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Salgono a 14,3 miliardi di euro le risorse a disposizione del governo per il decreto legge Aiuti bis, che dovrebbe essere varato la prossima settimana e che conterrà la proroga delle misure per contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette di luce e gas, ma probabilmente anche la replica del bonus da 200 euro per lavoratori e pensionati con redditi fino a 35 mila euro e forse anche un taglio temporaneo dell’Iva sui beni di prima necessità.
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato la relazione del ministro dell’Economia, Daniele Franco, che aggiorna il disegno di legge sull’assestamento di bilancio 2022, certificando uno spazio finanziario di 14,3 miliardi, «interamente dovuto alle maggiori entrate». Secondo la relazione di Franco, sulla base dei primi sei mesi dell’anno, il deficit 2022 dovrebbe essere infatti di 0,8 punti percentuali di Pil inferiore al previsto (5,6% nel Def). La relazione verrà votata domani alla Camera (è richiesta la maggioranza assoluta, perché si ricorre al deficit, sia pure non aggiuntivo). Poi, la prossima settimana, il Consiglio dei ministri approverà il decreto Aiuti bis che servirà, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, per «contrastare gli effetti su famiglie, imprese ed enti pubblici dell’aumento dei prezzi dell’energia, dell’inflazione, del perdurare della diffusione del Covid-19, dell’emergenza siccità».
Una parte dei 14,3 miliardi, circa due miliardi, dovrà però coprire provvedimenti già adottati, in particolare l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette, ora in vigore fino alla fine di settembre, e che dovrebbe essere prorogato di altri tre mesi. Per finanziare le nuove misure resterebbero quindi una dozzina di miliardi. Sei miliardi e mezzo servirebbero solo per replicare l’una tantum di 200 euro per 31 milioni di lavoratori e pensionati. E circa tre miliardi e mezzo sarebbero necessari per prorogare appunto di tre mesi l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette di luce e gas. Rimarrebbero un paio di miliardi. Un miliardo al mese costa la proroga del taglio delle accise sui carburanti, per ora in vigore fino al 21 agosto. Non sembrerebbe quindi esserci spazio per interventi significativi sull’Iva, anche se la Lega insiste.
Sulle decisioni che saranno prese influiranno anche gli incontri con le parti sociali. Ieri il premier, Mario Draghi, ha visto le associazioni imprenditoriali dell’agricoltura, dell’artigianato e la Confapi. Oggi vedrà i sindacati Cgil, Cisl e Uil e poi le associazioni del commercio e delle cooperative. Sempre ieri il governo ha incassato alla Camera il via libera al disegno di legge delega sulla concorrenza. Un provvedimento sul quale l’Italia si è impegnata nel Pnrr. Il Piano prevede infatti che non solo la legge, ma i decreti attuativi della stessa siano approvati entro la fine di quest’anno. Ma la delega deve tornare al Senato e poi ci sono le elezioni, con le forze politiche divise su diversi punti dello stesso provvedimento. Ieri il disegno di legge delega è stato approvato con 345 voti a favore e 41 contrari (Fdi e Alternativa). Il partito di Giorgia Meloni rivendica di essere stato l’unico nel centrodestra a votare contro, soprattutto per difendere i balneari che, pur avendo ottenuto una proroga delle concessioni fino al 2023, vogliono lo stralcio delle norme che prevedono la messa a gara delle stesse, sulla scia di quanto deciso sulle licenze di taxi: norma appunto tolta dal provvedimento dopo le proteste della categoria, sostenute in particolare dal centrodestra. Dopo la caduta del governo Draghi, Lega e Forza Italia hanno però deciso di far passare il disegno di legge, contando sul fatto che spetterà al prossimo governo emanare i decreti attuativi della delega. Governo che, sulla base dei sondaggi, lo stesso centrodestra spera di guidare. Ma sono molti i decreti che dovranno essere emanati, perché la legge si occupa, tra l’altro, di concorrenza in materia di trasporti, telecomunicazioni, sevizi idroelettrici e rifiuti.

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