18,7%). Nel complesso, le liste di centrodestra ottengono il 43,8% dei voti validi, contro il 41,9% ottenuto dalle liste della coalizione “giallo-rossa”, in cui però spicca in negativo il dato del M5S, che raccoglie solo il 2,1%. I dati, precisa YouTrend, sono calcolati sul totale dei voti validi nei comuni superiori italiani (esclusi quelli in Sicilia e FVG), e che molti partiti hanno presentato le proprie liste solo in una parte – talvolta una minoranza – dei comuni al voto. Analoga a quella appena descritta poi è la situazione, sempre elaborata da YouTrend, relativa ai soli comuni capoluogo: qui le coalizioni di centrodestra ottengono il 46,2% e quelle di centrosinistra il 44,3% e si conferma il forte peso avuto dalla liste civiche sia dell’una che dell’altra coalizione (25% e 16,8% rispettivamente).

Il caso Oristano
A quasi otto ore dall’inizio delle operazioni di spoglio si registrano ancora gravi difficoltà a Oristano dove ieri si e’ votato per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco. Neppure un terzo delle sezioni ha completato le procedure, tanto che non si esclude anche un possibile stop e un intervento degli uffici preposti del Tribunale per ultimare il vaglio delle schede e superare il caos. La situazione di estrema gravita’ sarebbe la conseguenza di molteplici fattori. Nelle sezioni elettorali sono stati impiegati diversi presidenti al primo incarico. Si sarebbero subito trovati in difficoltà e tali difficoltà sarebbero aumentate col passare delle ore. Si è appreso, inoltre, che alcuni scrutatori hanno lasciato l’incarico. In diverse sezioni le operazioni di spoglio sono state aperte regolarmente alle 14, ma per alcune ore non si è proceduto all’attribuzione dei voti in attesa di presunti chiarimenti. Già sabato si era registrato un problema molto serio: erano stati corretti tutti i manifesti elettorali, per la mancanza del nome di una candidata.

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