Salma Papa Ratzinger

Oggi l’ultimo saluto al Papa emerito. La rivelazione di Padre Georg: la stretta di Francesco sulla messa in latino gli spezzò il cuore

Oggi gli occhi del mondo sono puntati sullo Stato più piccolo del pianeta. Con un Papa che presiede i funerali di un Papa emerito, in piazza San Pietro si scrive una pagina di storia della Chiesa e delle istituzioni, presenti con vari leader internazionali. Per volontà dello stesso Benedetto XVI le sue esequie – inizio alle 9,30 – sono «nel segno della semplicità», quindi «solenni ma sobrie». E quando la sua bara sarà tumulata nelle Grotte vaticane, finirà l’«“emeritato”, perché da quel momento si andrà a pregare sulla tomba di un Pontefice», spiega un porporato. Il rito – con un protocollo particolare per assicurare gli onori a un ex Vescovo di Roma, ma con qualche limatura dei passaggi dedicati a un Papa regnante – è presieduto da Francesco, che ieri ha definito il suo predecessore «un grande maestro», e celebrato dal decano del collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re.
Peraltro, ieri nelle Sacre Stanze è stata una giornata di agitazione non per la vigilia della cerimonia funebre, per la quale si attendono 100 mila persone – dopo i quasi 200 milla pellegrini che hanno reso omaggio alla salma nella Basilica – ma per una dichiarazione di monsignor Georg Gaenswein. Il segretario particolare di Joseph Ratzinger ha rivelato che il Motu Proprio «Traditionis custodes» pubblicato da Jorge Mario Bergoglio nel 2021 ha rattristato Papa Benedetto. Si tratta della stretta di Francesco sulla messa in latino, che ha spezzato il cuore di Benedetto XVI, ha affermato Gaenswein in un’intervista a Die Tagespost.

Ratzinger ha raccontato la forza del Vangelo facendo dialogare cuore e ragione
Sostiene l’Arcivescovo: «Quello è stato un punto di svolta. Credo che Papa Benedetto abbia letto questo Motu Proprio con il dolore nel cuore», riferendosi alla revisione del documento del 2007 del Pontefice tedesco «Summorum pontificum» da parte del suo successore. Una contrapposizione tra i «due Papi» che hanno coabitato per quasi dieci anni. Parole che rischiano di alimentare ulteriormente l’opposizione dei tradizionalisti al pontificato argentino e di rendere ancora più complicato il rapporto del Monsignore con Papa Francesco, che non è stato privo di incomprensioni e tensioni. Gaenswein, prefetto della Casa pontificia dal 2012, era stato di fatto «sospeso» nel 2020.

Ratzinger seppellito al posto di Giovanni Paolo II, l’allestimento della tomba di Benedetto XVI nelle Grotte Vaticane
Allo stesso tempo, in un colloquio con i media della Santa Sede, il segretario di Ratzinger risponde a chi continua a sostenere che la rinuncia al pontificato non sia stata una libera scelta o addirittura che Ratzinger abbia voluto in qualche modo rimanere Papa: «La nuda verità è questa: non aveva più la forza di guidare la Chiesa, come ha detto in latino quel giorno»; tutti coloro che promuovono congetture diverse «non si fidano di Benedetto».

Dall’alba al freddo, migliaia i fedeli in fila per l’ultimo saluto a Ratzinge
Al funerale le uniche due rappresentanze ufficiali saranno quelle di Italia – il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni – e Germania, con il presidente Frank-Walter Steinmeier, il cancelliere Olaf Scholz e il governatore della Baviera Markus Söder. Le altre delegazioni sono «a titolo personale», precisano Oltretevere. Sono previste, tra le altre, le presenze sovraniste – che si sommano alla premier italiana e ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa – del presidente della Polonia Andrzej Duda con il premier Mateusz Morawiecki, della presidente dell’Ungheria Katalin Novak, con il dubbio del premier Viktor Orban, che però fonti vaticane contano tra i partecipanti. Tutti esponenti di una galassia politica che ha sempre guardato a Benedetto XVI come punto di riferimento e ispiratore. Non ci sarà invece il presidente Usa Joe Biden – «ammiravo Benedetto XVI», ma «saremmo stati solo d’intralcio» – in sua vece l’ambasciatore presso la Santa Sede Joseph Donnelly. Hanno confermato la partecipazione, tra gli altri, la madre del Re di Spagna, la Regina Sofia; il Re e la Regina del Belgio, Filippo e Mathilde; il presidente portoghese Marcelo Nuno Duarte Rebelo de Sousa. Ci sarà la Real Casa Savoia con Clotilde e Vittoria. In Piazza anche personalità delle altre Chiese cristiane, compreso il Patriarcato di Mosca con il metropolita della Chiesa russa Antonij di Volokolamsk; e poi leader delle altre fedi, dai musulmani agli ebrei.
Mille gli agenti in campo, e nell’area ci sarà divieto di sorvolo. In Italia le bandiere saranno issate a mezz’asta.

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