I temi del digitale sono stati un po’ ai margini della campagna elettorale appena conclusa. Il partito di Meloni è intervenuto su diversi temi nel corso dell’ultimo anno, dalle startup al ruolo dei social network, passando per algortimi e cybersecurity.

Sovranità digitale. La proposta politica di Fratelli d’Italia sui temi dell’innovazione ruota intorno a un concetto restato ai margini di tutta la campagna elettorale. La sovranità digitale italiana è il principio al quale aderiscono i temi della cybersecurity, il rapporto con i grandi colossi tecnologici, quello con le superpotenze, la revisione del Pnrr e il tema delle startup e della sorveglianza di massa che potrebbe essere causata dalle nuove tecnologie.
Un tema tanto centrale che per Federico Mollicone, responsabile Innovazione del partito guidato da Giorgia Meloni, dal concetto di sovranità digitale passa “la credibilità dell’Italia e dell’Europa rispetto alle grandi nazioni”. FdI rivendica di essere stato il primo partito a parlare di questo tema. Mollicone un anno fa manda in stampa “L’Italia in scena – La cultura, l’innovazione, la pandemia. Tre anni di battaglie fuori e dentro il Palazzo per costruire la destra di governo”. Una raccolta dei suoi atti parlamentari con le sue proposte sul digitale e la gestione dell’industria culturale.
La prefazione viene affidata a Meloni, che nelle sue pagine elenca i cavalli di battaglia di FdI: il ruolo dell’intelligenza artificiale; il diritto a essere connessi; il ruolo dello Stato; il rapporto con gli Over the top; una tassa più incisiva sui servizi della rete e la regolamentazione delle piattaforme. “Da patrioti il nostro obiettivo” è “difendere gli italiani e l’interesse nazionale in ogni forma si declini”, scrive Meloni. E la declinazione di questa difesa fa leva sul concetto di sovranità digitale.

La liberta dei cittadini e il ruolo delle piattaforme
Anche nel programma di Fratelli d’Italia ci sono riferimenti ai temi del digitale e dell’innovazione. Il termine digitale è usato dieci volte, due delle quali per promuovere turismo e cultura anche online. Ma c’è un passaggio del programma dove la posizione di FdI si fa più diretta. Si tratta del capitolo 12, titolato: “A difesa della libertà e della dignità di ognuno”. Tre i punti rimarcati.
Il primo: “No all’introduzione di strumenti di controllo digitale di massa e di compressione delle libertà individuali o a meccanismi di scoring, come la ‘cittadinanza a punti’ su modello cinese”, con riferimento alle piattaforme che il governo di Pechino ha lanciato nel tentativo di premiare cittadini meritevoli di aver seguito delle regole decise dal governo centrale.
Il secondo: “Contrasto alla censura arbitraria dei social network e garanzia del rispetto della libera manifestazione del pensiero da parte delle grandi piattaforme di comunicazione”. Qui si tratta di una battaglia che vede i conservatori opposti alle grandi piattaforme social un po’ in tutto il mondo. I social stati spesso accusati di essere essere assoggettati al pensiero liberal americano, arrivando a censurare il pensiero, talvolta i politici di destra se le loro posizioni entravano nel radar dei ‘discorsi d’odio’.
Terzo: “Garanzia di massima sicurezza nella protezione dei dati personali”, che rientra nel grande capitolo della sicurezza informatica. Ci torneremo. Nel programma di FdI ci sono altri riferimenti ai temi digitali. Si parla di sostegno alle startup nel capitolo sui giovani, ma non sembrano esserci nella versione pubblicata online approfondimenti sul mercato di riferimento o sugli investimenti in capitale di rischio. Per cercare altre indicazioni occorre rifarsi alle dichiarazioni che Mollicone ha rilasciato in questi mesi alle agenzie di stampa e ai media.

Startup e ruolo di Cassa depositi e prestiti
In una lettera a Formiche.net del 30 aprile scorso, Mollicone scrive: “Senza sovranità digitale non possono esserci sovranità politica ed economica: proponiamo – quindi – una direzione nazionale alle politiche dell’innovazione. Vanno tutelate le piccole e medie imprese e le startup che sono fondamentali per la crescita della Nazione, attraverso incentivi”.
Sul tema delle startup, Mollicone nel suo libro propone una “ridefinizione del ruolo di Cassa depositi e prestiti”, diventata architrave della strategia nazionale dell’innovazione con il ruolo assunto nel mercato delle startup da Cdp Venture Capital. Per Mollicone questa azione va rivista “all’interno della più ampia normativa sul Golden power, per salvaguarda i nostri gioielli dell’innovazione, ora in grande difficoltà, che rischiano di essere predati”.

Il registro unico degli algoritmi della Pa
Mollicone in diverse interviste ha sottolineato come l’uso dei dati per la pubblica amministrazione e l’impiego di tecnologie che adottano l’intelligenza artificiale vada regolamentato. “È in questo periodo di cambiamento tecnologico che è urgente e cruciale una politica pubblica che regolamenti l’uso dell’Intelligenza artificiale se vogliamo promuovere la trasformazione digitale tutelando i diritti dei cittadini”.
Mollicone di conseguenza ha proposto in più occasioni la “creazione un registro pubblico degli algoritmi e delle tecnologie di intelligenza artificiale utilizzate per l’amministrazione pubblica”, in maniera tale da garantire “la trasparenza e i diritti digitali dei cittadini. L’infrastruttura cloud, vera cassaforte dei nostri dati, deve rimanere sotto controllo pubblico”.

Reti e sovranità
“Le reti sono un settore chiave per la Nazione e il fare predatorio di alcuni gruppi industriali, con dirette connessioni a Stati non democratici, potrebbe portare a gradi elevati di vulnerabilità. Per questo, chiediamo la massima vigilanza”. Mollicone è intervenuto sul tema delle reti in più occasioni.
Anche sul tema delle reti la sua attenzione si è concentrata soprattutto sulla necessità che “i grandi capitali dei ‘sultani digitali’”, operino in un regime di maggiore trasparenza e che vadano “tassati in maniera equa salvaguardando il mercato digitale italiano, la legittima concorrenza e la situazione occupazionale dei lavoratori di tanti settori”.
Nel programma di FdI, ha sottolineato in altre occasioni Mollicone il partito chiede “di regolamentare le piattaforme digitali, evitando qualsiasi censura, e qualsiasi forma di sorveglianza digitale, vigilando sui partner di paesi extraeuropei”. Dichiarazioni che contribuiscono a definire meglio il concetto di sovranità digitale difeso dal partito.

Banda larga e rete unica a controllo pubblico
Banda larga e revisione della relativa parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un altro argomento centrale nelle dichiarazioni del responsabile all’Innovazione del partito. “Aggiornare il Pnrr, alla luce del contesto geopolitico, è un’opportunità preziosa per garantire interventi contro il caro energia, ma anche per migliorare la ‘messa a terra’ delle gare sulla banda ultra larga”, aveva dichiarato Mollicone a inizio settembre alle agenzie.
“Va sostenuta l’infrastrutturazione in banda larga in particolare nelle periferie, sia destinando una parte delle risorse del Pnrr ai comuni per istituire uno specifico Fondo e istituendo una rete unica, nazionale, a controllo pubblico”.
Mollicone ha chiesto inoltre “uno snellimento delle procedure autorizzative, superando i vincoli delle Sovrintendenze, e il rilancio della domanda tramite una revisione dello strumento dei voucher banda larga, tanto più che sappiamo delle problematiche relative al passaggio da rame a fibra”.

Un indice Desi nazionale
Mollicone ha inserito tra i punti programmatici la necessità di “incentivate le competenze digitali, e stimolata l’iscrizione alle materie scientifiche in ambito universitario, su cui ho presentato anche una specifica proposta di legge, e sostenuti gli Its”.
Ma soprattutto ha chiesto la “costituzione dell’indice Desi ‘nazionale’ come da nostra mozione approvata, da includere nel ciclo di bilancio dal Def (Documento di economia e finanza), così da poter valutare le politiche da adottare”.
L’indice Desi è la classifica che ogni anno Bruxelles redige per certificare quanto e cosa è stato fatto dagli stati membri per la digitalizzazione. Nell’ultima l’Italia ha cominciato a recuperare terreno, pur manifestando gli stessi storici problemi.

Cybersecurity
“La misurabilità della sicurezza cibernetica sarà altrettanto importante”. Mollicone durante la presentazione del suo libro ha inoltre dedicato diversi passaggi al tema della sicurezza informatica: “Bisogna aiutare le imprese ad acquistare beni e servizi cyber perché non può essere un lusso, e lo abbiamo fatto con i nostri emendamenti e sostenendo il dialogo privato-pubblico presso l’Agenzia della cybersicurezza”, ha dichiarato.
“Dobbiamo investire in tecnologie di nuova generazione, ad alto valore aggiunto e sostenere i soggetti a cui sarà richiesto un elevato livello di protezione con voucher e crediti d’imposta. Tutelare la sovranità digitale vuol dire inoltre valorizzare l’apporto delle aziende cyber italiane nel settore della difesa, garantendo le realtà industriali nazionali e sostenendone la conquista dei mercati europei”. Infine Mollicone ha chiesto la detassazione del lavoro in ambito cyber.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su