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La premier vuole accelerare: «Daremo agli italiani le risposte che chiedono. La nostra priorità sul caro energia è creare un argine per difendere i cittadini»

Archiviare la battaglia per i posti di sottogoverno, segnare la discontinuità sul Covid, invertire la marcia sulla giustizia e dare il senso della svolta anche sul fronte della sicurezza interna. Giorgia Meloni ha fretta di correre su alcuni provvedimenti simbolici e il motivo lo ha spiegato il sottosegretario Alfredo Mantovano. La premier è salita «su un treno in corsa», con l’Italia «al centro di una tempesta perfetta tra guerra, recessione e inflazione». E ora la «macchinista» non può che spingere sull’acceleratore.
La questione più urgente è la crisi energetica. Meloni indica come priorità l’esigenza di «mettere un argine al caro energia e alla speculazione», anche diversificando le fonti e aumentando la produzione nazionale. «I costi delle bollette sono diventati insostenibili per milioni di famiglie e per molte imprese» scrive sui social la presidente e ricorda che tante aziende sono costrette a chiudere o licenziare i lavoratori. La difficoltà dei cittadini aumenta e Meloni promette soluzioni: «Gli italiani chiedono risposte immediate e noi gliele daremo. Non c’è più tempo da perdere». Come a dire che i governi precedenti non abbiano fatto abbastanza.
Tra Palazzo Chigi e via XX Settembre si studia un nuovo decreto aiuti, finanziabile con i circa 10 miliardi lasciati in cassa da Draghi e Franco. «Il governo — conferma la premier — è al lavoro per rafforzare le misure nazionali a sostegno di cittadini e attività». Il decreto bollette potrebbe vedere la luce a metà settimana, ma non sarà oggetto delle riunioni di oggi a Palazzo Chigi. In agenda per le ore 13 c’è il Consiglio dei ministri numero due, il primo pienamente operativo. Sarà presieduto da un pre-Consiglio in cui sarà definita la squadra e segnerà l’avvio di una settimana importante per la premier, che giovedì volerà a Bruxelles per il suo battesimo con i vertici dell’Europa. Gli incontri con von der Leyen, Metsola e Michel saranno un cruciale banco di prova e Meloni vuole arrivarci con la cartellina piena di provvedimenti avviati.
Sul fronte della gestione della pandemia, le prime decisioni concordate dalla presidente con il ministro Orazio Schillaci (Salute) vogliono «segnare un primo atto di discontinuità rispetto ai precedenti esecutivi». Le mascherine negli ospedali e nelle strutture per anziani dovrebbero restare obbligatorie, mentre già domani scadrà l’obbligo vaccinale per medici e infermieri e i lavoratori sanitari no vax si vedranno condonate le sanzioni.
Il dossier più pesante sul tavolo del Cdm riguarda la giustizia, con due questioni che da giorni fanno discutere: ergastolo ostativo e rinvio della riforma Cartabia. Del primo tema Meloni ha parlato nel discorso per la fiducia, mostrando da subito l’intenzione di blindare il regime che esclude gli sconti di pena per i condannati per reati gravi, come mafia e terrorismo, che non accettino di collaborare con la giustizia. Il neo-ministro Carlo Nordio si è sempre detto contrario, ma per Meloni l’ergastolo ostativo è «uno strumento essenziale» per evitare scarcerazioni facili di detenuti mafiosi. E poiché l’8 novembre è fissata la nuova udienza della Consulta, che ne aveva stabilito l’incostituzionalità, il governo deve correre: il testo che sarà esaminato oggi ricalca quello già approvato alla Camera nella precedente legislatura. Il secondo dossier riguarda alcuni aspetti della riforma Cartabia, la cui entrata in vigore, prevista per domani, l’esecutivo vuole far slittare al 30 dicembre. Una parte della magistratura è in allarme e il Pd protesta perché teme che vengano «buttati a mare» sia il lavoro del governo Draghi che i fondi del Pnrr. Ma su questo punto Palazzo Chigi tranquillizza: «Le scadenze del Pnrr saranno rispettate».
Lo stato d’animo di Meloni nella seconda domenica da premier è quello del video-messaggio in inglese inviato alla Niaf, l’associazione che riunisce venti milioni di italo-americani. «Sento il grande onore e la responsabilità di essere la prima donna a guidare l’Italia», ha detto la leader della destra. E ha ribadito l’intenzione di rendere «ancora più forti» i rapporti con gli Stati Uniti: «Un’alleanza incrollabile, una partnership strategica e una vera e profonda amicizia».

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