Il segretario dem Letta in direzione nazionale: “Sarà il voto più importante di sempre e noi siamo pronti”. Renzi potrebbe riunione i suoi

Ambiente, alleanze, vaccini, diritti e la sfida al centrodestra. Soprattutto a Giorgia Meloni: “O noi o lei, non ci sarà un pareggio”, dice Enrico Letta in direzione nazionale del Pd allargata ai gruppi parlamentari. Il segretario dem è pronto ad affrontare le elezioni del 25 settembre, “il voto più importante di sempre”, osserva. Ed è pronto ad assumersi “il ruolo di front-runner della nostra campagna elettorale”. Il Pd, “il partito più ambientalista d’Europa” deve “combattere, mettercela tutta” ma senza rinnegare i tre anni passati “perché senza il lavoro al fianco del M5S non ci sarebbe stato il governo Draghi”, precisa il segretario dem in direzione. Mentre sta per concludere il suo intervento (“Abbiamo dovuto vedere Salvini pieno di Madonne, vedremo Berlusconi con le foto del 2002 e ascolteremo dalla Meloni le parole della peggiore destra sovranista, ma vinceremo noi”), Carlo Calenda annuncia: “Draghi dicesse che non è disponibile come premier allora mi candiderei io”. A 60 giorni dalle elezioni politiche, domina il tema del rebus delle alleanze. Da una parte il diktat della leader di FdI Giorgia Meloni che chiede alla sua coalizione di stabilire subito le regole per definire il futuro premier. Dall’altra il confronto nel centrosinistra che potrebbe spingere a un’intesa il segretario del Pd Enrico Letta e quello di Azione Carlo Calenda. Oggi potrebbe esserci un incontro proprio con Calenda. Mentre questa sera Matteo Renzi potrebbe convocare i suoi parlamentari e annunciare la corsa in solitaria.

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