Il boom M5S in Campania e il metodo delle pluricandidature hanno determinato lo stallo. Le incognite Cinque deputati e otto senatori ancora con il fiato sospeso. Forse oggi la soluzione

Un effetto collaterale delle pluricandidature: così, in alcune zone, si contano più eletti di quanti sono i candidati. Sarebbe questo l’ostacolo alla definizione dei 600 parlamentari eletti ormai 12 giorni fa: la difficoltà di definire i ripescaggi. Oggi dovrebbe essere il giorno della verità anche per quei 13 (5 deputati, 8 senatori) ancora col fiato sospeso.
La legge elettorale consente, come noto, la candidatura della stessa persona in più circoscrizioni. La difficoltà per l’ufficio elettorale nazionale, quindi, sarebbe quella di individuare i candidati che subentrano a chi è stato eletto sia in un collegio sia nel listino o nei listini di più territori. Il caso più clamoroso sarebbe quello di Napoli e provincia (circoscrizione Campania 1). Qui, dove il M5S ha preso il 41,36% dei voti e si è imposto in tutti i collegi uninominali, il sistema di assegnazione dei seggi è entrato in stallo. Secondo quanto riportato dal sito del Viminale, nella circoscrizione Campania 1, per la Camera, il M5S elegge nei sette collegi uninominali Sergio Costa, Antonio Caso, Dario Carotenuto, Carmela Auriemma, Carmela Di Lauro, Gaetano Amato e Pasqualino Penza. Ma in forza del risultato ottenuto dalla lista nel proporzionale, guadagna altri sei seggi da attribuire ai candidati nei listini. E qui sorge il problema perché in quel listino, in Campania, figurano Costa e Di Lauro, già eletti nei collegi uninominali, e il leader Giuseppe Conte, che è stato eletto anche in altre circoscrizioni. I candidati, insomma, non bastano, e restano scoperte alcune delle caselle conquistate.
Anche al Senato c’è un problema Campania: gli elettori hanno assegnato ai 5 Stelle tre seggi col proporzionale, ma la capolista Castellone è stata eletta nell’uninominale a Giugliano e il quarto che scatterebbe al suo posto, Orfeo Mazzella, è stato eletto nel collegio di Torre del Greco. La legge elettorale prevede che nel caso in cui il listino risulti troppo «corto» rispetto ai posti conquistati, si reclutino deputati e senatori tra i candidati sconfitti nei collegi della stessa circoscrizione. Soluzione non praticabile visto che i 5 Stelle hanno conquistato tutti e setti i collegi di Campania 1 (Camera). Quindi si dovrà pescare nel proporzionale della circoscrizione in cui «la lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata». I voti degli elettori di Napoli e provincia, cioè, determineranno l’elezione di candidati 5S di altre regioni. Per sapere quali, bisogna aspettare il riconteggio di 21 sezioni elettorali: una manciata di voti può far scattare i quozienti in una regione o in un’altra. Già nel 2018, l’ampio successo dei grillini al Sud determinò un problema di nomi. Le pluricandidature, però, erano vietate nel M5S. Con Conte questa regola interna è venuta meno e il numero di candidati si è ridotto.

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